UNA VITTORIA DI PIRRO
Un editoriale politico che definisce la vittoria referendaria della sinistra una “vittoria di Pirro”, ottenuta tramite narrazione mediatica destinata a ritorcersi contro i vincitori. L’autore critica magistratura, sistema informativo e dinamiche globali, sostenendo che il risultato nasconda fragilità strutturali e possibili conseguenze destabilizzanti.

Non pensavo possibile che ci fosse un livello di superficialità così alto tra le élite intellettuali dei magistrati e della sinistra italiana, e ammetto di essermi totalmente sbagliato. Ci sono vittorie che non si dovrebbero mai nemmeno cercare di ottenere, non solo perché sono sbagliate, ma perché sono l'anticamera di un inferno che si aprirà sotto i piedi di chi le ha ottenute. Costoro non si rendono conto di cosa hanno fatto. Una vittoria elettorale ottenuta con mistificazioni ed oscene opere mediatiche, se non è protetta a livello internazionale, si ritorcerà contro i vincitori. Storicamente la gran parte dei magistrati italiani si è costituita in una forza sopra la politica, ed ha conquistato man mano, grazie ad una base giuridica creata nel 1941 dal Fascismo, un potere abusivo che è andato crescendo e attraverso cui, a partire dal 1992, ha letteralmente ucciso la DC e il PSI, e quindi la piena sovranità del Parlamento italiano.
In una stagione di cessione di sovranità all'UE, questa cosa si poteva fare, ma ora la stagione è cambiata. Giova considerare che il referendum è stato un successone per il fronte del No soprattutto nelle regioni che furono le più nere e le più rosse d'Italia (Emilia Romagna e Toscana), oltre che in Sicilia, la regione funestata dalle mafie asservite alle massonerie londinesi e dove furono ammazzati Falcone e Borsellino. Ma il colpo di stato dei magistrati contro la Prima Repubblica, culminato nel 1992 uccidendo proprio i due magistrati esemplari delle vittime del settarismo giudiziario funzionale al Mondialismo, era stato ordito ed ordinato dall'Alta Finanza internazionale proprio per mandare al governo, in Italia, una schiera di puttane al proprio servizio con la Seconda Repubblica.
Essi poterono fare carne di porco con i diritti, le Liberta e gli averi del Popolo italiano, con il pieno appoggio delle correnti giudiziarie, e questo fenomeno è stato esposto al suo massimo con la Psicopandemia del World Economic Forum nel 2020, con il governo Conte e i DPCM sovracostituzionali. II potere attuato abusivamente dalle Procure, ieri, bisognava restituirlo al Diritto puro e ad una sfera di Giustizia ideale, non solo perché sarebbe stato sano farlo, ma perchè l'Alta Finanza anglosionista al vertice del WEF oggi è una bestia sanguinante messa all'angolo, e i suoi poteri mondialisti sono stati quasi del tutto divelti.
I poteri forti che verranno fuori nei prossimi anni saranno di altri tipi e forme e, quindi, chi proteggerà questo carrozzone di magistrati quando a scatenare la bestia (I'R-complex del popolino) saranno forze ben più grandi di quelle italiane? Questi magistrati si sono dimostrati veramente idioti e, se non hanno ceduto il loro potere abusivo sulla Giustizia politica con grazia, significa che verrà strappato loro con forza e brutalità. Eppure, il cambiamento di posizione di uomini di ex apparati pesanti come Di Pietro o Minniti, avrebbero dovuto suscitare maggiore prudenza nello scatenare la bestia nel popolino. Eppure, quella Sinistra PD che ha governato per anni senza avere i voti, dovrebbe sapere meglio di tutti che, nella sostanza, i voti si pesano e non si contano, come invece è nelle apparenze. Perciò, in questo preciso senso, le dimissioni del presidente dell'ANM prima della chiusura delle urne, ha suonato come una lugubre campana a morto dei vincitori referendari.
Tuttavia, ciò non esime il Governo Meloni dal ricevere critiche. I tempi, in politica, sono importanti ed un referendum è una battaglia d'informazione narrata da attori a Sistema, cioè con le armi di esemplificazioni efficaci mediaticamente, sebbene menzognere. Questa battaglia è stata persa da chi, ad esempio, avrebbe dovuto mobilitare in battaglia tante persone con capacità dialettiche mesi prima, e non l'ultimo giorno, come nel mio caso personale. Non è bastato far vincere il "Sì" di Sal Da Vinci, o far rispolverare il paradigmatico caso di Giustizia infame per il povero David Rossi da Le lene, oppure far uscire la bella fiction su Tortora.
II Campo largo con operazioni di grande afflato mediatico, come quella di Francesca Albanese, è riuscito a far andare al trotto, nel Sistema sui Social media, una scuderia di asini No Vax, precedentemente fermi ai box dell'Astensione. Che bravi che son stati quelli che non si sono vaccinati come me, ma che ieri hanno protetto la preoccupata Beatrice Lorenzin, e la casta dei magistrati che ha coperto le infamie commesse durante la Psicopandemia!! A parer mio, la Riforma si sarebbe dovuta presentare ad inizio 2028, scommettendo sulla vittoria di Vance e dopo la vittoria alle politiche del 2027, assicurandosi l'appoggio di gran parte dei media, che soltanto ora si sono iniziati a bonificare. Il 4 marzo scorso la Stampa di Torino è stata venduta a SAE (potentato mediatico vicino al Make America Great Again) e oggi tocca agli Elkann.
I Rothschild italiani, infatti, hanno capito le antifone della guerra tra Iran e Israele, con lo stretto di Hormuz bloccato, ma solo per i flussi di petrolio transati via SWIFT ed, infatti, hanno ceduto Gedi (Radio Deejay, Radio Capital, HuffPost Italia, Repubblica) al gruppo Antenna, guidato dal greco Theodore Kyriakou, vicinissimo a Trump e con il dente avvelenato contro le tecnocrazie UE che affossarono la Grecia pochi anni fa. leri sera, passeggiando per Bologna, ho visto una folla cantare Bella Ciao in Piazza. Mi sarei unito a loro a festeggiare, perché, in effetti, Abbiamo Vinto Noi, anche se loro, quelli che cantano una canzone Yiddish (nocciolo della sinistra israeliana e del sionismo), che non capiscono energeticamente cosa costituisca, non lo sanno. Una mattina, chissà, si sveglieranno guardandosi dentro anche loro, e non troveranno più l'invasore, ma il loro deserto di buone idee, di Spirito, di Onestà di Cuore e di Verità.
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