BOCCIATURA CLARITY ACT: L'ORCHESTRA DEL TITANIC
Gianmarco Landi evidenzia come la bocciatura del 15 settembre 2026, al Senato USA, riguardo la mozione procedurale per favorire l’approvazione del Clarity Act, sia stata «soltanto una schermaglia iniziale». Ma, malgrado il sostegno di George Soros all'attuale sistema bancario, il provvedimento sarà alla fine approvato e «le banche non riusciranno ad imporsi». Al centro dell’analisi vi è il conflitto tra il sistema bancario, la SEC e l’Amministrazione Trump, con inevitabili ripercussioni sull’assetto finanziario globale.

L’ORCHESTRA DEL TITANIC
Mi diverte molto il modo semplice ed idiota con cui i media hanno dato la notizia del voto di bocciatura della mozione procedurale per favorire l’approvazione del Clarity Act.
Il voto è finito 50-50, ma quella di ieri è stata soltanto una schermaglia iniziale, non l’esito della guerra finanziaria, che vedrà sicuramente Trump vincitore. Il Clarity Act sarà per certo approvato e le banche non riusciranno ad imporsi.
I 50 senatori che hanno votato per le Banche, per la SEC e per il vecchio mondo sono stati, innanzitutto, 44 dei 45 senatori democratici, 4 repubblicani e i due indipendenti. Questa è la forza guidata in Senato da Liz Warren, la valchiria di George Soros che pensa di essere Pocahontas.
La reazione di Trump? Forse sarà durissima, e sarà proprio quello che molti di noi vogliono, senza però avere il coraggio di dirlo. Gli effetti finanziari degli squassi geopolitici di Hormuz possono essere intensificati sospendendo le esportazioni di gas e gasolio anche dall’America, oltre che dalla Russia. Questo fatto farebbe schizzare l’inflazione, ma quello che più conta è che salirebbe alle stelle il rendimento dei Treasury decennali, rendendoli insostenibili unitamente al dollaro Fed, che quindi l’Amministrazione USA potrebbe decidere di sacrificare, per crearne un altro con il volto di Trump e l’oro a collaterale.
Molti non capiscono cosa significhi per un sistema finanziario globale poggiato non sull’oro fisico, ma sui Treasury USA, questa situazione di scontro.
Il sistema delle banche è retto TECNICAMENTE dai titoli di Stato USA, ma se questi fossero disconosciuti –default– chi pagherebbe il prezzo più alto?
Le banche non si sono arrese e hanno fatto fronte contro il Clarity Act, perciò ora la minaccia di farle saltare in aria potrebbe non essere più soltanto una minaccia, ma un male necessario?
Stiamo a vedere cosa succederà, tuttavia è pacifico che le notizie date dal mainstream sono peggio di semplici fake news, bensì una solenne testimonianza di idiozia, stupidità e totale mancanza di intelligenza.
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Esteri e GeopoliticaLA FED SI INGINOCCHIA AL GENIUS ACT: UNA SVOLTA MONDIALE
Alcuni recenti avvenimenti sono segnali di una “svolta epocale” che porterà presto ad un nuovo assetto geopolitico globale e all’affermarsi di un nuovo sistema finanziario. L’incontro tra Trump e Xi, Francesca Albanese divenuta testimonial di moda e l’applicazione de facto del Genius Act da parte della Fed, sono visti da Gianmarco Landi con uno “sguardo olistico”, che consente di poter affermare che la svolta è alle porte.
Esteri e GeopoliticaTHE CLARITY ACT WAR: COSA STA SUCCEDENDO?
Il Clarity Act è il terreno di una vera e propria “guerra” finanziaria e politica. La sua approvazione trasformerebbe profondamente il sistema monetario, regolamentando crypto asset e Stablecoin e aprendo alla circolazione di ricchezza “senza intermediazione bancaria”. Al Senato americano lo scontro è serrato: da una parte il mondo anarco finanziario e l’Amministrazione Trump, dall’altra banche e lobby interessate a bloccare la riforma. Gianmarco Landi evidenzia come la nuova legislazione sia foriera di “togliere il potere ai banchieri” e favorire un nuovo sistema finanziario. La partita è dunque tutt’altro che tecnica: “ciò che succederà in America nei prossimi giorni sortirà effetti dirompenti in ogni Nazione del Mondo”.
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