LA DOMANDA SCOMODISSIMA
La morte della bimba di Palermo, sottoposta dai medici ospedalieri a vaccinazione antidifterica con l'infezione in corso, apre una domanda inquietante: Maria Rosa “è stata sacrificata per un 'bene' più grande?”, ossia restituire mediaticamente “prestigio e onorabilità all’industria dei vaccini e ai suoi sponsor in camice bianco”?

LA BIMBA DI PALERMO È STATA SACRIFICATA
PER UN “BENE” PIÙ GRANDE?
La stampa di Palermo, sul caso della bimba di 4 anni morta in ospedale con una banale difterite, oggi ha dato corpo ad uno scenario agghiacciante. Altro che diagnosi tardiva o errata!
Nel pieno dell’infezione i medici ospedalieri avrebbero inoculato alla bimba il vaccino per la difterite causandole un grave peggioramento e, in conseguenza, la morte.
È possibile che degli ospedalieri specialisti pediatrici non sappiano che un vaccino, cioè un farmaco con portata lesiva attenuata per un individuo sano, non serva a curare un individuo con un’infezione in atto, ma al suo esatto contrario?
Qualcuno a Palermo ha forse pensato che fosse un bene sacrificare una bimba per poter creare un caso che restituisse prestigio e onorabilità all’industria dei vaccini e ai suoi sponsor in camice bianco?
Del resto, i vaccini sono stati presentati come un necessario atto di fede nella Scienzah e di amore verso gli altri… Cioè verso gli interessi delle Case Farmaceutiche!
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AttualitàIL CULTO DEI VACCINI, DELLA SCIENZAH, DEI FARMACI E DELLE BANCHE
In questo articolo Gianmarco Landi denuncia l’instaurazione di un nuovo culto: la “vaccinolatria”, che, lungi dal dipendere da necessità sanitarie, è, in realtà, legata al pressante bisogno da parte delle grandi Banche di continuare a sostenere il Cartello Farmaceutico. Landi precisa di non negare in assoluto l’utilità delle vaccinazioni, ammettendo che “l’impatto delle vaccinazioni possa essere stato positivo”, in alcuni casi e per alcune patologie, ma che la trasformazione della loro utilità in dogma e in culto non abbia nulla di realmente scientifico.
AttualitàL’ULTIMO ABBRACCIO
Vito, voglio salutarti via social a modo mio. Ricordo quando, circa 10 anni fa, mi "pescasti" da una condizione di semianonimato costituita da complessi articoli editi da ImolaOggi, e anche grazie ad un assist di Armando Manocchia e alla stessa tua origine pugliese, ci prendemmo benissimo sin da subito. Ricordo le tante volte in cui mi difendesti dalla schiera di miei detrattori benpensanti, intravvedendo nella mia presenza in studio, una garanzia di opinioni forti, sane ed autentiche, che evidentemente al tuo fine palato di anchorman nazional-popolare di razza, davano gusto. Una nostra amica comune di Abano mi ha confessato, proprio ieri, che quando lei Ti parlava di me, vedeva una luce accendersi nei tuoi occhi, tanto da pensare che se Tu fossi stato una donna o lo fossi stato io, ci sarebbe potuto essere quasi un’attrazione personale intima e amorosa. Ma l’energia che ci univa era quella forza del cuore puro che Ti animava sulla Terra. Questa attrazione di cuore è un magnetismo animico, ed esso è più forte di qualsiasi ragione, o forza materiale o necessità terrena. In una delle puntate di quest’anno mi dicesti che Trump era diventato incomprensibile ed indifendibile, eppure io Ti dissi che lo comprendevo e lo difendevo nonostante la vox populi contraria predominante. Alla successiva puntata, in diretta nazionale, Ti regalai una bandiera di Trump, che Tu accettasti senza riserve, e oggi so che in realtà il mio gesto è stato il pretesto per stringermi cuore a cuore a Te, con un abbraccio. Ciao Vito, Ti porterò sempre con me, perché una qualche parte di tutto ciò che sento di dover essere, sei Tu.
Esteri e Geopolitica
