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Gianmarco Landi
Costume e Società19 min di lettura

Gianmarco Landi: otto domande “omofobe” al Senatore Iurlaro

Un lungo intervento polemico strutturato come confronto diretto con il senatore Iurlaro sul tema delle unioni civili e della stepchild adoption. Attraverso otto domande provocatorie, l’autore critica politicamente corretto, teorie gender e trasformazioni legislative considerate capaci di ridefinire famiglia, diritti e rapporti antropologici nella società contemporanea.

Senatore Iurlaro, mi rallegro che non riesca a ricambiare con dolcezza i “pizzichi” che Le ho dato nel merito della sua “estroversa” posizione sulla Cirinnà; avendo temuto che Lei potesse essersi stordito con queste balle di buonismo che ribollono nella sua testa.

Dal mio canto, perciò, comprendo la reprimenda intollerante che ha avuto nei miei confronti, anzi, se Lei volesse approfittarne e riempirmi di altre contumelie riguardo la mia natura omofoba e volgare, assai presunta, secondo me, lo faccia pure, nell’augurio che, così facendo, Lei possa rinvenire nei sensi di una logica più maschia e meno sculettante con andature radical chic.

Non ho mai aspirato ad entrare in una sala parto per partorire, e non esprimo giudizi morali su chi, in forza di una qualche propria natura psichica, abbia dentro di sé una tale aspirazione, purtroppo mortificata dalla propria identità sessuale impeditiva. Quello su cui invece mi esprimo categoricamente e, se occorre, anche volgarmente al fine della difesa di un’etica di buon senso pubblico, è il tentativo di surrogazione di una situazione biologica attraverso una violenza politica, che pretende di farsi legittima con il concorso di un Legislatore scalcagnato, come è quello di un Parlamento che, peraltro, ha tanti profili di illegittimità giuridica e politica.

Usando concetti più raffinati e meno di attualità, posso dire che depreco visceralmente il positivismo giuridico e il razionalismo scientifico mitteleuropeo quando mortificano il diritto naturale, la cultura e il costume delle tradizioni consolidate, nella presunzione, questa sì davvero intollerabile, di arrogarsi parole come evoluzione e civiltà. Quale civiltà vi è in un maschio a torso nudo che stringe a sé un bimbo appena nato per surrogare l’idea, che solo lui ha nella sua piccola testa, di poter essere una brava madre? In quale senso si possa parlare di evoluzione consentendo le adozioni dei bimbi a uso e consumo di pretese gender, costituendo un alveo giuridico dove depositare dei “pulcini” frutto plausibile e realistico di fecondazioni e/o gravidanze scaturite da transazioni economiche?

Senatore, sia onesto intellettualmente e riconosca una verità: l’utero in affitto, le provette, etc… ancorché non riguardino direttamente la Cirinnà e l’Italia - per il momento - sarebbero l’altra faccia della medaglia di cui parliamo. Una coppia di gay, infatti, recandosi all’estero potrebbe “intestarsi” un essere umano di pochi mesi alla stregua di uno Yatch o di una casa di proprietà che, per i redditi dichiarati, non potrebbe avere in Italia, ma di cui, con la piena approvazione della Cirinnà, potrebbe facilmente “godere” in Italia attraverso un ambito di ricevimento del “cespite” in questione. La cosa abominevole è che il ruolo di centralità, in queste sperimentazioni di surrogati della famiglia, sarebbero piccoli di esseri umani coartati a crescere in un senso che sovvertirebbe non solo le tradizioni morali consolidate, ma anche alcune necessità psicofisiche proprie dei mammiferi.

Ho capito che Lei, da qualche anno, ha ben compreso, come tutti noi, che esistono gli omofobi e gli omofili e che non è bene, per un politico, essere omofobo, cioè osteggiare le rivendicazioni della potente lobby/Rete LGTB (Lesbiche, Gay, Trans e Bisessuali), ma dovrebbe riflettere anche sul fatto che esistono altri concetti da contemplare.

Faccia attenzione : le rivendicazioni di una lobby non sono necessariamente diritti non riconosciuti, bensì pretese che possono anche avere un carattere storicamente effimero, superficiale, insulso e pericoloso , e che nulla hanno da spartire con i diritti umani . Usando altre parole “parallele”, esistono sicuramente le discriminazioni ingiuste e intollerabili e benissimo fa Lei a scovarle e combatterle, ma qualora esse siano un normale discernimento dell’intelletto , come quello di un contadino che separa il grano dalla pula, siffatte discriminazioni non sarebbero ingiuste, né tantomeno intollerabili.

