TRUMP: LA MATTA
Gianmarco Landi interpreta le dichiarazioni di Trump contro il Papa non come un errore, ma come una mossa strategica. L’autore sostiene che la provocazione abbia generato effetti politici utili, ricompattando attori istituzionali e ridefinendo equilibri. La “follia” diventa quindi uno strumento calcolato di comunicazione e potere, capace di influenzare sia la Chiesa sia la politica italiana.

L’attacco dialettico al Papa fatto da Trump è una follia, ma questa follia, dal punto di vista politico, è pura genialità da Re di Denari.
Osservando superficialmente Trump che parla di un pessimo Papa si trae la conclusione che abbia straparlato, ma questa è una conclusione tanto ovvia, quanto banale. Se andiamo in profondità capiamo che Trump ha semplicemente provocato i media i quali hanno reagito, come sempre, stupidamente, in un senso favorevole al proprio avversario. Nelle operazioni strategiche di intelligence una provocazione è una mossa calibrata, cioè concepita per sortire effetti a cascata, ed è negli effetti che si capisce la ratio con cui la provocazione era stata fatta.
Con un attacco al Papa tutti in Italia sono stati costretti a scegliere, a schierarsi, ad esporsi e quindi a posizionarsi in una casella che non avrebbero mai scelto liberamente se la Matta non fosse comparsa sul tavolo da gioco. Ad esempio, tutti i cardinali e gli ambienti orfani di Papa Francesco, sono stati costretti ad andare in difesa di Papa Leone XIV esaltando la sua leadership, quando invece, fino ad un attimo prima, la stavano delegittimando e lentamente erodendo. Potrebbero fare altrimenti in una polarizzazione imposta in senso Trump - AntiTrump? Potrebbero stare in una posizione politica opposta al Papa e, dunque, con Trump?
In parole semplici, Trump ha fatto in modo che il potere interno alla Chiesa Cattolica si stringesse attorno al Papa, che, peraltro, lui aveva fatto eleggere, rendendo la figura di Leone XIV nuovamente centrale e splendente, e non marginale e relegata nell’ombra, così come si stava profilando.
La genialità della sortita si capisce nell’immaginario creato oggi: chiunque non difenda e riconosca l’autorevolezza del Papa viene automaticamente associato agli atteggiamenti scomposti di Trump.
Il Papa ha risposto benissimo alla provocazione, con umiltà cristiana e dicendo di non essere un politico. In questo modo, ha chiarito l’identità del suo pontificato. Leone XIV vuole essere il capo di una Chiesa che ritorni nel proprio ambito naturale: quello della principale guida della spiritualità cristiana. Giova considerare che Papa Francesco aveva lavorato in maniera opposta a quella di Leone XIV, portando il Vaticano a servizio della politica e delle agende ONU e OMS. Quel tempo è finito, innanzitutto perché Trump ha distrutto l’Agenda 2030, motivo per cui il Deep State lo combatte ferocemente in una guerra silenziosa che prevede la gran parte del popolo come pappagalli ripetitori di slogan AntiTrump. Ma, con questo teatrino politico, Trump ha spazzato questi slogan e ha allontanato la Chiesa, precedentemente concepita dal Deep State come piattaforma politicamente corretta, conferendo naturalmente alla più antica Istituzione del Mondo il suo ruolo e le sue funzioni originarie, che nulla hanno a che fare con le religiosità mondane e radical chic che tanto piacevano a Papa Francesco.
A questo teatrino politico ha partecipato anche l’altro importante asset trumpiano qui in Italia: la Meloni. Il Capo del Governo Italiano stava subendo i rinculi della guerra tra sovranisti e globalisti, iniziando a pagare in termini di favori popolari, man mano decrescenti, a causa dei suoi avvicinamenti a Trump. Giorgia Meloni ha preso le distanze dalle parole di Trump e ha difeso il Papa e, come da copione, anche lei è stata attaccata da Trump, la Matta. Il risultato? Tutti in difesa della Meloni, finanche il PD, costretto a disarmarsi delle armi narrative del “governo pericoloso” con le ombre della polizia ICE agitate in sottofondo. La segretaria del PD ha fatto un discorso repubblicano molto bello, e il suo ego si sarà gonfiato, ma probabilmente non ha ancora ben capito come e quanto sia stata politicamente fottuta!
Trump sembra folle, ma in realtà è un genio, perché ha saputo proteggere i suoi asset politici attaccandoli in una pantomima che ha dissestato i piani delle vecchie strutture interne alla Chiesa e alla macchina politica dello Stato Italiano, che si stavano scatenando contro Papa Leone XIV e contro il Governo Meloni.
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