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Gianmarco Landi
Costume e Società12 min di lettura

Preghiera all’Intelligenza Democratica: riflessioni di un maschio pericoloso che vuole redimersi

Un articolo provocatorio e satirico che, sotto forma di “preghiera”, critica il politicamente corretto, il femminismo contemporaneo e le dinamiche culturali della sinistra progressista. Attraverso sarcasmo e paradosso, Gianmarco Landi riflette su censura linguistica, rapporti tra i sessi e trasformazioni sociali percepite come limitazioni della libertà espressiva maschile.

Dopo l’effervescente dialettica tra Asia Argento e Luxuria di due giorni or sono, e dopo la parodia di Kiss me Licia di Checco Zalone, in Italia si è innescato un dibattito in cui si può constatare l’Intelligenza Democratica illuminarsi di immenso nel suo punto di vista volto alla graduale sottomissione della universalità maschile tradizionale. Rivolgendomi a questa Intelligenza Dem, un’entità morale, spirituale e razionale superiore, vorrei riflettere in una sorta di monologo ad alta voce, così come facevo da bambino quando affrontavo un qualche timore o incertezza interiore, rivolgendomi a Dio. Spero che il paragone con Dio non rechi offesa all'Intelligenza Dem che, essendo moralmente superiore a tutto, è ritenuta intangibile, quindi si potrebbe equivocare una mia qualche prolusione per mancanza di rispetto nei Suoi confronti. Chiedo scusa a priori, nell’eventualità incorressi in un simile infortunio.

Ieri ho assistito ad un esercito di inquisitori LGBT che si è scagliato ferocemente contro Checco Zalone, reo di aver usato la parola “frocio” nel testo di una parodia di una sigla di un cartoon anni ‘80. Il linciaggio pubblico di Zalone, per una parola censurata d’imperio, è stato chiaramente un pretesto marginale, dato che l’espressione artistica in questione, essendo emancipata dal politicamente corretto per definizione, comportava l’implicito affronto di svelare quanto la Società Italiana, negli ultimi 30 anni, sia attraversata da un processo di “mascolinità perduta”, benché suddetta riflessione fosse celata attraverso l’ironia del comico. Penso che questo sia il vero motivo insito nella pretesa della “conferenza episcopale” dei Gay e dei benpensanti di censurare la libera espressione dell’artista pugliese.

Tre giorni fa, invece, la femminista e pasionaria di sinistra Asia Argento, ben spalleggiata dalla conduttrice televisiva Bianca Berlinguer, si produceva contro Luxuria, rea di essersi ribellata rispetto all’accettazione acritica di una sua percezione sensoriale riferita a molestie avvenute 20 anni prima, quando l’attrice era amante di un produttore cinematografico particolarmente allupato. Questa circostanza costituisce l’evoluzione di un must di nuova concezione Dem, dato che, sebbene l’attrice per molti anni fosse stata amante del potente produttore cinematografico americano, il quale aveva contraccambiato i favori sessuali in una logica di do ut des, si profilerebbe l’insorgenza di una molestia con maturazione psicologica postdatata, cioè quando, dopo molti anni, l’attrice ha potuto raggiungere la consapevolezza di un rapporto comparabile a quello che una prostituta ha con un qualche suo affezionato cliente, in una dinamica sfruttatore e sfruttata a senso unico.

Ovviamente, questi sono solo due casi emblematici su cui non riesco ad avere un’idea ben precisa, e perciò chiedo ad alta voce: cosa stabilisce l’Intelligenza Dem in proposito?

Le domande da porsi non sono nel chiedersi se un pentimento postumo, che, in effetti, può essersi verificato nella coscienza dell’attrice, sia assimilabile a molestia e configuri un abuso maschilista; oppure se censurare una parola in pubblico sopprima un concetto, e quindi un pensiero altrui, diventando quindi una pretesa illiberale, ma: chi è realmente vittima di cosa?

Chi è l’essere sfruttato e chi lo sfruttatore in questo scorrere catartico di nuovi must politicamente corretti sempre più sofisticati?

