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Gianmarco Landi
Costume e Società7 min di lettura

APPELLO da BOLOGNA ai PARLAMENTARI LIBERI e FORTI

Un appello politico rivolto ai parlamentari italiani nel pieno del dibattito sulle unioni civili e sulla stepchild adoption. L’autore contesta le riforme considerate espressione di un cambiamento antropologico imposto dall’Europa, richiamando storia, diritto e tradizione occidentale per difendere una visione identitaria della famiglia e della civiltà italiana.

I sostenitori dei diritti degli omosessuali di poter adottare figli altrui argomentano la propria posizione come una pretesa di civiltà, cioè ravvisando dei diritti umani non riconosciuti dallo Stato a causa di un’identità nazionale che sarebbe gretta, e quindi con la salvifica necessità che il Parlamento possa colmare un gap con la “civile” Europa. Ma queste rivendicazioni dei gay e questo gap di civiltà sussistono?

La foto che propongo dice moltissimo sulla reale forza etica e morale della Stepchild Adoption. Essa mostra il senatore Lo Giudice, del PD, con il seguito delle sue pretese radical chic dietro al Palazzo Comunale di Bologna, l’elemento centrale sia della foto sia del mio intervento. Sicuramente il senatore Lo Giudice, cioè il leader incontrastato di LGBT (rete di Lesbiche, Gay, Bisessuali e Trans), non sa che Palazzo D’Accursio porta il nome che porta per rendere omaggio ad un grande uomo vissuto nel 1200, il giurista D’Accursio, che insieme ad Irnerio costituì la grande Scuola di Bologna. Quest’uomo, addirittura prima di Dante Alighieri, diede, proprio nel Diritto, un grandissimo impulso a quella straordinaria sintesi tra gli enormi lasciti Classici dei Greci e dei Romani, e la sontuosa Tradizione Giudaico Cristiana, cioè la base ed i pilastri della Civiltà Occidentale. Gli strumenti con cui il diritto viene oggi analizzato prendendo forma, e cioè le distinctiones, le regulae iuris, i casus, le summae, etc... sono un’eredità che ci viene proprio da D’Accursio, maestro di Diritto e di Civiltà. Questa rilevanza, il Sommo la conosceva così tanto bene che, quando nel canto XXVI del Purgatorio incontrò il maestro D’Accursio, un sodomita, insieme ai lussuriosi eterosessuali condannati egualmente ai sodomiti, ma distinti in due gruppi divisi in due schiere che camminavano nel fuoco (cioè l’egoistica passione) in sensi opposti, si rivolse a lui usando eccezionalmente il “Voi” e non il “Tu”, che invece aveva riservato a tutte le altre anime del Purgatorio e, ovviamente, dell’Inferno.

Considerazione peculiare che possiamo fare e che dice molto nel senso dei rapporti tra l’Italia e il nord Europa, è proprio l’evoluzione concreta di questo “Voi” che il Poeta, sebbene fosse un guelfo, conferì ad una Cultura di sintesi che assimilava ed esaltava tradizioni pagane, invise per molti secoli soprattutto oltre le Alpi. Ed, infatti, quando dall’astrattismo del Diritto di D’Accursio e dalla Poesia del Sommo, nel ‘300 riservata all’élite dell'élite europea, si passò ai tanti epigoni diffusi nell’Umanesimo e nel Rinascimento dopo il ‘500, l’ottusità Nord Europea già illo tempore reagì con intransigenza, fanatismo e dogmatismo, dando luogo ad un riformismo protestante con caratteri rivoluzionari quasi sempre sanguinari e, in fin dei conti, controproducenti.

L’Occidente, a ben vedere, quindi, sussiste come Civiltà solo nelle fondamenta di un’identità culturale ultra millenaria evoluta in una quota assolutamente maggioritaria e determinante nell’alveo del cammino dei popoli italici e non, senza che ciò porti offesa ad alcuno, in quello di altri popoli del Vecchio Continente.

Se il senatore Lo Giudice può godere della bellezza di farsi fotografare dietro a Palazzo D’Accursio e non dietro a un qualche grigio edificio di cemento belga, e lo può fare parlando di civiltà, è perché c’è l’Italia civile da molti secoli dietro, quasi a pararle il culo, all’Europa degli Stati e non.

Ma venendo più vicino ai nostri giorni, infatti, come non considerare che, solo fino a pochi decenni fa, i padri della psichiatria mitteleuropea, cioè i padrini della teoria gender di matrice neomarxista, curavano i gay internandoli e somministrando loro “scariche” di elettroshock? Anche allora c’era il gap di civiltà tra l’Europa e l’Italia? E quando ancora, altri decenni addietro, sempre dalle “civili” patrie della psicanalisi, l’Austria di Hitler e la Germania di Marx, gli assertori dell’eugenetica pensavano ad una nuova civiltà ben organizzata e civile e, per farlo, infilavano i gay fisicamente nelle camere a gas e nei forni dando loro, ovviamente, del “tu”, facemmo bene noi italiani a colmare il gap di civiltà partecipando con le Leggi razziali o riempiendo qualche treno infame di cui oggi ci vergogniamo?

