POLITICA COME PASTORIZIA DEL MO - VI - MENTO: IL CASO CABRAS
L’articolo nasce come risposta diretta alle critiche mosse dal deputato Pino Cabras all’interpretazione geopolitica dell’autore. Il testo sviluppa un confronto serrato su diversi punti: la guerra in Ucraina, le dinamiche mediorientali e il ruolo delle élite finanziarie globali. L’analisi si estende poi al rapporto tra Stati Uniti, Israele e Iran, contestando letture semplicistiche dei conflitti internazionali. Successivamente il ragionamento si sposta sul terreno economico collegando sanzioni, dedollarizzazione e strategie finanziarie globali. Il finale diventa un attacco frontale al mainstream mediatico e alla superficialità del dibattito politico italiano.

Anatomia dell'incapacità interpretativa di uno scontro epocale per salvare l'Umanità dalla Terza Guerra Mondiale, che nasconde una manipolazione mentale autoindotta a propria insaputa. L'onorevole Cabras si è preso il disturbo di studiare la mia intervista con Francesco Toscano, essendo rimasto evidentemente irritato per il grande seguito personale che ho, anche quando, incautamente, propongo letture complesse e con chiavi interpretative disturbanti le masse di prigionieri nelle Caverne di Platone.
L'onorevole non ha potuto fare a meno di esplicitare la sua avversione per il mio impianto interpretativo sull'operato della Presidenza Trump, definendolo "autosigillante", cioè strutturato in modo tale per il quale ogni fatto sarebbe piegato a conferma della teoria. Non so se io sia un romanziere strategico permanente, tuttavia sono certo che non sono capace di trasformare la complessità in un alibi per sottrarmi alla verifica dei fatti, anzi, è proprio dai fatti che le mie teorizzazioni trovano conferma. Cabras vedrà non solo che non mi sottraggo allo scontro dialettico a qualsiasi livello e dimensione, ma che, con ancora maggiore ardore, sottopongo le mie perorazioni alla verifica dei fatti, specificando, però, che esse per me hanno senso nel tempo. Sarà una mia manchevolezza, ma la mia formazione politica e la forza interiore che mi guida, non sono quelle che scaturiscono dai meetup costituiti per sottomettere l'Italia ad un comico e alla sua masnada di sempliciotti analfabeti funzionali a servizio dei banchieri.
A questo proposito, l'onorevole Cabras era già sceso in campo gettandomi in faccia un guanto di sfida, quando, in difesa dell'eroina ONU Francesca Albanese e di suo marito Massimiliano Cali, aveva avversato il mio dire, senza però volersi confrontare con me. Rimasi molto deluso da lui, ma capisco che entrare nel merito dell'onestà con cui la moglie del Banchiere Cali, formatosi alla London School of Economics, guidata da Eveleyn Rothschild, avrebbe voluto aprire il governo sionista di Israele come una scatoletta di tonno, possa essere imbarazzante quando si ha alle spalle un background a 5 Stelle che, alla prova dei fatti di lungo periodo, è stato al servizio dei banchieri, anche se, per molti analfabeti, a loro totale insaputa. - Nel merito dei rilievi, innanzitutto dico che è vero che Toscano mi ha ricordato che ero convinto che Trump non avrebbe attaccato l'Iran, ed è evidente che la mia previsione è stata sbagliata, ma, come spiegherò più volte nel seguito, il quadro di una guerra all'Iran fatta da Israele e USA non è nella lettura dei fatti che faccio io.
Quando un "amico" ti trascina in una rissa a cui non avevi in animo di partecipare, e ci entri per forza, è lecito pensare di menare le mani anche per primo, per non prender troppe botte, ma ciò non toglie che non ti dispiacerebbe se al tuo "amico" fosse riservata una bella lezione. Peraltro, Cabras, Rizzo, Toscano e tutta DSP riconoscono che Putin non aveva in animo di fare guerre nel cuore dell'Europa, ma, essendo stato costretto da provocazioni sortite sin dal 2014, Putin alla fine ha dovuto farla, peraltro "menando le mani" per primo.