Io penso che tutti dobbiamo inginocchiarci al cospetto di questi comandamenti Dem in cui la Libertà e gli impulsi naturali di dire e fare, sono sottoposti al discernimento dell’altrui Superiorità Morale Dem, in cui il senso critico cede il passo ad emozioni benpensanti e dove le parole, che rappresentano concetti, vengono soppresse per educazione sociale di salute pubblica “omosessualecratica” o “femministocratica”. Grazie Intelligenza Dem, che sei nell’alto dei cieli, dacci oggi, come domani il tuo pane quotidiano, non ci indurre in tentazione e liberaci dal male.

Tutti dobbiamo venerare il portentoso cervello di Asia Argento martire, oltre ai comitati direttivi delle Associazioni di “monaci petulanti” Gay, perché, in questo contesto provincial nazionale, emergono mancate consapevolezze di molestie o libere espressioni artistiche ineducate che devono essere rispettivamente sollecitate o represse in una dimensione pubblica corretta da un virtuoso “pensiero” di Sinistra. I concetti di vittima, di sfruttato o di abuso evolvono e sono alla base del cammino verso una società degli eguali e dei giusti, che diviene mutevole e multiforme come il cammino dell’uomo timorato dal politicamente corretto, e sballottato dalle onde dell’egemonia culturale gramsciana. Poco deve importare che queste onde siano costituite da capricci pretenziosi, isterie collettive, sceneggiate psicodrammatiche, invidie radical chic malcelate, o mera stupidità, perché l’Intelligenza Dem ha il carattere di un’ispirazione divina a cui abbandonarsi nel mistero della fede! Nel seguito scriverò, tra il serio ed il faceto, e scriverò per denunciare una grande ingiustizia di cui però nessuno parla, cercando di essere ossequioso rispetto alla moralità superiore dell’Intelligenza Dem a cui mi rivolgo rispettosamente in preghiera, cercando di aderire agli schemi dialettici e alle parole che mi sono consentite e verso cui non oso ribellarmi.

Io non sono una femminista, né una femme fatale, neppure un gay, un trans attivista o quant’altro di nuova esplorazione morale d’avanguardia multiculturale. Io sono un italiano dappoco, un povero maschio attratto dalle donne come può esserlo un ignorante elettore di centrodestra, quale pure sono stato e, se non incorresse opportuna redenzione, potrei tornare ad essere, insomma… sono semplicemente un uomo normale. Mi rivolgo, pertanto, a testa china, nei confronti di tutte le Organizzazioni e Autorità di Sinistra, per denunciare la mia normalità, nel risvolto della pesante situazione di ingiustizia sociale in cui versa la mia categoria. Anche noi, noi maschi normali, aspiriamo a poterci ravvedere e ad essere abbracciati in maniera compassionevole, come solo la Sinistra Radical Chic può fare nella sua infinita bontà.

Sappiamo che Madre Natura ha imposto a tutti gli uomini una piccola sacca in mezzo alle gambe concentrando, in meno di un decimetro cubo, un enorme punto debole, non solo indifeso rispetto al minimo colpo fisico ricevibile, ma anche pregiudizievole ai colpi di testa a cui, la situazione biologica ivi contenuta, espone un maschio alla mercé di continui pericoli. In questa sacca, scientificamente definita scroto, quotidianamente vengono prodotti miliardi di spermatozoi che ogni giorno insorgono, quasi come se bussassero alle sinapsi del cervello maschile, manifestando rivoltosi stimoli nel senso di creare le condizioni per schizzare all’esterno, illusi e bramosi, così come in effetti sono tutti gli spermatozoi, di poter raggiungere e compenetrare un loro simmetrico femminile, che, invece, viene prodotto dalle donne con parca cadenza temporale rispetto alle aspirazioni degli spermatozoi maschili.

Chiedo pertanto all’Intelligenza Dem, perché nessun orientamento sociologico e filosofico egualitario abbia, nella sua lunga storia, mai indagato i risvolti di questa pesante situazione ingiustamente inflitta da Madre Natura a tutti i maschi, e in particolare ai maschi alfa, che generalmente sono dei leader pregiudicati da livelli di testosterone elevati?! Questa stortura, con l’evolversi dei canoni della civiltà attuale, ha creato disagio e mortificazione psicologica in tutti i maschi occidentali disorientandoli, condannandoli ad una perenne insoddisfazione e mortificazione dell’Io freudiano profondo, un aspetto che, in senso filosofico rousseauiano, dovrebbe individuarsi come elemento all’origine di una diseguaglianza foriera di grande ingiustizia sociale tra maschi e femmine.

