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Gianmarco Landi
Esteri e Geopolitica3 min di lettura

QUALI SONO GLI EFFETTI DELLA GUERRA IN MEDIO ORIENTE?

Esclusivo per il blog

L'articolo di Gianmarco Landi propone una lettura analitica degli effetti della guerra in Medio Oriente, sostenendo un ribaltamento degli equilibri geopolitici globali. L’autore interpreta eventi militari, energetici e finanziari come parte di una strategia coordinata che indebolisce NATO, petrodollaro e poteri occidentali, favorendo nuovi assetti internazionali guidati da alleanze inattese e trasformazioni economiche profonde secondo una visione fortemente non convenzionale.

PICCOLA GUIDA PRATICA PER UN’INTERPRETAZIONE RAGIONATA DEI DATI DI REALTA’

1) Un mese fa il vertice dell’Esercito iraniano era sotto il controllo del Mossad, ora non lo è più ed Esmail Qaani e tutti gli uomini a lui più vicini sono morti o fuggiti dall’Iran.

2) Tel Aviv un mese fa era una capitale che incuteva rispetto e paura, oggi è semidistrutta e sconfitta. I vertici del Mossad sono stati annientati fisicamente e non è dato di sapere se Netanyahu sia vivo o impersonificato da un sosia.

3) L'Iran prima della Guerra non controllava lo Stretto di Hormuz, ma, sebbene Trump abbia affermato di aver distrutto tutte le navi iraniane, (come trolla lui…

nessuno mai), l’Iran oggi lo controlla penalizzando in maniera arbitraria le navi legate al potere finanziario anglo-sionista, ossia i nemici di Trump e Putin.

4) Il petrolio iraniano prima della Guerra era soggetto a sanzioni, oggi è stato ‘’colpito” duramente da Trump, e non lo è più! (Premio Nobel al Trollaggio per Trump).

5) Le basi statunitensi nei 6 paesi del Golfo erano il perno della NATO in Medio Oriente, ma soprattutto del Petrodollaro, ma ora non lo sono più, anche perché Trump ha “rinnovato” un imperialismo costituito dalla distruzione della NATO! La fine della NATO e il suo smantellamento sono una diretta conseguenza, alacremente ricercata e resa possibile con questa guerra.

6) L'Iran non stava costruendo un'arma nucleare, oggi, sotto il presupposto di una minaccia nucleare israeliana, la realizzerà.

7) L'inflazione era in calo un mese fa, ora è in aumento ed essendo accompagnata dalla bassa crescita del PIL (stagflazione), si stanno creando le condizioni per un collasso del Dollaro Fed e delle monete fiat, a tutto vantaggio dello sviluppo delle monete asset backed (stablecoin e Unit dei BRICS). Anche le Borse e le banche si ritrovano con le palle sul ceppo, mentre Trump, agli occhi dei poteri forti del WEF e dei loro servi della politica e del Mainstream, ha un’ascia in mano e gli occhi iniettati di follia, come Jack Nicholson in Shining.

8) Fino ad un mese fa qualcuno poteva ipotizzare che potesse scoppiare una guerra mondiale premiante le élite anglo-sioniste, con la discesa in guerra della Russia e della Cina accanto all’Iran attaccato dagli USA, oggi, però, solo gli idioti possono ancora ipotizzarlo. La Russia non ha fatto nulla e la Cina, la settimana scorsa, ha cessato la vendita di Treasury USA (saranno garantiti da oro in futuro?). L’asse Trump-Putin-Xi è palese, e non lo vede solo chi non lo vuole vedere.

9) A seguito della dialettica di contrasto a Trump e di espansione del conflitto, i Lloyd’s di Londra avevano boicottato i carichi di petrolio dei BRICS non assicurando le loro petroliere con il pretesto insicurezza di Hormuz. Trump è stato al gioco, ma, a sorpresa, ha lanciato una struttura assicurativa internazionale, che ha beffato il centro finanziario londinese sostituendolo: Londra è caduta in una evidente trappola e quando se ne è accorta, non aiutando Trump, ha aggravato la propria situazione, perché il Presidente USA ha preso la palla al balzo per scassare anche la NATO.

10) La crisi energetica obbliga le nazioni europee a fare la “Pasqua” con Putin per scongiurare di fare Natale senza Putin e al freddo, e ciò è esattamente quello che Trump vuole, sia per una ragione geopolitica (Pace Ucraina-Russia), sia per motivi di guerra al Sistema finanziario. L’Europa che comprasse l’energia dalla Russia e non dall’America, favorirebbe l’esplosione dei problemi delle compensazioni dollari fiat per merci (surplus europeo a danno dell’America), e quindi accelererebbe la fine delle monete fiat e delle banche centrali.

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