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Gianmarco Landi
Costume e Società2 min di lettura

COSA SIGNIFICA IL BURKINI

Un intervento polemico sul significato culturale e politico del burkini in Europa. L’autore interpreta l’indumento come simbolo ideologico incompatibile con i valori occidentali di libertà e uguaglianza, sostenendo la necessità di un’integrazione fondata sull’adesione ai principi democratici e sociali delle società europee.

I motivi sensati per vietare il burkini, cioè il costume coprente il corpo delle donne, che è anche un simbolo ideologico dell’islamismo, sono tutti nella implicita mortificazione dei valori di Democrazia e di Libertà alla base della Nostra Civiltà.

La domanda da porsi è questa: sul suolo occidentale e sotto l’ordinamento posto nell’alveo della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, quante donne nate in famiglie islamiche, sebbene di seconda e, talvolta, anche di terza generazione, hanno veramente la possibilità di scegliere se rimanere imbacuccate per strada e finanche in spiaggia, o stare scoperte sconfessando così la verità coranica che il loro corpo e la loro intima natura sia, di per sé, fonte di corruzione?

Ed ancora, nel segreto dei panni sporchi di sangue di milioni di famiglie islamiche, quante donne, da bambine, sono state vittime della infibulazione o della escissione, nonché di altri tipi di prevaricazioni, e quante possono sposarsi e vivere la propria vita con propria individuale decisione e secondo inclinazione naturale?

Questo Burkini è la punta dell’iceberg di un fenomeno di sottomissione delle donne che noi, in Occidente, per codardia o per quieto vivere, accettiamo, perché non scindibile da una cultura di cui temiamo il portato violento.

Qui si tratta di accettare una cultura non compatibile con la nostra pensando che essa possa coesistere senza fare troppi danni, come si è cercato di fare negli ultimi decenni, oppure iniziare a concepire l’integrazione come l’assimilazione di costumi che riflettono diritti, doveri e quindi valori, i nostri valori di Libertà, Uguaglianza e Democrazia, non sindacabili.

Secondo me, bisogna agire con logica speculare a quella riconosciuta dall’islam ai suoi ospiti: qui siete liberi di vivere come volete senza intaccare, ne’ urtare come viviamo noi e quello che è il nostro vivere civile. Le donne che pensano che il proprio corpo sia un male da nascondere, a prescindere che lo pensino davvero, o lo accettino, o lo subiscano, ci urtano e perciò non devono essere tollerate. Mi rendo conto che ciò significa cozzare con il must di una cultura come l’islam, ma, secondo me, a tutti noi ce ne deve sbattere soavemente il cazzo, tanto per essere chiari.

Se questi islamici non vogliono vivere qui integrandosi, significa che sono nel posto sbagliato , non sono per nulla graditi e non devono sentirsi liberi di vivere in base alla loro Sharia, indi sono liberi di andarsene. Democrazia e Libertà non sono solo diritti da pretendere, sono anche doveri. Se tu non riconosci la cultura democratica, che assolutamente non sottomette la donna ad alcunché, perché è una persona uguale ad un’altra, ti sottrai ad un dovere, quello di essere democratico, indi per cui non hai alcun diritto.

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