Questa sperequazione biologica, a tutto vantaggio delle donne, imprigiona gli uomini in perenne stato di “indigenza” sessuale nonché, altra faccia della medaglia, di potenziale esercizio di molestia e, in Italia sappiamo grazie a Palmiro Togliatti, che l’ingiustizia scaturisce da una sperequazione che genera un bisogno diffuso e, ovviamente, soprattutto da chi questo bisogno lo sfrutta esercitando prevaricazione. L’aspetto è molto delicato ed esplode in Società con il fenomeno di parificazione in ambito lavorativo tra uomo e donna, una prospettiva che io non posso non apprezzare, ma che porta con sé l’escrescenza del grave problema di civiltà menzionato, in una dialettica sessuale tanto corretta quanto corrotta. In ambito lavorativo non ci sono solo uomini che possono ricattare le donne, ma pure gli uomini che sono ricattabili e manipolabili dalle donne. Ciò avviene anche solo con un semplice battito di ciglia ben assestato e, in alcuni casi più gravi, ma consueti, con una serie di attività di corruzione in atti sessuali che certune femmine, potendo dispensare a proprio interesse, esercitano con innata maestria.

Karl Marx diceva che chi ha i mezzi di produzione economica decide i fini sociali e politici e quindi, mutatis mutandi, possiamo pure sostenere che chi ha le fattezze più ambite, in senso sessuale, decide tutti gli altri fini potendo agire in prima persona, ma anche manipolare con finezza psicologica. Mio nonno diceva che c’è una cosa che tira più di un paio di buoi, e tutti capiscono e concordano su cosa essa sia e significhi, a differenza di quanto elucubrava Marx, che concettualmente era poi, più o meno, lo stesso concetto traslato. Perciò, Intelligenza Dem, potremmo dire che le donne sono un po’ come i padroni che soddisfano i bisogni altrui offrendo, o meno, un “lavoro” agognato e, in quest’ottica, avrebbero quindi il potere di sfruttamento degli uomini?

Osservo che il primo articolo della Costituzione si incentra sul Lavoro, ma quando il Lavoro non è trainato solo dalla razionalità e dalla forza di un paio di buoi, ma da un’altra entità maggiormente valente e trainante, benché emotiva ed indiretta, diverrebbe questa entità il valore cardine di una Costituzione da bunga bunga Dem politicamente corretto? In parole più compassate, può una cultura femminista ed effeminata tout court imporsi, così come sta avvenendo, senza incontrare alcun limite di morale e di rispetto della natura mascolina degli uomini normali? Mi spiego ancora meglio con un esempio: il concetto nella vulgata popolare italiana di “troia”, atto a descrivere il comportamento di una femmina che usa il potere del proprio sesso per conseguire fini materiali, egoistici o corrotti, e che, in lingua italiana, non ha un equivalente al maschile, può essere reintrodotto in una prospettiva socioculturale di alta Intelligenza di sinistra, oppure il Femminismo è oggi un valore di contenuto di per sé stesso assoluto, come la Resistenza, la Lotta di Classe o la non turbativa del Timoniere?

Asia Argento ha denunciato l’abuso che, nella sua dimensione soggettiva, asserisce di aver percepito, e qui non voglio sindacare su quanto la signora si dolga, dopo due decenni dalla fine di una relazione non sentimentale, né mi permetto di definire il comportamento di chi fa carriera in ambito competitivo concedendo favori sessuali, ma mi permetto di denunciare quello che mi riguarda da almeno 35 anni, e verso cui chiedo attenzione e riflessione, nel seguito di una vera e propria confessione che mi accingo a fare. Noi esseri umani, siamo tutti eguali, quindi pure io posso denunciare le molestie sessuali che ho ricevuto e che ho appena maturato di aver subito, anche se non so dire quanto esse siano ascrivibili ad un peccato originale mio o altrui.

Intelligenza Dem, vorrei mettere in luce che pure Io ho subito, per decenni, parecchie centinaia di migliaia, forse addirittura milioni, di molestie sessuali, tutti i giorni, a partire dalla mia pubertà. Mi spiego meglio con una serie di denunce/confessioni molto serie, che credo riguardino un travaglio interiore comune a tutti i maschi adulti. Denuncio qui, ad esempio, la molestia consistita nell’uso insidioso dei tacchi alti delle scarpe femminili, il cui ticchettio rimbombante nella mia testa si conficca come le gocce d’acqua sulla fronte dei torturati medievali, dato che suddetto ticchettio talvolta mi distrae, poi mi deconcentra e, alle volte, mi ha pure condotto sulla strada di una qualche pazzia.

