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Gianmarco Landi
Esteri e Geopolitica4 min di lettura

LA ROSA IN SU LA CIMA: TRUMP SALOMONICO?

Esclusivo per il blog

Un intervento filosofico e politico che rievoca la lezione del Tommaso d’Aquino dantesco per riflettere sul giudizio pubblico e sulla figura di Donald Trump. L’autore propone la metafora della “rosa in cima alla montagna” per sostenere che la verità politica non sia immediata, ma richieda prudenza, saggezza e capacità di discernimento per poter essere colta.

Impazzano in questo momento sui social media infervorate discussioni sulla guerra a tre tra Iran, Israele e USA in Medioriente, e il tema dominante è quello di riconoscere ciò che per la maggioranza delle persone è evidente: Trump è brutto, sporco e cattivo. La Rete dà a tutti l'illusione di poter parlare al mondo dei fatti che muovono il Mondo, quindi poter dire anche un sacco di puttanate. La maggior parte degli intellettuali e dei giornalisti vorrebbe che questo privilegio fosse riservato a loro stessi o, almeno, a canalizzazioni televisive o mediatiche controllate dal Mainstream. Ricordo un guru di sinistra della mia città, Umberto Eco, quando, agli albori di Internet, "urlò" allarmato questo problema delle opinioni incontrollate, che rischiano di guastare lo status quo della realtà. Ad anni di distanza riconosco che Eco aveva ragione di temere l'insorgere dei guastatori della Realtà, ma nel senso di deturpare le tranquille e pacifiche realtà consolidate con pericolosi avvicinamenti a Verità squassanti.

A questo proposito, mi sovviene un ricordo letterario che, in un Mondo governato dal buonsenso, sarebbe un comandamento per chiunque intendesse esprimere un giudizio in pubblico: il Canto XIII del Paradiso di Dante, che si svolge nel Cielo del Sole. La star, protagonista del Canto, è San Tommaso d'Aquino, che spiega a Dante come la sapienza divina sia quella di Salomone, risolvendo un dubbio teologico espresso dal Sommo Poeta. San Tommaso chiarisce che, dopo Adamo e Cristo, Salomone è il più saggio, poiché chiese la saggezza regale per poter governare, ammonendo a non giudicare frettolosamente i meriti.

San Tommaso spiega che la sapienza di Salomone riguarda la "regal prudenza", cioè la capacità di governarsi nell' esprimere un giudizio, non la conoscenza assoluta, che non è di nessun regnante, ma è propria, semmai, di Cristo, cioè solo di un essere umano incarnato, ma anche totalmente asceso e, perciò, divino. San Tommaso D'Aquino nobilita il canto con un forte monito a tutti gli uomini: non giudicate con troppa sicurezza, poiché le apparenze ingannano, proprio come nel campo si possono scambiare le coltivazioni mature con quelle acerbe. "Non sien le genti, ancor, troppo sicure a giudicar, sì come quei che stima le biade in campo pria che sien mature; ch'i' ho veduto tutto 'I verno prima il prun mostrarsi rigido e feroce; poscia portar la rosa in su la cima. " Dante mette in bocca alla più intellettuale delle santità della storia della Chiesa Cattolica la più profonda metafora poetica sulla Verità che si riconosca: la Rosa in su la Cima Il Sommo ci spiega che la Verità non è un fiore di campo, che ci si trova davanti e si coglie senza alcun problema.

La Verità è una rosa che si trova in alto, sulle rocce di una montagna da scalare, e che, per raggiungerla, bisogna arrampicarsi correndo dei rischi, per poi cogliere un fiore, sicuramente bellissimo, ma che ti farà provare dolore quando ti pungerai trafiggendoti le dita con le sue spine, che, non a caso, costituivano la corona del Cristo. Il canto XIII conclude: "e legno vidi già dritto e veloce correr lo mar per tutto suo cammino, perire al fine a l'intrar de la foce.

Non creda donna Berta e ser Martino, per vedere un furare, altro offerere, vederli dentro al consiglio divino; ché quel può surgere, e quel può cadere." Il Sommo, dando voce a San Tommaso D'Aquino, si rivolge a Noi, il popolo di Internet, a cui nel Medioevo ci si riferiva con l'espressione donna Berta e ser Martino, cioè gli equivalenti medievali degli account Fragolina75 e Banana23 su Telegram o facebook oggi. Non credano la donna e l'uomo comuni, cioè abituati a raccogliere e sfogliare margheritine di campo, vedendo uno furare (rubare i soldi dal cestino delle offerte a messa) e l'altro offerere (mettere i soldi nel cestino) di poter stabilire chi andrà dentro al consiglio divino (ascendere in Paradiso), perché il primo potrà ascendere (surgere) e il secondo cadere (andare all'Inferno).

Ognuno faccia e dica su Trump come crede, tuttavia la dottrina che è stata dispiegata da Tommaso D'Aquino e poeticamente cantata dal padre della lingua con cui noi ci esprimiamo, scioglie un dubbio espresso retoricamente dal Sommo: come si possa dire che Salomone è il più sapiente di tutti? Non dovrebbero essere Adamo • Cristo a contendersi questo titolo? Se parliamo dell'Umanità in generale è un discorso, ma se ci riferiamo ai sovrani è un altro. Salomone è un'altra cosa rispetto ad Adamo e Gesú, perchè è un re, e tutti i re rispondono a criteri che spetta solo a Dio applicare e giudicare, esattamente come è solo Dio che sa perché uno che ha rubato alla Chiesa può essere premiato, mentre uno che invece ha dato alla Chiesa potrà finire all'Inferno.

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