Le argomentazione che Lei ha postato su FB in favore della Cirinnà non mi paiono convincenti, e non basta trincerarsi dietro ad un’anglofona etichetta come la Stepchild adoption, o ai diritti umani negati, o agli omosessuali nei forni crematori, per giustificare una norma che, di fatto, consentirebbe l’adozione di un bimbo biologicamente concepito o acquisito da un genitore in forza di atti giuridici o di procedure biologiche artificiali, con lo scopo di sfruttare le maglie aperte dalla Legge e poi farlo adottare, come se fosse un “cespite” d’amore, anche al proprio partner dello stesso identico sesso.

Un aforisma di Einstein recita: quando si vuole dire la verità, l’eleganza bisogna lasciarla dal sarto, e per questo rivolgerò a Lei una serie di asperrime domande critiche, ovviamente senza passare dalla sartoria.

Quando si appoggia una Legge bisognerebbe esserne convinti e non folgorati sulla via di Damasco, come Lei ha asserito nel suo post su FB, annunciando con allegrezza pubblica il suo cambio di orientamento. Bisognerebbe considerare come, nel concreto, verrebbe calata la Legge nei rapporti tra gli esseri umani, cioè quali maglie aprirebbero certi comportamenti plausibili e, soprattutto, a come la Giurisprudenza potrebbe interpretare le norme a modo suo, cioè con i criteri di analogia e di estensione attraverso cui, molto spesso, viene invertita l’intenzione del Legislatore.

Ad esempio, io non ho mai capito come mai il suo capolista del PDL al senato, Silvio Berlusconi, colui che sostanzialmente aveva, 3 anni fa, i voti per consentirle il seggio; in base ad una sentenza di condanna e ad una Legge vigente, sia stato condannato e defenestrato dal Senato, mentre il presidente della Regione Campania, con analoga sentenza di condanna e sempre la stessa Legge vigente, sia attualmente in carica?!

La succitata precisazione è doverosa visto che Lei è un senatore di centrodestra, e fu proprio il centrodestra a concepire e votare una Legge poi subito applicata da certi magistrati in una maniera depravata, cioè per “tagliare la testa” al leader del centrodestra, cioè ad una naturale e reale espressione democratica in linea con il sentimento e l’identità maggioritaria del Paese. E questa dicotomia tra intenzioni del Legislatore e Giurisprudenza, cioè tra Democrazia ed Oligarchia, si esaspera ancora di più quando parliamo di Tribunali dei Minori, dove la situazione della Malagiustizia italiana è ancora più “sinistrata” di quella a livello generale.

Ed infatti, un aspetto su cui bisognerebbe riflettere è dove si andrebbe ad innestare questo istituto delle adozioni, e cioè ai piedi di un humus di “giudiciume” acculturato in senso neomarxista, che, infatti, come Lei ha pure ravvisato, da anni sta preparando il terreno a codeste pretenziosità “civili”. Mi spiace, perciò, che Lei non abbia avuto modo di contemplare le miriadi di modalità di “avanguardia psicosociale” con cui tante ex “teste gloriose” sessantottine o settantasettine femministe e magari lesbiche potrebbero sbizzarrirsi, essendo in moltissimi casi consunte dal sopravanzare di una vecchiaia, che in molti casi inacidisce la frustrazione di non aver potuto avere dei figli.

Un caso tra centinaia e centinaia di abusi sui minori in nome del Popolo italiano, tanto per chiarire un po’ di cosa sto parlando. Sto parlando, ad esempio, di una mia conoscente il cui profilo può trovare anche su FB, qualora desiderasse approfondire, e cioè di una giovane mamma di semplice famiglia, che insieme ad un imprenditore romano 3-4 anni fa concepì una bellissima bambina. La famiglia del padre, una potente famiglia romana legata agli interessi e alla storia del Partito Comunista Italiano e di tutte le sue discendenze nella Capitale, quando la piccola aveva pochi mesi, riuscì a toglierla dalle grinfie tradizionali della madre naturale, per farla crescere, a quanto è dato di sapere, dai nonni paterni (ma non si sa se poi sia vero!?).