Denuncio l’abuso contro l’integrità del mio equilibrio ormonale, a cui migliaia di donne hanno attentato ed attentano tuttora quando liberano nell’aria armi di seduzione di massa, cioè profumi e fragranze particolarmente suadenti, che destabilizzano i miei sensi distorcendo le mie percezioni cerebrali già precarizzate da visioni femminee eversive. Denuncio poi, ed è ancora più grave, il senso di mancanza d’aria che spesso mi viene inferto alla vista di balconcini prorompenti prospettatimi in un ascensore, o in spazi chiusi in genere, specie in primavera o in estate, quando dal balconcino insorge pure il supplemento di due capezzoli puntati come due baionette intente a minare la tranquillità del mio campo visivo.

Per non parlare delle tante aggressioni alla mia sfera emozionale, che mi causano veri e propri attacchi di panico, in ragione di svariate decine di sculettate a cui tutti i giorni mi tocca assistere constatando, inerme quale devo per forza rimanere, l’incedere armonico e impetuoso di due chiappe dolcemente baldanzose come l’incedere di un corpo di fanteria in marcia nell’imminenza di invadermi. Senza contare le molestie a cui devo far fronte schivando i caleidoscopici attentati perpetrati attraverso caviglie affusolate, polpacci docilmente muscolosi o cosce vellutate ed eleganti, come le gambe a sostegno di un pianoforte a coda su cui può suonare una musica dolce, ma a cui quasi sempre, in ambito lavorativo, fa seguito una qualche cavalcata delle Valchirie di Wagner, il brano classico preferito dai nazisti.

In conclusione, chiedo di essere compreso, perdonato ed illuminato da un qualche pensiero elevato, atteso che la soluzione di imbacuccare le donne, come fanno gli islamici, non paia praticabile anche se, secondo certi punti di vista multiculturali di Intelligenza Dem, non sembra che in proposito la laicità della Sinistra abbia un’idea chiara e precisa in senso valoriale, anche qui in Italia, con cittadini a cui si pretende di riconoscere la cittadinanza italiana con diritti precisi e doveri a piacimento.

Per questo, mi chiedo se la soluzione per il futuro di una progredita società di giusti ed eguali non passi per il riscoprire e riqualificare il senso positivo di certe parole tradizionali, che rappresentano concetti oggi bannati, come ad esempio, “troia” o “frocio”, per tutelare almeno un minimo quella mascolinità italica che sembra essere perseguitata. Ovviamente posso sbagliarmi, perché magari bisognerebbe continuare su questa strada di redenzione radical chic, ed iniziare a contemplare di poter trasformare i maschi in eunuchi non solo psicologicamente, e perciò rimango in attesa delle parole da poter utilizzare e trasformare in pensieri, espressioni e ragionamenti consentiti.

Chiedo infatti, Intelligenza Dem, se sia auspicabile, parallelamente ad un futuro scenario di esseri umani riprodotti in laboratorio e affidati a famiglie gay o di concezione gayfriendly, come avviene a Los Angeles sempre più spesso, che maturi un processo di “redenzione” occidentale dalle proprie radici biologiche attraverso la diffusione di nuove attività chirurgiche idonee a stralciare lo scroto a tutti i maschi, privandoli così di mascolinità e quindi educando i peccatori riottosi e retrogradi, come il sottoscritto, nella cui mente imperversano pensieri potenzialmente pericolosi per sé stessi e per tutte le donne. E se queste consapevolezze, che l’Intelligenza Dem dovesse darmi, mi conducessero ad imparare a prenderlo pure nel culo provando piacere, senza discriminazione di genere o vecchi retaggi maschilisti, mi impegnerò per esserne lieto, non fosse altro che per il pensiero di assumere, al contempo, modalità comportamentali che soddisfino pienamente tutte le implicite istanze di normalità delle associazione LGBT italiane. Liberaci dal Male, Intelligenza Dem, purché il paradiso politicamente corretto e radical chic abbia un posto per il povero maschio che sono e di cui mi vergogno, per mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa!

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