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Gianmarco Landi
Nuovo Sistema Finanziario5 min di lettura

La fine dell’era globalista e del dominio delle banche centrali, arriva il Qfs: stop a debito, censura e povertà. Per Gianmarco Landi «un imminente cambio di fiches»

Un'intervista a Gianmarco Landi sui temi della geopolitica e della finanza. L'analista annuncia la fine dell’era globalista e del dominio delle banche centrali attraverso l’arrivo di un nuovo sistema finanziario, il Quantum Financial System (QFS). Secondo Gianmarco Landi, il passaggio dalla moneta a debito a quella ancorata all’oro segnerebbe un cambio storico destinato a ridistribuire ricchezza e potere economico mondiale.

Non se ne parla molto nella società civile e spesso viene fatto sottotraccia, ma ogni tanto la stampa gli dedica qualche titolo. È in corso un cambiamento che in molti possono definire epocale, a livello finanziario. Si chiama Qfs, Quantum Financial System e segnerà il passaggio dalla moneta Fiat emessa a debito a quella emessa a credito ancorandola a un bene materiale come l’oro, di cui peraltro l’Italia è ricca, anche se non lo sa. Se ne parlerà venerdì sera a Montecatini Terme in provincia di Pistoia, in un incontro organizzato dall’ associazione Pistoia Nuova del circuito Città Nuove, con Alessandro Sieni, naturopata e kinesiologo e Gianmarco Landi, analista finanziario e esperto in geopolitica.

È proprio a quest’ultimo che abbiamo chiesto che cosa succederà con il passaggio, che appare dunque imminente, al Qfs.

«Innanzitutto – ha detto Landi – bisogna che la gente sappia la differenza tra moneta a debito e a credito. Al momento abbiamo soldi nati nel sistema creando debiti, e anche se non sembra, i risparmi che abbiamo in banca di fatto sono, per semplificare il concetto, delle cambiali astratte, perché nascono come debito di qualcuno, cioè non vi è in essi un valore oggettivo. Questo comporta che se il sistema dovesse andare in default, verrebbe messo in pericolo il patrimonio di tutti, che in concreto è costituito da scritture convenzionali nel Sistema bancario o finanziario. Tutti i nostri risparmi e investimenti, quindi».

E, visti gli ultimi anni, il rischio c’è?

«C’era. Il Grande Reset previsto dal WEF, il World Economic Forum di Davos, a cui fanno riferimento personaggi come Klaus Schwab, ad esempio, aveva appunto questo scopo. Volevano colpire i piccoli e lasciare intonse le grandi entità economico finanziarie – prosegue Landi – quello era il trucco per mantenere lo status quo dei pochi ricchi e assorbire ricchezza sempre più dalla popolazione, più numerosa. In parole povere il WEF significa il cappellino politico messo a poco meno di 500 multinazionali, ognuna con un bilancio che, nel passivo, vede trilioni e trilioni di dollari di debiti e, nell’attivo, tutto un patrimonio acquisito grazie al credito ricevuto dal sistema. Per questo a Davos avevano pensato a un piano di moratoria dei loro debiti procedendo ad impoverire gradualmente i vari popoli mediante l’Agenda 2030. La pandemia, la crisi, il riscaldamento climatico, le guerre e lo stato di paura permanente avrebbero sfibrato anche psicologicamente le persone che avrebbero alla fine accettato tutto, divenenendo totalmente resilienti come degli zombie e senza protestare, pur rimanendo senza risorse proprie a causa del precipitare della situazione. Alla gente sarebbe apparso quasi normale: non avremmo avuto niente e saremmo stati felici! Secondo quelli di Davos, alla fine di una “cura da cavallo” sottesa all’Agenda 2030, la gente non si sarebbe ribellata. Questo pericolo è stato scampato però grazie al blocco di leadership internazionali anti globalisti instaurato con Donald Trump negli Usa, all’unisono con la Russia di Vladimir Putin e, in ultimo, alla Cina di Xi Jinping a cui si sono aggiunti poi tanti altri».

Dunque l’ancoraggio della moneta all’oro e, poi, all’economia reale, romperebbe i vecchi meccanismi.

«Certamente, e aggiungo anche che ci sarà uno smantellamento del potere finanziario delle banche centrali. Quel sistema sta crollando per due motivi: la montagna di debiti creatasi con una finanza agganciata solo a valori tecnico-convenzionali che ha creato dei titani dai piedi di argilla, e la nuova alleanza internazionale, che sta lavorando per un mondo multipolare dove, a decidere per sé stesse, saranno le singole nazioni. È la fine dell’era globalista in parole povere ».

Eppure il nuovo sistema si basa su elaborazioni fatte dall’intelligenza artificiale, come ad esempio Alladin , l’IA di BlackRock, e questo fa un po’ paura.

«C’è una grossa differenza però – spiega Gianmarco Landi – e cioè quella del Qfs si tratterà di un computer quantistico , che riesce a calcolare una mole di dati ben più grande ed accurata di quanto accaduto fino ad oggi e in secondo luogo, si tratterà di una intelligenza artificiale in ottica passiva e quindi che non interagirà con il corpo umano producendo stimoli, impulsi o decisioni forzate. Rimaniamo, quindi, nell'Umanesimo e la macchina sarà un potente strumento che lascerà agli esseri umani il ruolo di decisori. A quel punto sarà facile distinguere chi nell’élite terrà un comportamento etico e chi no, chi sarà un finto filantropo alla Bill Gates e George Soros, e chi invece uno vero».

Ma cosa succederà ai risparmi delle persone?

«Ai cittadini comuni nulla di male, anzi ci sarà solo da guadagnare da questo che mi piace chiamare un cambio di fiches sul tavolo, oltre che di croupier. Ad essere penalizzati saranno le multinazionali e i grandi investitori che hanno speculato fino a oggi sulle spalle dei popoli».

Visto così sembra un bellissimo film, una bella redistribuzione della ricchezza, però quelle multinazionali danno anche tanti posti di lavoro. Cosa succederà ad essi?

«Il problema è finanziario – commenta l’esperto – l’economia reale e i posti di lavoro verranno liberati da questa cappa di oppressione tecnocratica. Il passaggio potrebbe non essere del tutto indolore nel brevissimo periodo, ma la produzione di beni e servizi esploderà alla grande. Credo proprio che assisteremo, nei prossimi anni, ad un vero boom economico superiore a quello del dopoguerra. I danni del conflitto di 5ª generazione in corso sono già stati limitati grazie ai calcoli dell’intelligenza artificiale quantistica, mentre in altre epoche avremmo già avuto decine di milioni di morti».

E allora dove sta il pericolo di una società del controllo?

«Il controllo dell’IA? Una volta scampato il pericolo globalista le IA saranno impostate e regolamentate in modo che chi avrebbe voluto mantenere schiave le masse di cittadini non possa farlo. Le IA usate per fare censure nei Media, ad esempio, dovranno essere sospese e resettate nelle impostazioni. L’IA applicata nel sistema finanziario ci dirà nel tempo cosa effettivamente succederà alla massa di cittadini se una certa decisione viene presa».

Tuttavia non va dimenticato che l’Italia ha 150 basi americane ed è una colonia di fatto.

«Non voglio esprimermi adesso su alcuni temi, ma l’Italia è una nazione cruciale. È una terra antica. È ricchissima. È molto più importante di quanto si creda. Diciamo che torneremo dolcemente a una politica monetaria nazionale quando il dollaro collasserà. È ragionevole, secondo me, pensare che tutto il Mondo vivrà presto una nuova età augustea».

Arianna Fisicaro

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