Come ho riconosciuto per il caso di Putin in Ucraina, il conflitto non è nato nel 2022 con l'entrata dell'esercito russo sul suolo ucraino, ma dal momento in cui flussi di dollari FED sono arrivati a formazioni paramilitari di nazionalisti ucraini antirussi, cioè nel 2014, ad opera di Obama. Allo stesso identico modo, la guerra in Medio Oriente nasce quando, nel biennio 2014 - 2015, l'Amministrazione Obama fa una serie di accordi con la Repubblica Islamica per far arrivare oltre 150 miliardi di dollari in Iran, di cui oltre 1.700 milioni in bancali di banconote. - Sulla seconda presunta contraddizione, che investe il rapporto tra Trump, Israele e il Mossad, sono accusato di non aver portato prove in favore di un livello occulto di conflitto politico USA-Israele, che ribalta quello manifesto, cioè quello della presunta amicizia politica tra Sionisti Israeliani e Amministrazione USA.
Ribalto il punto di vista di Cabras: basterebbe considerare i tatuaggi del Ministro della Guerra Hegseth di Trump (croci templari), oppure il disegno in fronte al Segretario di Stato Rubio la settimana scorsa (croce), oppure il ritiro in preghiera con predicatori cristiani nello Studio Ovale, per riconoscere manifestamente che l'Amministrazione Trump è di impronta cristiana e non ebraica. Nella politica USA le ritualità e le ispirazioni religiose sono sostanza politica, e la sostanza di Trump non è quella di una forza politica assoggettata agli ebrei o ai mussulmani, ma quella di una forza politica che ha un'identità forte, a sé stante rispetto agli ebrei (e ai mussulmani), peraltro con una First Lady slava e cattolica, di enorme presenza politica.
Inoltre, chi ha sostenuto Trump sin dal 2016, come me, sa bene che, rispetto alla madre di tutte le questioni complottiste, ossia l'assassinio dei due Kennedy (1963 e 1968), sono stati portati nella base MAGA, anche soprattutto con l'Operazione Q, forti elementi socioculturali e politici grandemente distanzianti gli Stati Uniti da Israele, con particolare riguardo alle connotazioni dell'élite finanziaria guerrafondaia, espressione di nemici dichiarati del MAGA, che, come sappiamo, hanno una matrice "religiosa" ed etnica molto precisa sfrontatamente dichiarata come anticristiana.
- Il terzo snodo controverso, ossia il legame tra segmenti decisivi del potere iraniano e la CIA-Mossad è di per se stesso evidente, ma bisogna apprezzare il sacrificio di uomini come Assange o avere contezza di come sia stato creato il terrorismo funzionale alle narrazioni per la Globalizzazione, per apprezzare il piano di potere occultato in favore del teatrino politico dell'ONU e dei Media Mainstraem. Basterebbe constatare, ad esempio, la famosa e-mail di Hillary Clinton, con la quale il Segretario di Stato USA della prima Amministrazione Obama ordinava l'esecuzione dell'Ambasciatore americano in Libia e di altri 4 cittadini americani, a terroristi che risultavano essere insospettabili uomini di Soleimani, generale della Repubblica Islamica.
Chi conosce il Medio Oriente sa che non c'è stato solo un terrorismo sanguinario eterodiretto da CIA e Mossad di matrice sunnita, ma ce n'è stato anche uno sciita, e questa cosa emerge anche nelle e-mail di Epstein, l'uomo del Mossad che rappresentava i Rothschild, e che annoverava non solo Al Nusra e Al Qaeda tra le "bestie" del Mossad, ma anche Hamas e, per quello che attiene il presente scritto, Hezbollah, giustappunto. - La quarta contraddizione rilevata da Cabras è il "mio trattamento dell'Iran come un sistema penetrato, manipolato, quasi eterodiretto, ma anche dai tratti orgogliosi e autonomi, con una sua agenda contro il predominio sunnita e contro la presenza americana nel Golfo".
Confermo questo "trattamento", che non riguarda solo l'Iran, ma tutte le Nazioni del Mondo che hanno una grande storia e parecchi milioni di abitanti, come ad esempio l'Italia, che ha un sistema penetrato, manipolato, quasi eterodiretto, ma anche dai tratti orgogliosi e autonomi, con una sua agenda contro il predominio della Germania e della Francia in Europa. Ribadisco che la Rivoluzione di Khomeini, nel 1979, fu promossa anche dall' MI6 e dal Mossad, con una diabolica sponda USA di Brzezinski dietro alle spalle di Carter, creando poi, nel decennio 1980-90, un teatro di guerra in cui i produttori delle armi in America e la stampatrice di denaro della FED, hanno fornito sostegno all'Iraq e all'iran senza fare figli e figliastri. La rivoluzione di Khomeini è stata senz'altro un evento storico gigantesco e complessissimo, e non credo che Cabras si azzardi a teorizzare la non decisiva influenza esterna.
