Colpi di mano contro la Democrazia in USA, Regno Unito e Italia
Un editoriale geopolitico che denuncia “colpi di mano” contro la democrazia in USA, Regno Unito e Italia. L’autore interpreta riconteggi elettorali americani, gestione della Brexit e tensioni parlamentari italiane come parti di un disegno globalista volto a neutralizzare sovranismo, volontà popolare e governi anti-establishment.

Con un senso di fastidio, che si sta tramutando ed è sempre più misto a sofferenza, scrivo questo articolo confessandovi di essere sconcertato ed anche parecchio spaventato.
Le pagine dei Media di tutto il Mondo raccontano in maniera manipolata e distorta le verità politiche e finanziarie , lo sappiamo ormai tutti, ma in questi giorni il Mainstream racconta gli epigoni di un disegno di attacco al cuore della Democrazia e dell’Occidente come se stessero accadendo cose normali, risibili e banali.
Partiamo dagli Usa
I Democratici guidati dalla cupola Liberal al cui vertice c’è il capo dei capi, George Soros, avevano perso le elezioni di Midterm essendo confinati ad una maggioranza sulla meno importante House. Attraverso giochetti di prestigio, che in Italia conosciamo bene sin dai tempi del Referendum sulla Repubblica e la Monarchia, gli equilibri del 6 novembre sono stati riaperti in favore dei Dem, anche al Senato e in chiave presidenziali 2020.
Come ho raccontato qui su Imola Oggi , le tendenze di voto e i risultati riscontrati il 6 di novembre, considerati stato per stato e proiettati sugli equilibri al Senato e sulle future presidenziali 2020, avevano premiato massicciamente Trump, infatti la notte del 7 di novembre eravamo andati a dormire avendo appreso che l’ala Congressuale competente, nel senso di coadiuvare il Presidente nelle materie di impatto geopolitico internazionale, finanziario ed energetico, cioè il Senato, era in mani Repubblicane, insieme con tutti i governatori degli Swing State, cioè gli Stati che storicamente determinano i risultati delle elezioni presidenziali. Oggi non è più così, e sia Trump, sia innumerevoli senatori Repubblicani stanno denunciando pubblicamente il tentativo, parzialmente compiuto dai Democratici, di “rubare” le elezioni attraverso alcuni “scientifici” riconteggi dei voti. Queste vicende, sottaciute dai Media italiani, in alcuni Stati americani hanno superato l’assurdo e il paradossale, assumendo tratti da letteratura distopica di impronta orwelliana.
La mattina del 7 novembre i Dem hanno fatto scendere in campo una portentosa schiera di avvocati di derivazione finanziaria, cioè Azzeccagarbugli bravi nella manipolazione di realtà fotografate dai numeri e dal potere e, con artifici giuridici posti in essere nell’alveo della compiacenza di magistrati inquirenti nominati in epoca Obamiana, hanno riaperto i conteggi, anche dove il candidato sconfitto si era riconosciuto tale facendo la tradizionale telefonata al vincitore. I fatti, su cui i Media sostanzialmente sorvolano, stendendo un velo di compiacimento “godimentoso”, sono questi:
qualcuno, non si sa come e perché, ha tirato improvvisamente fuori, il 7 di novembre, scatoloni di voti in più che sarebbero arrivati per posta e non sarebbero stati conteggiati il 6 di novembre e, con l’appiglio di norme di carattere eccezionale ( come ad esempio il singolo voto che, per motivi straordinari, come la morte di una madre o l’incidente stradale, non fosse stato inviato entro il giorno di scadenza ), hanno sovvertito il senso delle urne del 6 di novembre in alcune cruciali competizioni. In questo modo è accaduto che il Senato dell’Arizona ha visto l’attivista gay e bisex Kyrsten Sinema trionfare sulla donna pilota Martha McSally, che la notte del 7 di novembre, al 100% dello scrutinio, era stata data 1 punto % pieno avanti e che, non si sa come e perché, un Giudice ha battuto assegnando l’1,7% di voti in più alla candidata Dem! Stessa identica cosa, guarda tu che combinazione, sarebbe accaduta sia in Georgia, uno Swing State dove la riccioluta pupilla di colore di Oprah Winfrey era stata battuta di oltre un punto dal candidato Repubblicano, e in Florida, dove sarebbero comparsi dal nulla altri innumerevoli scatoloni di voti postali zeppi di voti, guarda caso, solo per i Democratici. Forse in Florida, alla fine, il colpo di mano non riuscirà , ma solo perché i Repubblicani hanno schierato antiche sapienze italoamericane, oltre ad una schiera di Azzeccagarbugli, nella contesa non più politica, ma tutta fatta di cavilli legali e truffe in guanti di velluto lawyer chic.