La Cirinna’ si inserisce in questo alveo di ricerca del progresso nel verbo del positivismo, ed infatti persegue l’utopia di un’eguaglianza poggiata su diritti che però, a ben vedere, non esistono, poiché non esistevano nella Grecia antica, nella grande Roma, nel Cristianesimo, nel luminoso intelletto di quel sodomita vissuto nel 1200, che dà il nome al Palazzo Comunale di Bologna, e non esistono forse perché, comunque, c’è un vincolo di natura di per sé stesso evidente nella sua macroscopicità, ed il fatto di non considerarlo lastricherebbe la strada verso l’ignoto inferno di una realtà distopica.

Noi, gli italiani, abbiamo alle spalle un millenario cammino durante il quale siamo stati un esempio per tutto il Mondo e siamo diventati quello che siamo, e cioè esseri umani consapevoli di costituire soggetti di diritti . Ora cosa facciamo, stravolgiamo tutto per essere “civili” nel senso di creare l’alveo giuridico fucina dei laboratori genetici omologati alla teoria gender e quindi alla scuola neomarxista di Francoforte, allo scopo di creare futuri esseri umani che sarebbero, ipso iure, oggetti di diritti, come gli schiavi, ad esempio?

Elemento significativo e paradigmatico di questa barbarie è il senatore Lo Giudice da Bologna, colui il quale ha frodato la Repubblica Italiana ed, in particolare, l’ultimo comma dell’art. 30 della Costituzione, ricercando una paternità fuorilegge, con un mercimonio che ha avuto come cardini un ovulo acquistato e la locazione di un utero di una donna relegata al ruolo di femmina fattrice . Il senatore del PD Sergio Lo Giudice, infatti, ha onorato sé stesso come potente sponsor della Cirinnà, ed è andato anche in tv a spiattellare bellamente la propria malefatta contra legem, perché chiaramente contraria alla Costituzione. Egli, dopo aver staccato assegni come un allevatore al mercato delle vacche, ha acquisito diritti su un piccolo di essere umano, da far rivendicare pure da un terzo, il proprio compagno, e così accampare pretese di surrogazione materna sebbene tutti e due siano maschi.

Il capo della “cupola massonica” dei gay e dei trans in Italia, non solo si è “sposato” in Norvegia obbligando, nel 2014, il Sindaco Merola, che ha obbedito, a trascrivere le proprie volontà in un registro comunale di nuova concezione, ma ha sborsato una notevole cifra, pare ben oltre 100 mila euro, per materializzare un cucciolo di essere umano in mezzo al proprio letto “coniugale” radical chic, grazie a due “donazioni” con transazione economica (ovulo e utero per la gestazione), che non possiamo neanche chiamare acquisto di ovulo ed utero in affitto, ma che dovremmo chiamare: “esercizi” estremi ed ignoranti impostici con pizzini in guise gayfriendly e politically correct.

Non so voi, ma io mi sento una specie di protagonista del romanzo di Orwell “1984”, a dover per forza chiamare queste depravazioni dello stato di natura con la formula: pratiche di maternità surrogata. Chiariamo perciò un concetto: con l’approvazione della Cirinnà andrebbe a compimento un personale disegno criminale del potente senatore Lo Giudice, nonché di tutta la cupola massonica dei gay, cioè il premio ad un “modello di comportamento”, che fa strame delle Leggi italiane e della vita umana che, di fatto, diventerebbe “Cosa Loro ”. Il senatore bolognese dietro alla Cirinnà, di fatto, è un acquirente della vita di un essere umano da laboratorio, nonché delle prestazioni di una donna relegata al ruolo di femmina fattrice, e ora pretende un suo ambito per esercitare surrogazione materna o potere patriarcale su un essere umano indifeso senza che, in questo ambito, ci sia un padre, una madre e la conseguente prole. Chi può disconoscere questo stato di cose?

Quale credibilità, quindi, possano avere quelli che, dai banchi opposti alla sinistra, affermano che la Stepchild Adoption sia un tema disgiunto da quello della vita concepita in laboratorio, sviluppata con una gestazione di mero mercimonio ed in ultimo, ma non per importanza, attraverso il forzato svezzamento di un essere umano, un mammifero, prescindendo dai suoi diritti e bisogni naturali di mammifero? Per questo concludo con le celebri parole di Dante, che denunciano i limiti e le pochezze del nostro grande e meraviglioso Paese:

Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!”

Sperando che la Divina Provvidenza, che ci ha sempre accompagnato, illumini tutti i Parlamentari della Repubblica Italiana.

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