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Gianmarco Landi
Esteri e Geopolitica2 min di lettura

NO BURKA, NO PARTY!

Esclusivo per il blog

L’articolo presenta una lettura scevra da preconcetti ideologici delle contraddizioni tra narrazione occidentale e realtà geopolitica, elevando il caso di Hamide Afshar a simbolo di “ipocrisia nauseante dei tempi in corso”. Gianmarco Landi denuncia media, élite e dinamiche di potere, sostenendo l’esistenza di interessi occulti dietro conflitti e rappresentazioni pubbliche.

Questa bella ragazza iraniana si chiama Hamide Afshar e vive in America in condizioni di grande benessere economico. La giovane donna ha un’azienda che commercia al dettaglio capi di abbigliamento e lingerie. Il caso di questa donna rappresenta una vetta simbolica dell’ipocrisia nauseante dei tempi in corso, in cui le fanfaluche raccontate dai media mainstream rimbecilliscono le persone. Hamide è la nipote dell'ex leader terroristico iraniano Qassem Soleimani, e il suo disinibito e sontuoso stile di vita nell’America Dem cozza con le narrazioni dogmatiche sulla guerra tra Stati Uniti e Iran, nonché con quella di un regime iraniano avversato tout court per 46 anni da Washington.

Quando molte donne in Iran venivano uccise dal regime sciita per aver mostrato i propri capelli, e anche per questo gli USA scatenavano sanzioni e il popolo Dem, Radical chic e Woke scendeva in piazza per protestare, Hamide, tra una festa in qualche grattacielo o villa di Los Angeles e l’altra, con i suoi amici dell’AIPAC (American Israel Public Affairs Committee) e del Jet set apolide, inneggiava con il suo IPhone su Facebook in favore del regime degli Ayatollah di cui il nonno, Qassem Soleimani, era stato il capo dei Pasdaran fino al 2020. Soleimani era il vertice dell’élite dell’Esercito iraniano, posto, come i pretoriani degli imperatori romani, a protezione e supporto delle Guide religiose sciite, ossia il vertice della nazione iraniana.

Qassem Soleimani fu fatto uccidere da Trump nel 2020, perchè era legato al Deep State e agiva per far scoppiare una guerra tra Iran ed Israele che non restasse un conflitto d’area, come quello attuale, ma portasse alla terza Guerra Mondiale; gli successe Esmail Qaani, un generale ritenuto oggi, in Iran, da sempre controllato dal Mossad e, per questo motivo, co-responsabile dell’assassinio di Khamenei del mese scorso. Alcune fonti affermano che Qaani sarebbe stato ucciso in Iran, altre che sarebbe fuggito insieme ad altri militari a lui sodali e sarebbe nascosto in Occidente o in Israele. Tuttavia ieri, a Los Angeles, il Dipartimento di Stato ha fatto arrestare Hamide Soleimani Afshar, con ciò dimostrando che qualcuno, di questi tempi, sta effettivamente muovendo guerra all’impero dell'ipocrisia e della menzogna.

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