La base giuridica di questo “stupro legale” fu prodotta da atti discutibili, come, ad esempio, una perizia di uno di quei professoroni della psicologia e della psichiatria, che sanno molto più di Madre Natura su come si dovrebbe venire e stare al Mondo, il quale aveva riscontrato una personalità istrionica non idonea ad esercitare il diritto naturale di essere madre.

Poco importava che altre perizie avessero certificato il contrario, e ancora meno è importato che il padre fosse carico di precedenti e pendenze penali per reati di truffa, estorsione, corruzione, violenza a persone, etc… perché, chi dovesse decidere, una “giudichessa” del tribunale dei minori di Roma, non solo potesse togliere l’affidamento alla Madre, ma addirittura vietarle qualsiasi tipo di rapporto per i successivi 5 anni, cioè un tempo necessario ad evitare occorressero le insane evenienze, sia della disperazione della madre “istrionica”, che non sapeva dove sbattere la testa per riavere la figlia, sia dei pianti capricciosi della piccola, che non aveva ancora un anno quando, secondo alcuni atti giurisprudenziali “ risultava morbosamente attaccata alla nefasta figura della madre ”. Particolare, non secondario, che Le consegno, è che il virgolettato lo emanò pochissimi anni fa la succitata "giudichessa" al Tribunale dei Minori di Roma, figlioccia adottiva del segretario del Partito Comunista Italiano Palmiro Togliatti.

Tutto ciò soltanto premesso, per chiarire il quadro della mia riflessione; le prime due domande:

1) Lei non trova che, nel dibattito in essere sulla società italiana, l’osservanza all’etichetta del politically correct sia idonea ad omogeneizzare in un blob di pensiero unico; e perciò esercitare egemonia culturale in senso gramsciano, al fine di mistificare e demonizzare ciò che è normale discernimento e non una discriminazione omofoba ingiusta?

2) Atteso che un Essere umano non è solo Lei o un gay, ma, se permette, anche io, con eguale disponibilità alla sua ad inchinarmi al cospetto dei Diritti Umani, mi può spiegare da quale lato di essi Lei si inchina: da quello di chi pretende di diventare padre o madre a proprio modo, cioè in forza della battaglia sindacale e lobbistica omosessuale e gender di invertire, nella realtà, lo status biologico dei sessi, o da quello di un neonato che vorrebbe avere una Madre ed un Padre ben definiti e responsabilizzati nei sui confronti, in ragione di una Verità di per sé stessa evidente?

Ovviamente, Lei potrà rispondere come crede, ma le chiedo di argomentare spiegandomi il senso profondo, antropologico, sociologico e filosofico, che ci obbligherebbe ad indossare questa uniforme del politicamente corretto e delle indiscutibili verità Gender, che, con un punto di visto “omofobo”, io ho la cattiva creanza di discutere, arrecando pregiudizi a diritti umani che non riesco ad indentificare.

Più in generale, e allo scopo di aprire la riflessione a 360°, ma in maniera pertinente, Le chiedo se per Lei è davvero intelligente e necessario non poter usare più la parola “cieco”, “zoppo” o la parola “netturbino”, oppure declinare al femminile forzato “assessora” e “sindaca”, o dover negare il contenuto morale e concettuale della parola “troia”, poichè non esiste l’equivalente maschile di “troio”, oppure non poter proferire la parola “ricchione” (una meravigliosa sineddoche che ci viene dalla storia della vulgata popolare della Capitale del Regno delle due Sicilie) a pena di scatenare la Santa Inquisizione di santone femministe o sacerdoti LGTB?

Le parole sono delle convenzioni che esprimono i concetti, i concetti costituiscono i pensieri, i pensieri le azioni e le azioni riflettono il riverbero del potere individuale di pensare, di dire e di fare, perciò, quando si limita il linguaggio, lo si fa perché qualcuno, un’intellighenzia che si sente superiore ai comuni esseri umani, intende esercitare un potere, cioè un’azione occulta volta a comprimere il carattere di Democrazia e di Libertà di una Comunità. Proibire o negare le parole per coartare verso moralità nuove è una forma di tirannide peculiare di chi, perseguendo teorie sull’uomo e la società nuova, come facevano i nazisti, i comunisti e, oggi, i genderisti, esprimono una cultura dell’Odio e non dell’Amore.