- Il quinto rilievo è il presunto ricorso alla formula "i fatti", che sarebbero, secondo Cabras, da me capovolti. Quando ho affermato che Putin non interviene con dei fatti, e ciò costituisce una presa di distanza dall'Iran, nonché la prova di un asse con Trump, mi chiedo cosa ci sia che Cabras non riesca a capire. Quando Lavrov nega quell'asse con Trump, la mia risposta è ovvia: perché dovrebbe dichiararlo e definire quindi la lettera di Putin agli amici dell'Iran, una pacca sulle spalle? Capisco che nei 5 Stelle si sia potuto fare carriera senza intelligenza politica, tuttavia Cabras dovrebbe averne, e sapere il senso ontologico di dare pacche sulle spalle agli "amici" in situazioni politiche.
- La sesta contraddizione attribuitami è figlia dell'analfabetismo finanziario di Cabras e Toscano.
Quando Toscano mi ha fatto notare che Trump ha rinnovato le sanzioni verso la Russia, ho fatto presente che questo atto non è necessariamente negativo, ma strategicamente funzionale alla dedollarizzazione. Cabras mi accusa di aver fatto capriole dialettiche e quando dice che Toscano mi ha inchiodato con una battuta perfetta: "Per aiutare Gianmarco gli rubo il portafoglio" ", probabilmente ha ragione per il livello più basico dei commentatori in chat, ma non nella sostanza, che è tutta dalla mia parte. Se uno mi toglie la carta di credito, che funziona creando denaro con debito bancario, e mi costringe ad usare altri metodi a valori finanziari oggettivi (cripto monete avvalorate da panieri di oro e monete BRICS), cosa sta facendo ad un livello macroeconomico e finanziario, se non colpire l'élite finanziaria che comanda il Mondo, e quindi aiutarmi?
Le transazioni internazionali erano fatte in dollari e quando prendono piede altri metodi, come ora, le banche centrali devono acquistare oro per garantirsi la possibilità, in caso di necessità, di fare transazioni con aziende della Russia. Peraltro, Cabras in passato aveva riconosciuto, proprio su Visione TV, che le sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina erano state dannose per l'Europa e premianti per la Russia, cosa che effettivamente è, ma a questo punto ribalto la questione: mi può spiegare perché è successo, e perché io avrei torto?
Ovviamente è una domanda retorica, perché Cabras è un uomo di spessore e cultura, con una formidabile dialettica, ma è un analfabeta finanziario e sarebbe meglio per lui che non ci provasse a mettersi a tu per tu con me su queste materie, che io ho la possibilità di dominare dialetticamente come un tiranno. - Per quanto riguarda il settimo punto, il parallelo con Giulio Cesare (Trump), che apparentemente appoggiò Crasso (Netanyahu) contro i Parti (popolo iranico), non è una patina classicheggiante e fatalistica, come lui dice, ma un mio ricorso alla Storia per capire e spiegare come si agisce in politica, all'insegna della ricerca dei ricorsi storici di Vichiana impostazione filosofica. Provo a rispiegare. Crasso era amico di Cesare per finta e, in accordo con Pompeo, lo aveva spedito nelle Gallie per togliergli la presa sul popolo romano, che aveva in quanto leader dei Populares.
Ma Cesare, invece, conquistò le Gallie e divenne ancora più forte, quindi, allo scopo di contrappesarlo, gli Ottimati, partito delle Élite opposto ai Populares, concepirono la grande spedizione contro i Parti (Iran) guidata dal Triumviro Crasso. Se Cesare avesse voluto, avrebbe potuto guidare il suo partito nella direzione di ostacolarla e bloccarla in Senato. Inizialmente pensò di farlo e lo fece, ma poi, non potendo fare altrimenti, l'appoggiò, e fu così, grazie al popolo iranico, di cui Cesare conosceva la forza, che Crasso si schiantò e morì (Roma fu sconfitta), facendo finire il Primo Triumvirato, di cui rimasero solo due leader nei due partiti opposti, con le istanze dei Populares sempre più forti rispetto a quelle degli Ottimati.
