A Ferrara il primo raduno MAGA degli "Italiani con Trump": "FdI e Meloni sono neoconservatori troppo tiepidi, non saremo un partito"
In questa intervista al Corriere della Sera - Bologna, Gianmarco Landi presenta per la prima volta a una testata giornalistica mainstream il progetto: «Italiani con Trump», un movimento ispirato al MAGA (Make America Great Again) statunitense, che intende influenzare la politica italiana senza però trasformarsi in un partito. Gianmarco Landi critica apertamente il governo Meloni, giudicandolo troppo vicino ai neoconservatori USA: «80% neoconservatore in versione italiana, e solo un tiepido 20% MAGA». Al centro della sua visione, la sovranità finanziaria, la critica all'euro e il superamento delle vecchie strutture partitiche, «Tessere, sezioni e primarie sono robe noiose e liturgiche della vecchia politica». Un progetto che punta a mobilitare persone, non follower, e a costruire una nuova pressione politica dal basso.

Gianmarco Landi è uno dei due ideatori del movimento e dell'evento del 5 novembre in Fiera: «Tessere di partito, primarie e sezioni sono cose noiose».
A Ferrara, giovedì 5 novembre, è in programma il primo raduno nazionale di «Italiani con Trump», iniziativa ispirata al movimento Maga (Make America Great Again) del presidente americano.
L'appuntamento è per le 17 in Fiera, alla Palax Arena. Tra i promotori e organizzatori dell'iniziativa ci sono Gianmarco Landi, analista finanziario e osservatore politico internazionale, e il direttore d'orchestra Andrea Colombini. È lo stesso Landi a raccontare la genesi creativa del movimento italiano.
Da dove nasce l'idea di un movimento Maga anche in Italia?
«Così come negli Stati Uniti, nasce in maniera spontanea anche in Italia. È un movimento di opinione, non ha una struttura. Con quel Make America Great Again, Trump ha dato vita a una rivoluzione che ha impattato in tutto il mondo occidentale. Non è una meteora, ma sarà destinato a durare anche dopo il 2028. I Maga quindi rimarranno e abbiamo ritenuto necessario che quella parte di popolo italiano che lo ha capito venga coinvolta. L'obiettivo è fare pressione sulle forze politiche di governo per far sì che si cambi linea politica e si segua quella americana».
Quando nascerà ufficialmente «Italiani con Trump»?
«Nella mattinata di giovedì 5 novembre, prima dell'evento a Ferrara, firmeremo l'atto costitutivo nel mio ufficio a Bologna. Poi alla sera lanceremo online il sito internet».
Su cosa vi sentite più vicini a Trump?
«Dipende con chi si parla, perché il movimento Maga è molto variegato e multiforme. Se si parla con me o con Colombini, sentiamo molto la questione finanziaria. L'Italia è oppressa a livello finanziario dalla Ue, da cui ha subito un vero e proprio ladrocinio attraverso l'Euro. Ci piacerebbe venisse realizzata la Lira sotto forma di stablecoin. Una moneta che possa circolare senza intromissione della Banca d'Italia».
Fratelli d'Italia e Giorgia Meloni possono essere considerati Maga italiani?
«No, perché li reputiamo più vicini ai neoconservatori che ai Maga. La critica che io muovo al Governo è quella di essere 80% neoconservatore in versione italiana, e solo un tiepido 20% Maga».
Con chi dialogherete in Italia? Avete contatti con Lega, Fratelli d'Italia, altri movimenti sovranisti?
«Noi non dialoghiamo con i partiti, ma abbiamo intenzione di organizzare un movimento di opinione. Dialogheremo invece con tutte quelle forze sociali che capiscono la necessità di uscire dalle ideologie di partito».
Come vi finanzierete e come vi organizzerete?
«Sappiamo di essere forti, ma non abbiamo ancora deciso come strutturarci. Sicuramente non faremo le tessere di partito, non ci saranno le sezioni e neanche le primarie. Tutte robe noiose e liturgiche della vecchia politica. Il nostro sarà un think tank leggero. Supporteremo ovviamente iniziative a carattere politico, ma fuori dalle logiche partitiche tradizionali e superate».
Pensate di diventare un partito politico un giorno?
«Il nostro movimento non potrà mai essere un partito. Già il nome «Italiani con Trump», che è costruito attorno alla figura di un 80enne, di per sé non si presta a diventare un partito. Di sicuro ci piacerebbe strutturarci in tutte le province d'Italia».
Il 5 novembre l'iniziativa a Ferrara. Come procede l'organizzazione?
«A Ferrara abbiamo già raggiunto circa 2.500 prenotazioni, quindi penso che alla fine saremo almeno in 3mila. La serata servirà a costituire un movimento, che promuoverà iscrizioni leggere e la necessità di dire che dobbiamo agganciarci all'indirizzo americano dominante. Abbiamo scelto di non organizzare l'evento sabato o domenica per dare una prova di forza».
In che senso?
«Il 5 novembre è un giovedì. È un giorno lavorativo e Ferrara non è Roma. Se arriveranno 3mila persone, per noi sarà un gioco da ragazzi portarne 10mila a Roma. Ciò che ci importa è far vedere che il movimento non è di facciata. Non facciamo quello che facciamo tramite i followers, i likes, i troll o i bot, ma con persone in carne e ossa».
Ci sarà qualche sorpresa per i partecipanti? Magari un video saluto di Trump…
«Non svelo niente, quella sarebbe la ciliegina sulla torta. Ci saranno sicuramente collegamenti e due ore e mezza di speaking. Anche il sindaco Alan Fabbri verrà a portare il saluto istituzionale e a darci il benvenuto in città».
https://www.gianmarcolandi.it/blog/a-ferrara-il-primo-raduno-maga-degli-italiani-con-trump-fdi-e-meloni-sono-neoconservatori-troppo-tiepidi-non-saremo-un-parttitoContinua a leggere
AttualitàPrimo raduno Maga d'Italia, in 2000 a Ferrara. Maxi foto di Trump e tanti applausi, il sindaco: "Qui diamo ospitalità a tutti"
Questo è uno dei tanti articoli che dimostrano che, grazie alla Convention di Ferrara del 5 novembre, i media mainstream hanno iniziato a prendere atto dell’esistenza dell’Associazione e del Movimento Italiani con Trump e delle istanze che intende portare nella Società italiana: sovranità nazionale, libertà sanitaria e d'informazione e denuncia delle manipolazioni di organismi sovranazionali come l'ONU e l'OMS, sono queste, al momento, le istanze recepite da coloro i quali, negli ultimi anni, hanno costantemente denigrato e ghettizzato il portato culturale del “popolo” e dei leader dell’opposizione alle restrizioni pandemiche.
AttualitàOggi il raduno Maga: "La disfatta per noi non cambia nulla"
Gianmarco Landi, intervistato da Il Resto del Carlino, parla del primo grande raduno Maga italiano a Ferrara del 5 novembre 2026 e spiega come nè lui nè gli altri promotori si siano fatti condizionare dall’esito delle Midterm: «Ci aspettavamo un risultato di questo tipo». Secondo Landi, la vera partita politica si gioca tra popoli e establishment, non tra repubblicani e democratici o tra destra e sinistra. E osserva come la componente radical dei Dem, che fa capo a Obama e a Hillary Clinton, sia uscita dalle midterm con le ossa rotte.
Attualità