“L’UE ha sconfitto nazismo e comunismo”, figuraccia di Tajani che riscrive la Storia
Un articolo satirico e fortemente polemico che attacca Antonio Tajani per aver attribuito all’Unione Europea la sconfitta di nazismo e comunismo. Gianmarco Landi demolisce la ricostruzione storica fatta dall'Onorevole richiamando Yalta, il ruolo angloamericano e la nascita dell’UE successiva alla fine della seconda guerra mondiale.

TAJANI IN DEFICIT – Oggi, al Parlamento Europeo, l’On. Tajani mentre era intento a sbrodolare bave di demagogia insulsa, è scivolato sulla saliva della propria prosopopea, sbattendo così il culo per terra e facendoci sbellicare tutti, e non soltanto Nigel Farage. Tra i due politici è nato un bel battibecco e il presunto leader Azzurro ha avocato a sé il diritto di riscrivere la Storia motu proprio, cioè per sue personali opinioni da rispettare, dando anche dello stolto, in latino, al leader della Brexit.
Tajani rappresenta molto bene tutta quella Forza Italia ossequiosa dei vincoli di Maastricht (nel senso del non esubero del 3% delle prossime percentuali), che raccoglierà la carogna di quello che fu un grande partito, capeggiato dai professionisti della politica senza consapevolezza di ciò che dicono, oltre che di ciò che fanno.
Tajani ha affermato che l’Unione Europea ha combattuto e vinto le dittature naziste e comuniste, peccato, però, che esse siano state sconfitte dagli Angloamericani prima che l’UE sorgesse e contribuisse, in una qualche piccola misura. Chissà se Tajani avrà mai sentito parlare di Yalta, in Crimea, dove, a guerra finita, non vi fu nessuna UE e nessun rappresentante antesignano dell’asse Franco-Tedesco, le cui controversie secolari, invece, avevano proprio causato quegli odi e quei risentimenti che furono alla base della 2ª Guerra Mondiale, nonché il fondamento delle ideologie comuniste e naziste di tedesca concezione, basate su radici filosofiche razionaliste e giacobine di francese origine, e avversate dai britannici con varie guerre e contrasti nell’arco di due secoli.
Giova ricordare che a Yalta, Churchill e Roosevelt decisero, insieme con Stalin, di amare così tanto la Germania, da farne due, cioè spaccarono il Paese, oggi a guida dell’UE, in due stati di influenza diversa, in modo da dimezzare il potenziale problema che i tedeschi costituiscono per un’indole prevaricante in dimensione collettiva. Dal 1989 in poi, dopo il crollo del muro di Berlino e la sconfitta storica dei comunisti, la Germania si riunì e nacque poi quell’Unione tecnocratica che non ha potuto in alcun modo contribuire a battere il Partito Nazista e il Partito Comunista, a quell’epoca già cadaveri storici ed ideologici da un bel pezzo.
Nigel Farage quindi non poteva non ridere, perché, chi meglio di lui, può insegnarci come siano state le stesse forze economiche e tradizionali britanniche, che defenestrarono Chamberlain perché ritenuto troppo debole con Hitler, a dare il potere a Churchill, ed esse siano state le spinte antesignane di quelle che hanno corroborato Farage e la Brexit nel senso di sottrarsi alla rediviva protervia della Germania mascherata da UE.
La “collanina di perline” sparate da Tajani è, perciò, da leggenda, e non poteva non far ridere anche tutti noi, evidentemente stolti, come ha sentenziato il vertice del soviet supremo del Parlamento Europeo. Molto umilmente, tra una ridarella e l’altra, faccio presente a Tajani come, a non sapere nulla della storia, si diventi ciechi in politica.
Lo dicevano anche a Roma 2000 anni fa: Caecus et ignorans passu gradiuntur eodem. (Un cieco ed un ignorante procedono allo stesso modo.)
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