Ed è per questi precisi motivi che contesto visceralmente non solo le reprimende che mi ha inflitto sindacando le forme di un’espressione presunta come volgare, e che, a mio giudizio, non sarebbe stata eloquente del mio effettivo pensiero se fosse stata vestita dopo essere entrato nella sartoria cui faceva menzione Einstein.

Ma, più grave dei giudizi sferzanti sull’estetica “civile” del linguaggio, è la sua negazione della sussistenza di ideologie alla base giuridica delle Unioni civili e della Stepchild adoption, una vera ed autentica cazzata che Lei ha scritto.

Le ideologie sono un complesso di opinioni comuni, di convincimenti, di interessi e di valori, che orientano un certo gruppo sociale nella formulazione delle idee e quindi nella vita in società. Non può esserci un gruppo senza una minima ideologia, e per questo mi domando sia il senso delle sue peregrinazioni “verdiniane” in quali terreni di smarrimento affondino le radici, sia come non sia riuscito a cogliere il tema ideologico delle abominevoli teorie gender che basano le pretese della Stepchild adoption!?

Mi è molto chiaro, infatti, quali siano le ideologie che orientano la sinistra radicale, iniziando a pensare all’illuminismo di Rosseau con la sua critica alle Istituzioni tradizionali come viatico delle ineguaglianze sociali, passando per il marxismo e per quel socialismo reale che pretendeva di imporre la giustizia in terra con lo Stato e con Leggi che privavano le persone delle libertà, principalmente quelle economiche, continuando con la poderosa Scuola di Francoforte con la funzione di guida assegnata ai neo-marxisti della cultura, cioè il marxismo arricchito soprattutto dai filoni della psicologia e del positivismo, fino a giungere, per quanto più ci riguarda nello specifico, al concepimento della Teoria Gender , e cioè ad una visione dell’essere umano che propugna il sesso maschile e femminile a piacimento individuale, magari anche a seconda di come ci si alza dal letto la mattina.

Io ho un’idea chiarissima delle ideologie alla base di chi vuole approvare la Stepchild adoption, e Le pongo 4 altre domande:

3) Non trova che esse abbiano la stessa matrice di chi vuole togliere da sotto l’Albero di Natale delle case degli italiani il presepe con la rappresentazione della famiglia di Nazareth, cioè il modello di un papà e una mamma che accudiscono il proprio figlio, che è anche il figlio di Dio, ed è il fratello di qualsiasi altro essere umano?

4) Non trova, nelle posizioni dei più feroci sostenitori della Stepchild adoption, lo stesso humus di chi, operando dagli Enti Locali sedendo a Sinistra, stermina una croce dopo l’altra dai vari luoghi di interesse pubblico come, ad esempio, in questi giorni, il sindaco di Casalecchio di Reno (Bo) al cimitero, perseguendo di arredare l’Italia in uno stile chic Islamfriendly?

5) Non trova delle assonanze ideologiche tra gli Ultras della Stepchild adoption e i burocratici scienziati di certi registri anagrafici comunali, come quelli di Bologna, che da due anni hanno fatto comparire la terminologia Genitore 1 e Genitore 2 al posto di Madre e Padre, inaugurando una nuova ed “avanzata” letteratura sociale Gayfriendly?

Avviandomi a concludere questo tema, Le chiedo la cosa più importante:

6) Ma di cosa stiamo parlando in realtà, di amore tra gli esseri umani e diritti, o di come devono essere ridisegnati i rapporti tra gli esseri umani in una nuova prospettiva secolarizzata e scientifica di amore, e così addivenire, finalmente, all’uomo nuovo di Rousseau, che non conosce diseguaglianze, forse perché non conosce sé stesso e la propria unicità, che inizia con un’unione di cromosomi di un padre e di una madre, a cui molto presto mettere mano?

