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Gianmarco Landi
Costume e Società5 min di lettura

VENITE AVANTI, CRETINI!

Un articolo polemico che difende la nomina di Lino Banfi nella Commissione italiana UNESCO contro le critiche dell’élite culturale. L’autore attacca il valore assoluto attribuito ai titoli accademici e rivaluta la commedia popolare come autentica forma di intelligenza culturale capace di raccontare società, politica e trasformazioni del tempo.

Ai saccenti, che criticano la nomina di Banfi a rappresentare il nostro paese nella Commissione Italiana dell’UNESCO, perché non é laureato, ribatto che neanche Steve Jobs lo era, eppure ha contribuito a cambiare il Mondo. Aggiungo che gli intellettuali mascherati, come Banfi, servono al Mondo come, e forse più, dei PC o degli smartphone, la cui utilità tutti immediatamente colgono.

L’uomo non è definito dal livello della tecnologia che padroneggia, né da un pezzo di carta, semmai dalle emozioni e dai pensieri che procura la sua esistenza nell’animo dei suoi fratelli e, in questo senso, la commedia è un grande artificio con cui ciò può avvenire, come l’Antica Grecia ci ha insegnato da Aristofane in poi.

Quello che non tutti sanno, é che Banfi è stato uno sceneggiatore di commedie, cioè un commediografo assimilabile, concettualmente, ad Aristofane. Quello che non tutti capiscono, è che “buffoni” del calibro di Lino Banfi, Totò, o Charlie Chaplin, sono intellettuali con un cuore grande ed un cervello fino , che non si racchiudono negli angusti limiti di un pezzo di carta sottoposto ad una commissione d’esame. Questi geni si possono amare o detestare, ma non giudicare con numeri, parametri o titoli accademici.

Voi che state acidamente puntando l’indice contro Banfi , perché politicamente è stato un forzista, ed è oggi beatificato da Di Maio, mi fate venire alla mente un film degli anni 50 e la scena dell’interrogatorio di Alberto Sordi all’archivista capo, Totò, che non doveva essere promosso lavorativamente e socialmente dal Ministero, perché non sapeva che il lago di Garda fosse più esteso del Lago Maggiore. Guardate quella scena, e contemplate quanto ridicoli siete voi! Io vi disprezzo visceralmente e, a tutti voi, cattivi maestri, che nulla avete da insegnare, vi farei un “paliatone” come quello che inscenò Totò picchiando Sordi in napoletana maniera, poiché voleva bocciarlo per motivazioni di mero odio e non di buon senso.

Voi, intellighenti, Kolti, razza di imbecilli di sinistra, che avete preso una laurea e perciò vi sentite superiori, dico di ficcarvela nel culo la vostra laurea, unitamente alla mia, che vi porgo con piacere, al fine di farvi più male, là dove escono materie di pregnanza fecale pari a quelle che escono dalla vostra bocca, ogni volta che il vostro complesso di superiorità prende corpo, e voi tutti defecate anche dalla bocca.

Ma il cervello potete usarlo, per favore? Scusate, ma come Charlie Chaplin con “Tempi Moderni” o con “Il Grande Dittatore” , ha comunicato qualcosa di molto importante con un sorriso, non vi siete accorti che, allo stesso modo, il buffo pelato pugliese, ci ha offerto, nella sua carriera, tanti contenuti frutto dell’antica saggezza popolare italiana, provenienti direttamente dal cuore di un tavoliere che, per 3000 anni, è stato baciato da due sistemi solari? Quando Chaplin cadeva in fabbrica come un clown o commetteva bizzarrie alla catena di montaggio, era un cretino o qualcuno che voleva portare l’occhio di bue del Mondo sui problemi del fordismo e del lavoro nel sistema capitalista? E quando Chaplin, nel 1939, giocava a volley in baffetti con un mappamondo, era un semplice fesso o un fine osservatore di fatti geopolitici che spiegava a tutti con efficacia ed immediatezza artistica?

Banfi ha fatto lo stesso mestiere di Chaplin in un’altra epoca, e ci ha fatto riflettere, già nel 1980, su aspetti della vita che ci hanno riguardato. Lui è un’espressione della Commedia italiana, sublime e superba, quanto popolare e intelligente. Ci ha raccontato, ad esempio, il nostro circenses , cioè il Mondo del calcio corrotto, quello dei dirigenti sportivi mafiosi e degli interessi economici che violentano il gioco e ci prendono in giro, quando, ad esempio, pretendevano che la AS Longobarda fosse retrocessa in serie B. Sappiamo, però, che la palla può girare per il verso giusto, e Mister Canà, con il suo 5-5-5, è stato più forte della corruzione e degli inganni. Se ci è riuscita la gloriosa Longobarda, tutti noi possiamo diventare degli Aristoteles, cioè degli eroi che vincono e fanno vincere chi sarebbe destinato a perdere, ma solo se accetta la corruzione e la via comoda, che Canà non ha accettato.

Banfi ha fatto riflettere, ad esempio, tutti i poliziotti d’Italia, che noi dobbiamo ringraziare e rispettare, tranne quando non si rendono ridicoli, così come faceva il commissario Lo Gatto, a cui ogni questurino, di certo, non voleva essere assimilato dopo aver visto il film.

In ultimo, anche se ci sarebbero tante commedie da ricordare, cito una commedia scritta, sceneggiata e interpretata da Banfi, ma diretta dal maestro Luciano Salce, compagno di studi e miglior amico del grande Vittorio Gassman, forse il più grande interprete della Commedia italiana. In “Vieni avanti cretino” , già negli anni 80, Lino Banfi si chiedeva il senso in cui sarebbe sfociato il rapporto tra uomo e tecnologia, e questo in un’epoca segnata dal genio di altri intellettuali reali, peraltro non laureati, come Steve Jobs e Bill Gates (sebbene quest’ultimo non goda della mia stima). Questo tema, credo, debba interessare anche tutti i sedicenti padroni del pensiero profondo italiano.

Il link youtube che segue, è quello del momento più significativo del film, il cui titolo, “Vieni avanti cretino”, é particolarmente calzante per tutti gli indignati dal fatto che, a presiedere la commissione italiana Unesco, la cui delegazione italiana è la più importante al Mondo, non vi sia un anonimo laureato in scienze politiche, né un banchiere, così come è stato finora. Bastano 10 minuti di questa commedia per capire il perché di una scelta che io condivido, pur non votando per Di Maio.

https://youtu.be/gUEdqHxIGe8

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