Skip to content
Gianmarco Landi
Esteri e Geopolitica6 min di lettura

REDDE RATIONEM - ASSASSINII ECCELLENTI E CIGNO NERO?

Esclusivo per il blog

Gianmarco Landi ricostruisce il fil rouge che lega l’ultimo ed ennesimo attentato alla vita del Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, attuato con il sabotaggio dell’Air Force One con cui avrebbe dovuto far ritorno dal vertice Nato di Ankara, ad una serie di eccellenti uscite di scena, occorse negli ultimi giorni, dal palcoscenico geopolitico mondiale. Ciò che sta accadendo è chiaro: i tempi della mediazione e dei compromessi coi poteri globalisti sono terminati, la pazienza di Trump è finita. L’interrogativo che resta è soltanto uno: a livello finanziario i morenti poteri globalisti sceglieranno la resa o sarà necessario uno squasso finanziario improvviso (Cigno Nero)?

Lo scorso 8 luglio è stato compiuto l’ennesimo tentativo di porre fine alla vita del Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald J. Trump, questa volta con un sabotaggio dell’Air Force One. Ieri è morto improvvisamente, a causa di un infarto, Lindsey Graham, il più importante Senatore NeoCon che, insieme al Senatore Mitch McConnell, costituiva la più violenta opposizione interna a Trump nell’ambito del Partito Repubblicano. Giova ricordare che, in ambienti MAGA, anche riguardo al Senatore McConnell, circolano, già dal 7 luglio, voci di un’improvvisa dipartita non ancora ufficializzata; altre notizie sostengono, invece, che, benché anche McConnell sia stato vittima di un infarto simile a quello di Graham, sia ancora vivo.

Il fatto rilevante è che Graham e McConnell fossero due indefessi lavoratori in nome della guerra: guidavano, infatti, il fronte pro Israele contro l’Iran e, ovviamente, pro Ucraina contro la Russia.

Sappiate che tutto ciò che troverete scritto sul loro conto, anche nel senso di considerarli alleati di Trump, è falso. Si tratta di due RINO (Republican In Name Only) e la loro dipartita è provvidenziale per porre fine alle due guerre in corso che vedono indirettamente coinvolti gli Stati Uniti proprio per volere delle forze malevole di cui i due Senatori erano espressione.

Il Presidente Trump, che, ironia della sorte, aveva in agenda un incontro con il Senatore Graham proprio il giorno del suo decesso, ha logicamente espresso il proprio cordoglio per l’accaduto ed ha “diplomaticamente” aggiunto che il SAVE America Act sarebbe presto passato in aula anche grazie al grande lavoro operato da questo patriota. La realtà, invece, è che senatori come Graham operavano proprio per impedire l’approvazione del SAVE America Act, che, nell’ambito delle politiche sull’immigrazione promosse dalla seconda Amministrazione Trump, prevede l’obbligatorietà di produrre documentazione della propria cittadinanza statunitense per potersi iscrivere alle liste di voto per le elezioni federali, con lo scopo palese di evitare che immani frodi elettorali, come quelle delle Presidenziali del 2020, possano nuovamente verificarsi e nuovamente violare la volontà popolare e svuotare di senso la Democrazia.

Trump, non potendo certo manifestare pubblicamente la propria soddisfazione per la morte di un traditore della Patria che aveva, per giunta, plurime volte complottato per ucciderlo supportato dalle potenti lobby che aveva alle spalle (armi e Boeing), ha, pur tuttavia, espresso ciò che non poteva dire a parole, postando su Truth la foto con cui ho inteso introdurre questo mio articolo. Nell’immagine postata da Trump, Graham, schernendo l’iconico cappellino rosso con la scritta Make America Great Again, ne indossa uno con la scritta: Make Iran Great Again e mostra una foto di una fantomatica pagina Wikipedia che definisce Trump Presidente del Venezuela, il tutto, a riprova che i rapporti politici ufficiali sono sempre dettati da un copione recitato nell’ipocrisia più totale.

Se il SAVE America Act e il Clarity Act , indispensabile per rendere operative e poter attuare le disposizioni del GENIUS Act in materia di Stablecoin, non sono ancora passati in Senato, e le guerre in Medio Oriente e in Ucraina sono ancora in corso, è stato a causa di questi politici guerrafondai e traditori criminosamente asserviti a logiche globaliste satanicamente ispirate.

Per coloro che ancora dovessero dubitare riguardo alla parte della scacchiera sulla quale giocava Graham, credo che gli onori resigli da Ursula von der Leyen, a nome di tutto il Globalismo da lei rappresentato, possano dipanare ogni dubbio: «Un leader determinato e senza paura. Ci mancherà profondamente». Di paura, allo stato dei fatti, il senatore Graham avrebbe dovuto invece averne. E ritengo che tutti i più importanti leader globalisti dovrebbero averne e sempre di più, perché nulla può più fermare l’indirizzo che il Mondo ha intrapreso. E mi preme esemplificare, a vantaggio dei miei lettori, che quando agenzie come l’ANSA scrivono di “infarti fulminanti” o di “improvvise malattie”, il sottinteso, è l’utilizzo, in certi ambienti ben noto, di armi ad energia capaci di provocare morti apparentemente naturali.

