Skip to content
Gianmarco Landi
Esteri e Geopolitica6 min di lettura

Le bandiere di Renzi e il busto di Churchill

Un articolo politico che interpreta simboli e gesti successivi alla vittoria di Donald Trump come segnali di un cambio epocale in Occidente. Dalle bandiere nell’ufficio di Matteo Renzi al ritorno del busto di Winston Churchill alla Casa Bianca, l’autore legge uno scontro culturale tra sovranismo angloamericano ed élite europee.

Il primo effetto della vittoria di Trump spiegato in Italia, e che mi ha molto colpito, è stato quello sulla nuova scenografia di fondo nell’ufficio di Renzi: sostituita la bandiera dell’ UE e quella dell’Italia, con la bellezza di sei bandiere dell’Italia, una accanto all’altra . La cosa di per sé non mi dispiace, ma mi ha fatto venire in mente un famoso aforisma di Winston Churchill tanto descrittivo, quanto fastidioso. Churchill osservò quanto bizzarro fosse il popolo italiano: “ Un giorno 45 milioni di fascisti, il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultavano dai censimenti! ”. Particolare non trascurabile, è che la regione più fascista d’Italia era proprio la Toscana; quella più comunista, dopo la guerra, ancora la Toscana; e quella da cui vengono i due enfant prodige della politica italiana attuale, Renzi e la suadente Boschi, sempre la Toscana.

Di tutt'altra pasta sono fatti gli inglesi e certi americani, come Donald Trump, i quali per modo proprio di vivere, arrivano ad un punto per cui lo stato delle cose in essere non è più accettabile, e perciò di compromessi, con loro, non se ne possono più fare, perchè non sono delle banderuole. Un epigono di questo modo di essere, un episodio veramente pittoresco emerso a margine del primo incontro tra Trump e Obama, pare sia stato quello di una piccola questione d’arredamento; come se, prima ancora del complicato passaggio di consegne da un’Amministrazione all’altra, con Obama e Hillary impegnati a fare gli scatoloni con la lacrimuccia penzolante e il groppo in gola, Trump avesse bisogno della loro collaborazione per un necessario adempimento. Trump ha chiesto che il busto di Churchill, “divelto” 8 anni fa dalla stanza ovale, fosse rimesso immediatamente al proprio posto! Un capriccio dispettoso? Forse… O meglio, così può sembrare, ma, a ben guardare, il mezzo busto di un leader politico, già di per sé, esprime i valori pubblici che si intende onorare: quelli di un leader che ha sconfitto l’oppressione razzista scoppiata nella mitteleuropa.

Il Mondo libero e democratico come noi lo vorremmo, non solo in parvenza, lo si deve all’arte di Governo dei leader provenienti dal solco della Tradizione Angloamericana, e non certo a quelli francesi, tedeschi, o ad un presunto filantropo ungherese, sebbene dotato di cittadinanza statunitense e di tante fondazioni per pagare campagne elettorali, TV e Giornali.

Quando si pensa a Churchill in epoca di pace, si pensa a Yalta, cioè ad un incontro tra tre superpotenze: USA, UK e Russia (poi diventata URSS) in cui, illo tempore, il Mondo fu inquadrato per aree geopolitiche di influenza che, sebbene un po’ cambiate, non sono state del tutto stravolte anche dopo il 1989. Yalta impedì la 3ª Guerra Mondiale, e Yalta la si deve, soprattutto, al Premier Britannico e alla sua infinita intelligenza.

Come ho già scritto altre volte, secondo me non ci sarebbe stata la vittoria di Trump senza la Brexit, non foss’altro che per il semplice fatto che la finanza muove il Mondo, e la finanza l’hanno inventata gli inglesi , non certo Soros, per quanto lui la capisca; né i francesi o i tedeschi, per quanto questi ultimi siano diventati abili più degli ebrei ad usare certe leve per esercitare potere sui popoli, purtroppo a modo loro, cioè prevaricando e devastando i malcapitati.

Il busto di Churchill, perciò, significa che il Mondo non sarà mai indifferente rispetto alle tendenze che si scatenano da quella piccola isola, e le nuove tendenze, dopo la Brexit, sono inequivocabili. Come sempre i tedeschi ed i francesi sono colpevoli di stupidità conclamata nel senso di identificarsi in leader e ideologie vanagloriose; mentre noi italiani di essere delle banderuole al vento. Purtroppo una mezza banderuola è stato anche Berlusconi che, quando fu attaccato da presidente del Consiglio, avrebbe dovuto tirar fuori le palle e usare i servizi segreti contro certi banchieri e tecnici delle Agenzie di Rating, o la Guardia di Finanza, con finalità contundenti contro certi editori ed industriali; o quant’altro strettamente necessario a preservare l’indirizzo politico legittimo della Repubblica italiana ed il benessere del Popolo italiano. Ma ormai è acqua passata e non macina più…