Come si fa a non scorgere, dietro alla Cirinnà, l’ombra che sovrasta il graduale sdoganamento dei laboratori al posto dei letti coniugali e perciò, a prescindere dalle Chiese e dalla Morale, perseguire l’avvento di una ordinata, omologata e abominevole società di esseri tutti buoni e uniformati in una sorta di riedizione di Socialismo Scientifico e di Comunismo? Come non si riconosce tutta la mostruosa arroganza ed ignoranza dell’intellighenzia della Scuola di Francoforte, che guida dalla Mitteleuropa un processo di secolarizzazione, nichilismo e relativizzazione valoriale, agendo strumentalmente con tutta la potenza delle discipline sociali, come la Storia, la Letteratura, la Filosofia, la Sociologia, la Psicologia, il Diritto, l’Economia ed, in ultimo, ma non per importanza, le Scienze Finanziarie le cui oligarchie sono all’apice dell’Occidente in un’azione di asservimento dei Parlamenti e dei Governi; e quindi della distruzione dello Stato Nazionale, della Democrazia e delle Libertà individuali.

Senatore, in conclusione, Le suggerisco di porsi qualche interrogativo in più, anche meno pesante di quelli che Le ho posto io. Le suggerisco di fare un po’ come Checco Zalone, cioè di chiedersi dal suo comodo posto elitario da 1ª Repubblica: Quo vado?

Quell’Europa che ci chiede la stepchild adoption è superiore, effettivamente, all’Italia e a quella Roma che un tempo la civilizzò e che, nei secoli, con l’Umanesimo e il Rinascimento italiano, dalla nostra Capitale e dalle altre nostre grandi città continuò a civilizzare tutto l’Occidente realizzando la congiunzione tra la Tradizione giudaicocristiana e la classicità Greco-Romana?

L’Europa ci chiede tante enormi cazzate secondo me e, forse, il disprezzo con cui molto spesso pone le istanze, ha solo il reale senso di mortificare un livello di civiltà e di ricchezza spirituale e materiale che, in realtà, le è superiore. L’Europa ci chiede una rivoluzione “civile” sospinta da orientamenti atei e di origini ariane, ma è questa la civiltà?

Quando Checco Zalone in “Quo Vado” riconosceva, nel corso di un infantile contenzioso tra bimbi, che il bimbo norvegese era, in effetti, superiore e, a parità di età, avrebbe potuto lecitamente prevaricare il fratello, abbiamo riso a crepapelle? Quindi, perché non possiamo ridere delle richieste che ci vengono dall’Europa?

La Stepchild adoption è l’epigono di quel Nord Europa che si arroga il diritto di pensare di essere più civile, ma che poi nelle statistiche dei suicidi si butta dalla finestra, perché, forse, non ha consapevolezza di cosa sia l’amore. Siamo noi italiani, infatti, il popolo che detiene il primato della cultura dell’Amore, ed infatti solo nella nostra lingua esistono tantissimi modi per esprimere questa parola, quando invece, ad esempio, in tedesco, ne esiste solo una, unica, uniforme ed ordinata per tutti.

Riflettiamo e guardiamo un qualsiasi libro di storia: è stato forse l’incivile popolo italiano, a spargere odio tra gli uomini, e ad inventare ideologie violente come il Giacobinismo, i Governi del Terrore, il Comunismo o il Nazismo? Non siamo stati noi, che pure inventammo il fascismo, un male minore, che fece da contraltare alla strumentalizzazione delle masse operata dal comunismo, ad infilare nei forni il popolo dei “cravattari ebrei”, con cui i tedeschi erano indebitati dopo aver perso la Grande Guerra, unitamente agli omosessuali e agli zingari.

Come anche, non siamo mai stati noi a concepire e ad applicare, solo fino a pochi decenni fa, le cure dell’omossessualità con l’elettroshock, per “curare” una tendenza che abbiamo sempre tollerato, non solo perché siamo figli di una tradizione classica che accettava in tutti sensi l’omosessualità, pur lasciandola estranea al Matrimonio, ma perché, nel Vangelo, ci è stato inculcato di non avere il diritto di fare del male scagliando pietre nei confronti di nessuno. Ed ora, proprio quei popoli che dovrebbero recitare solo dei mea culpa, concepiscono e pretendono, ancora una volta, di insegnarci cosa sia la civiltà, addirittura, questa volta, dell’amore! Per queste banali riflessioni, se io fossi in Lei, non come essere umano, perché lo sono, ma nel senso di senatore della Repubblica, a quell’Europa, che ci chiede di adeguarci alla sua civiltà della Stepchild adoption, prima le ricorderei chi, nel lungo cammino dell’Umanità, detiene i demeriti della cultura dell’odio e chi, invece, i meriti della Cultura dell’Amore e poi, in stretta conseguenza, le suggerirei di andarsene immediatamente a Fare in Culo, un esercizio che, come sappiamo, di per sé, non esprime Amore, né una tendenza virtuosa.

