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Gianmarco Landi
Esteri e Geopolitica1 min di lettura

RESA DEI CONTI AD ANKARA

Esclusivo per il blog

Alla vigilia del Summit della NATO del 7- 8 Luglio, ad Ankara, gli equilibri delle forze in gioco, a livello geopolitico, fanno prevedere che stia per iniziare una resa dei conti globale, che si plasmerà, a partire dall’imminente futuro, con una forte discontinuità rispetto a quelli che sono stati finora gli equilibri internazionali. La Turchia emancipatasi dal Deep State Anglosionista, le tensioni tra Donald Trump e gli alleati europei anche in materia di finanziamento dell’Alleanza Atlantica, il difficile ruolo di mediazione cui è stata chiamata l'Italia, le ripercussioni sul conflitto in Ucraina, sono solo alcuni dei punti chiave su cui Gianmarco Landi pone i riflettori della propria analisi.

Domani e dopodomani, il 7 e l’8 luglio, si terrà ad Ankara, nella capitale turca, il vertice della NATO. L’incontro sarà presieduto dal Segretario Generale Mark Rutte, ma la Stella sarà Donald Trump. Il Summit vedrà la consacrazione, sullo scacchiere internazionale, del peso politico e militare turco, con la Turchia che è una nazione che da anni non è più sotto il controllo del Deep State Anglosionista.

Ovviamente sul tavolo vi è l’aumento delle spese militari, e gli altri membri dell’Organizzazione, alleati degli Stati Uniti, sono chiamati a dimostrare concretamente come intendano raggiungere l'obiettivo del 5% del PIL entro il 2035, un impegno sottoscritto anche dalla Meloni, ben sapendo che il bilancio dello Stato italiano non consentirà questo adempimento. Ma il Presidente americano Donald Trump è attesissimo soprattutto perché gli alleati europei vorrebbero che gli Stati Uniti proteggessero Zelensky, il quale si trova sempre più accerchiato dai russi e ha chiesto un incontro a Trump attraverso la mediazione dell’Italia, non essendo più praticabile la mediazione inglese. Tuttavia, ieri notte, Trump ha postato su Truth un caustico attacco a Meloni che lascia presagire un regolamento di conti tra l’Amministrazione Trump e gli apparati NATO europei. Il segnale implicito nel post di Trump ed il suo tempismo sono chiari: non c’è possibilità di accordo con il Deep State italiano, del quale la Meloni si è dovuta fare, in qualche misura, tutore.

La NATO uscirà a pezzi dal Summit di Ankara, oppure, al bluff perpetrato dagli alleati riguardo la loro accondiscendenza a partecipare alle spese per la NATO con il 5 percento del PIL, ci sarà un contro bluff di Trump, nel senso di un Totò alla “armiamoci e partite” contro la Russia?

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