La conditio sine qua non per la successiva affermazione di Cesare fu proprio la sconfitta di Crasso, che andò a scapito delle istanze delle élite di imporsi sui Populares riguardo la distribuzione delle terre e della ricchezza, che a Roma affluivano sempre di più. A Cabras questo parallelo storico disturba molto e, per non ben precisate motivazioni, non lo trova appropriato, ma a me, e a tutti gli appassionati di vera cultura politica, che è imprescindibile dalla conoscenza della Storia, non disturba affatto, perché è un parallelo appropriato a descrivere le peripezie di un leader avversato dalle Elite e da tutti gli esseri umani di animo micragnoso. - Per quanto riguarda l'ottavo rilievo, sulle questioni macro-finanziarie, e gli altri 4 a seguire, non intendo onorare l'Onorevole Cabras di una risposta, perché il livello di accanimento con argomentazioni avvilenti, non solo nei miei confronti, ma anche nei suoi, è così basso, da farlo assimilare a quello del leader di Forza del Popolo, e non di un dirigente apicale di DSP.
Cabras ha prodotto un capolavoro di retorica accusandomi di costruire una narrativa "autosigillante", ', ma, a ben guardare, gli unici sigilli sono stati apposti al suo cervello! Quando un'analisi geopolitica non coincide con la cronaca del giorno dopo e con le puttanate del Mainstream, come nel mio caso, essa non diventa automaticamente "romanzo". La Geopolitica è lenta, e non è materia da Striscia la Notizia, o da VaffanculoDay di Beppe Grillo.
Il paradosso è che Cabras denuncia le "narrazioni non falsificabili" mentre usa un metodo da mainstream: chi propone uno schema interpretativo diverso viene liquidato come narratore letterario e visionario fuori dal Mondo. lo non sono fuori dal Mondo, ma la mia testa non è del Mondo, è mia! Lui può asserire questa stessa verità pronunciando con la stessa mia forza la parola "mia"? Se Cabras vuole vincere un dibattito con me, chieda a Toscano di organizzarlo, ma non gli basterà dichiarare apoditticamente che Landi scrive romanzi. La delegittimazione travestita da critica epistemologica è una maschera indossata da chi, rimasto un pastore grillino, è evidentemente invidioso delle leadership naturali e di chi, in una tavola di discussione politica, sa servire delizie per palati fini, e non aprire una scatoletta di tonno confezionato ed etichettato dal mainstream in conformità alle normative UE.
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Esteri e GeopoliticaBOCCIATURA CLARITY ACT: L'ORCHESTRA DEL TITANIC
Gianmarco Landi evidenzia come la bocciatura del 15 settembre 2026, al Senato USA, riguardo la mozione procedurale per favorire l’approvazione del Clarity Act, sia stata «soltanto una schermaglia iniziale». Ma, malgrado il sostegno di George Soros all'attuale sistema bancario, il provvedimento sarà alla fine approvato e «le banche non riusciranno ad imporsi». Al centro dell’analisi vi è il conflitto tra il sistema bancario, la SEC e l’Amministrazione Trump, con inevitabili ripercussioni sull’assetto finanziario globale.
Esteri e GeopoliticaTHE CLARITY ACT WAR: COSA STA SUCCEDENDO?
Il Clarity Act è il terreno di una vera e propria “guerra” finanziaria e politica. La sua approvazione trasformerebbe profondamente il sistema monetario, regolamentando crypto asset e Stablecoin e aprendo alla circolazione di ricchezza “senza intermediazione bancaria”. Al Senato americano lo scontro è serrato: da una parte il mondo anarco finanziario e l’Amministrazione Trump, dall’altra banche e lobby interessate a bloccare la riforma. Gianmarco Landi evidenzia come la nuova legislazione sia foriera di “togliere il potere ai banchieri” e favorire un nuovo sistema finanziario. La partita è dunque tutt’altro che tecnica: “ciò che succederà in America nei prossimi giorni sortirà effetti dirompenti in ogni Nazione del Mondo”.
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