La Comunità Europea, sebbene fosse nata sotto buoni auspici, si è rivelata nella tecnocratica Unione Europea, cioè in un “sarcofago” sostanzialmente illiberale e sinistro e, per fortuna, le grandi e sagge famiglie inglesi hanno voluto la Brexit appoggiando Nigel Farage, Boris Johnson e Teresa May. La maggioranza degli inglesi, vincendo un’agguerrita battaglia interna come quella che fece prevalere Churchill a Chamberlain, ha deciso, pochi mesi fa, di dire la sua sulle pretese franco-tedesche e dei democratici USA di riordinare il Mondo in ottica Kalergiana. Ed oggi non esiste nessun Soros, né altri sedicenti illuminati di simile fatta, che potranno permettersi di mettere in discussione questa nuova forza rivelatasi, perché la Democrazia, nella Tradizione Angloamericana, è una cosa tanto forte quanto seria. Ed infatti, dopo aver liquidato Cameron, e di converso il Tony Blair lobbista per conto della JP Morgan, gli inglesi hanno sistemato molti problemi interni al GOP, al cui interno molti politici in carriera non digerivano Trump per svariati motivi, come sempre di interesse particolare e non generale, così contribuendo a cambiare l’indirizzo politico anche negli Stati Uniti. Game Over!

Trump, durante la settimana della Brexit, era nel Regno Unito e, se il fronte del Leave avesse perso e le lobbies di Cameron trionfato, anche il programma di Trump avrebbe perso molta spinta e, forse, quasi del tutto senso, diventando quindi una speranza velleitaria almeno per i prossimi 4 anni.

Concludo con le parole finali di Churchill pronunciate in un celebre discorso al Parlamento inglese nel 1940, quando, dall’andamento della 2ª Guerra Mondiale, tutto lasciava presagire che nessuno al Mondo potesse fermare lo strapotere della Germania in Europa. Io penso che queste parole spieghino il senso dell’assurda richiesta di Trump di voler vedere, nel proprio nuovo ufficio, un particolare soprammobile tolto dall’Amministrazione di Barack Obama e Hillary Clinton negli 8 anni precedenti. Riflettendo bene, però, mi chiedo: questa prima richiesta di Trump è così assurda o invece è molto sensata? In effetti, se c’è uno a cui non si può dare del razzista, è proprio colui che, nella storia del Mondo, il razzismo lo ha battuto e il cui busto, però, non da Trump, ma da Hillary e Obama era stato messo in cantina.

Le parole sono queste:

Anche se ampi territori d’Europa e molti antichi e famosi stati sono caduti o stanno per cadere nelle grinfie della Gestapo e sotto le odiose norme dell’apparato nazista, noi non demorderemo né verremo meno. Noi procederemo fino alla fine. Noi combatteremo in Francia, noi combatteremo sui mari e sugli oceani, noi combatteremo con crescente fiducia e crescente forza nell’aria. Noi difenderemo la nostra Isola, a qualunque costo. Noi combatteremo sulle spiagge, noi combatteremo nei luoghi di sbarco, noi combatteremo sui campi e sulle strade, noi combatteremo sulle colline… NOI NON CI ARRENDEREMO MAI !”

Condividi questo articolo

Versione originale in PDF

Lo stesso articolo nel documento pubblicato all'epoca.

Leggi il PDF

Continua a leggere

Esteri e Geopolitica

BOCCIATURA CLARITY ACT: L'ORCHESTRA DEL TITANIC

Gianmarco Landi evidenzia come la bocciatura del 15 settembre 2026, al Senato USA, riguardo la mozione procedurale per favorire l’approvazione del Clarity Act, sia stata «soltanto una schermaglia iniziale». Ma, malgrado il sostegno di George Soros all'attuale sistema bancario, il provvedimento sarà alla fine approvato e «le banche non riusciranno ad imporsi». Al centro dell’analisi vi è il conflitto tra il sistema bancario, la SEC e l’Amministrazione Trump, con inevitabili ripercussioni sull’assetto finanziario globale.
Esteri e Geopolitica

THE CLARITY ACT WAR: COSA STA SUCCEDENDO?

Il Clarity Act è il terreno di una vera e propria “guerra” finanziaria e politica. La sua approvazione trasformerebbe profondamente il sistema monetario, regolamentando crypto asset e Stablecoin e aprendo alla circolazione di ricchezza “senza intermediazione bancaria”. Al Senato americano lo scontro è serrato: da una parte il mondo anarco finanziario e l’Amministrazione Trump, dall’altra banche e lobby interessate a bloccare la riforma. Gianmarco Landi evidenzia come la nuova legislazione sia foriera di “togliere il potere ai banchieri” e favorire un nuovo sistema finanziario. La partita è dunque tutt’altro che tecnica: “ciò che succederà in America nei prossimi giorni sortirà effetti dirompenti in ogni Nazione del Mondo”.
Esteri e Geopolitica

DEMOCRAZIA CON IL MORTO

Mitch McConnell è davvero vivo? Con questa domanda retorica sottesa al proprio articolo, Gianmarco Landi vuole offrire ai propri lettori, oltre ad una eterodossa analisi dei fatti, anche una pillola rossa sul livello di finzione e spregio della Verità cui è giunta la politica statunitense a partire dall’elezione di Joe Biden nel 2020. Il senatore scomparso, ma “virtualmente vivo” anche grazie alla compiacenza dei media, potrebbe partecipare ai lavori in Senato “in smart working” e votare “per delega” alle prossime votazioni per l’approvazione del Clarity Act, legge cruciale per definire l’indirizzo che prenderà, a partire dall’imminente futuro, il Sistema Finanziario mondiale.