Ma il senatore è Lei, e perciò La invito ad un ultimo sforzo di riflessione per scuotere prima la Sua coscienza e poi la Sua posizione.

Al diritto di adozione che Lei intenderebbe concedere, corrisponderebbe il dovere di un bimbo, cioè di un altro un essere umano, di onorare i due padri o le due madri, come fossero suo padre e sua madre. Ha approfondito su quanto questo aspetto sia importante e delicato nelle fasi iniziali di una vita? La lunga storia dell’Umanità è costellata da storie di neonati dispersi e cresciuti in una giungla o in una foresta e, come sappiamo, lo sviluppo psicofisico di tali soggetti è stato invalidato da limiti mai più valicabili nel corso degli anni successivi, per la ragioni che l’imprinting avviene nei primi 3 anni di vita, apprendendo dall’ambiente ed, in primis, dalla mamma e dal papà, anche se in una misura minore.

Il rapporto tra un bimbo e la sua mamma ha una sua importanza che la teoria gender ha ben calcolato? Molti dei nostri riflessi condizionati, della nostra forza interiore, della nostra sicurezza e della nostra insicurezza psicologica, a cominciare dai nostri gusti sessuali, discendono dal rapporto avuto con la mamma in tenera età, e questa figura non è solo la prima, che ideiamo nella nostra mente, quando proferiamo la prima parola, ma è anche quella che ci viene in mente quando stiamo malissimo, quando non sappiamo a chi altro rivolgerci, lasciando ovviamente Dio a chi avesse il dono della fede. La mamma per un mammifero è la vita, ed essa, con le sue sensibilità, con le sue vocazioni emotive e gestuali proprie di un apparato biologico ben distinguibile da quello di un maschio, è fondamentale per lo sviluppo del linguaggio e quindi delle capacità di cognizione e di comunicazione di emozioni e concetti.

L’iperbole dei casi di persone che non sapevano parlare, o camminare bene, e nemmeno provare le emozioni e i pensieri dei normali esseri umani, perché per i primi anni di vita erano stati “allevati” da una scimmia o da una lupa, testimoniano quanto il pieno sviluppo delle facoltà di un essere umano, sia connesso alla vicinanza alla femmina che lo ha generato, cioè la mamma, oppure, così come avviene in Natura tra i mammiferi, ad una femmina del branco che l’adotti, surrogando al meglio la funzione vitale della mamma. In conclusione, Le pongo le ultime due e più importanti domande:

7) Chi e come può stabilire, atteso che l’85% del cervello umano è del tutto ignoto alla scienza attuale, che un essere umano adottato e cresciuto da un surrogato di madre maschile, e quindi senza una mamma come tutti i mammiferi, non avrà, nel corso della sua esistenza, squilibri e ripercussioni nella sfera psicologica, se non addirittura psicofisica, limitanti ed invalidanti?

8) Allo stesso modo, ma riconosco con minore impatto psicofisico, ma sicuramente psichico, chi può fare spallucce nei riguardi di un’esperienza di surroga del padre ad opera di una lesbica, ed escludere ripercussioni nel senso di disturbi della personalità, per assenza di una figura paterna biologicamente tale, per un bimbo o una bimba che, dopo qualche anno, dovrà uscire dalla famiglia patrocinata LGTB, e confrontarsi con il Mondo?

RingraziandoLa per il confronto che mi ha concesso e di cui mi onoro, mi congedo da Lei con l’augurio che Lei possa continuare la sua carriera politica per molto tempo ancora e, anche se io non sono di origini di destra, come mi dicono sia stato Lei, le auguro l’ambizione di poter terminare la sua esperienza politica così come perseguì di finirla Giorgio Almirante, cioè con la consapevolezza che di lui si potesse dire quello che Dante disse di Virgilio, ossia che:

“...porta il lume dietro e sé non giova, ma dopo sé fa le persone dotte.”

Gianmarco Landi, Mammifero.

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