Ritengo che in questa Redde Rationem che vede i nemici interni di Trump fortemente indeboliti, o “normalizzati, oppure morti, perché evidentemente avevano scelto di perseverare nelle proprie criminose politiche guerrafondaie, vada inquadrata anche la morte, sempre il 12 luglio, del potente sceicco Al Thani, padre dell’attuale emiro del Qatar, nazione che, in Medio Oriente, esercita il ruolo di polmone finanziario per la geopolitica del Deep State. Al Thani era lo sceicco arabo più ricco e radicato in occidente ed è noto che il Qatar abbia sempre obbedito alla mafia anglosionista finanziando molto generosamente, ad esempio, gli estremisti di Hamas. E, il caso vuole, che il nuovo Air Force One sabotato, su cui avrebbe dovuto morire Donald Trump di ritorno dal vertice NATO di Ankara, fosse stato gentilmente offerto in dono agli USA proprio dal Qatar.

Sono fermamente convinto che nel più vasto alveo di questa stessa Redde Rationem rientri anche l’aspetto finanziario. Cosa farà ora il nuovo governatore della Federal Reserve, Kevin Warsh, affiancato dal segretario al Tesoro Scott Bessent? Gli sviluppi geopolitici degli ultimi giorni sono stati fortissimi, e il Sistema basato su Fed–Banche Centrali–NATO ha perso i suoi altissimi tutori in America (McConnell e Graham) e in Medio Oriente (Al Thani).

La ripresa delle ostilità in Medio Oriente ha una chiave di lettura semplicissima: essa non garantirebbe il Sistema delle banche se ci fosse una gestione dei tassi animata da lucida perfidia anarco-finanziaria, che potrebbe anche far implodere la borsa se, ovviamente, l’élite globalista non decidesse di giungere a più miti consigli e si arrendesse al nuovo Corso della Storia dettato dalla trimurti Trump, Putin e Xi.

Il sistema si basa su poco meno di 40 trilioni di debito USA, e una inflazione indotta dal blocco di Hormuz sicuramente travolgerebbe le ipocrisie dei mercati di borsa occidentali, a cominciare da quelli europei.

In parole povere, Trump potrebbe essersi stancato di tutti questi compromessi ed infingimenti con chi ha appena cercato, per l’ennesima volta, di ucciderlo facendo esplodere in volo l’aereo su cui volava, e perciò potrebbe imporre a Warsh e Bessent l’aumento dei tassi con pesanti effetti demolitivi e “sanguinosi” per i bilanci delle entità del WEF e dell'Eurozona.

L’aumento dei tassi sortirebbe una concorrenza fra il mercato azionario e obbligazionario, nonché una corsa incontrollabile e sempre più forte all’oro e all’argento fisico in chiave sostitutiva dei risparmi in valori scritturali, con conseguenze sulla tenuta della bolla finanziaria su cui sono adagiate le élite finanziarie. Le ricadute su tutti i possessori di quote di fondi di investimento e azioni sarebbero mortali, riverberando direttamente un colpo al cuore del sistema bancario internazionale. Avrebbe così luogo la lungamente paventata possibilità del Cigno Nero.

Che ciò accada, o meno, prevedo, in ogni caso, che l’opposizione a Trump sarà distrutta e che la Golden Age sia storicamente ineluttabile.

Condividi questo articolo

Versione originale in PDF

Lo stesso articolo nel documento pubblicato all'epoca.

Leggi il PDF

Continua a leggere

Esteri e Geopolitica

BOCCIATURA CLARITY ACT: L'ORCHESTRA DEL TITANIC

Gianmarco Landi evidenzia come la bocciatura del 15 settembre 2026, al Senato USA, riguardo la mozione procedurale per favorire l’approvazione del Clarity Act, sia stata «soltanto una schermaglia iniziale». Ma, malgrado il sostegno di George Soros all'attuale sistema bancario, il provvedimento sarà alla fine approvato e «le banche non riusciranno ad imporsi». Al centro dell’analisi vi è il conflitto tra il sistema bancario, la SEC e l’Amministrazione Trump, con inevitabili ripercussioni sull’assetto finanziario globale.
Esteri e Geopolitica

THE CLARITY ACT WAR: COSA STA SUCCEDENDO?

Il Clarity Act è il terreno di una vera e propria “guerra” finanziaria e politica. La sua approvazione trasformerebbe profondamente il sistema monetario, regolamentando crypto asset e Stablecoin e aprendo alla circolazione di ricchezza “senza intermediazione bancaria”. Al Senato americano lo scontro è serrato: da una parte il mondo anarco finanziario e l’Amministrazione Trump, dall’altra banche e lobby interessate a bloccare la riforma. Gianmarco Landi evidenzia come la nuova legislazione sia foriera di “togliere il potere ai banchieri” e favorire un nuovo sistema finanziario. La partita è dunque tutt’altro che tecnica: “ciò che succederà in America nei prossimi giorni sortirà effetti dirompenti in ogni Nazione del Mondo”.
Esteri e Geopolitica

DEMOCRAZIA CON IL MORTO

Mitch McConnell è davvero vivo? Con questa domanda retorica sottesa al proprio articolo, Gianmarco Landi vuole offrire ai propri lettori, oltre ad una eterodossa analisi dei fatti, anche una pillola rossa sul livello di finzione e spregio della Verità cui è giunta la politica statunitense a partire dall’elezione di Joe Biden nel 2020. Il senatore scomparso, ma “virtualmente vivo” anche grazie alla compiacenza dei media, potrebbe partecipare ai lavori in Senato “in smart working” e votare “per delega” alle prossime votazioni per l’approvazione del Clarity Act, legge cruciale per definire l’indirizzo che prenderà, a partire dall’imminente futuro, il Sistema Finanziario mondiale.