Trump, dopo aver licenziato in tronco il ministro della Giustizia, un cospiratore connivente con questi giudici eversivi e con studi Legali Dem, e dopo aver patito il furto in Arizona, causato, in verità, anche dal tradimento di gangli di potere Repubblicano locale legati al deceduto McCain, oltre che al cospiratore Ministro della Giustizia (l’Arizona era lo stato di McCain), ha capito, in ritardo, di dover fronteggiare una furia giacobina e truffaldina da parte dei Democratici nominali, ma non certo sostanziali, che mai si era vista in America, o meglio si era vista solo nell’America del Sud o in alcuni paesi africani ed europei su cui Soros aveva agito a modo suo. Anche altri membri importanti dello staff presidenziale hanno cospirato , e per questo si renderà necessaria l’introduzione di un’epurazione in guanti rosa attuata da Melania Trump, che i Media hanno maggiori difficoltà ad attaccare rispetto a Trump.
Lo scopo ideologico e politico di Soros è quello di attuare nel Mondo una mescolanza etnica e culturale forzandola a suon di colpi di mano , colpi di spread, colpi di stato e colpi di mortaio, ove necessario, già eseguiti in maniera scientifica dall’Amministrazione USA ai tempi di Barack Obama, il primo cameriere della Finanza Dem. Wikileaks, trafugando e rendendo pubbliche, oltre due anni fa, decine di migliaia di email dei politici finanziati da Soros, Hillary Clinton in testa, aveva svelato questi disegni, sminuiti dai fan della globalizzazione e dai pusillanimi con il prosciutto sugli occhi , come fantasie complottiste a cui non credere per la paura di dover maturare consapevolezze sgradite.
Da questo quadro dell’ultima settimana i Democratici escono ringalluzziti anche alla luce della fittizia ridiscesa in campo di Hillary, che in realtà è una teatrale pantomima finalizzata alle primarie, nel senso di tirare la volata alla prima futura donna Presidente a cui Hillary cederà lo scettro di Regina Dem, che non sarà Nancy Pelosi, né Elizabeth Warren e nemmeno Oprah Winfrey, bensì Michelle Obama .
Che bello! Finalmente l’orto della Casa Bianca sarà ben curato e la nostra Botteri sarà più tranquilla quando potrà raccontarci la politica narrandoci, innanzitutto, di pomodorini e ravanelli colti con le mani di Michelle. Ciao ciao Sogno americano di Libertà, Giustizia e Democrazia.
Ancora peggiore è però la situazione nel Regno Unito, che anticipa una identica situazione in Italia.
La May ieri ha partorito un accordo di Brexit con l’UE che ha dell’incredibile, perché di fatto non c’è nessuna Brexit . In pratica c’è un sostanziale rimando al 2020 che sa tanto di vera e propria presa per il culo, un po’ come il nome Partito Democratico, che sfacciatamente insegue la non democrazia dell’oligarchia UE. Questo accordo di sottomissione britannica all’UE svela il disegno strategico a tela di Penelope, nel senso di risolvere il pesante problema politico confidando in un mutato quadro internazionale, cioè aspettando Ulisse, che in questo caso sarebbe il ritorno dell’orto catartico alla Casa Bianca nelle sapienti mani di Michelle Obama, il sogno dei Media Mainstream, per poi rifare un nuovo referendum in UK, magari cercando di importare certi know how che i Democratici di Soros stanno sperimentando al termine delle Midterm. Boris Johnson e Farage da un lato, Corbyn dall’altro, sono sconcertati, ma la strategia della May non è velleitaria, bensì lucidissima, chiarissima e spietata: giocarsi tutto in Parlamento in una logica che prevede il classico: vi mangiate tutti questa minestra, oppure, le cose le ho messe in un modo tale da buttarci tutti quanti dalla finestra. Cosa faranno? Non lo so, ma forse alla fine chineranno il capo rimandando al 2020 sperando che Ulisse non ritorni.
Ciao Ciao anche alla più antica Democrazia al Mondo.
Perciò, riguardo all’Italia, non facciamoci illusioni di poter stare tranquilli e poterci salvare con la nostra Democrazia, bensì prepariamoci a difenderla e a salvarla dai sedicenti Democratici. Già in Parlamento stanno iniziando ad accadere cose strane, con il ventre molle del Governo, l’ala della sinistra comunista dei 5 stelle , che combina pasticci chiedendo cose impossibili sulle infrastrutture e inciuciando in Parlamento. Quello che accade è il portato dei tentativi di stritolare la manovra governativa in una dimensione europea, con ciò palesando il desiderio di schiantare un Governo e una piattaforma Parlamentare dai tratti rivoluzionari. Di Maio e Salvini reggeranno l’urto?
A tutti è chiaro il senso giallo verde di un allaccio al Popolo e alla Nazione che riflette la ribellione verso le élite della Globalizzazione , di cui Brexit e Trump hanno dato quello spessore politico in Occidente, che i Dem stanno cercando di erodere anche con qualche risultato ottenuto disprezzando la Democrazia con fatti oltre che con parole. I Dem hanno sempre meno voti, ma non sono sconfitti, e la loro idea di una Democrazia senza coinvolgimento concettuale del popolo, cioè ridotta ad un dato formale patinato e chic, senza sudore, carne e sangue, è viva e vegeta nei Palazzi di governo di Washington e Londra.
Non oso pensare cosa possa accadere in Italia se Trump e la Brexit fossero sconfitti nel 2020, ma mi preparo a tutto, anche a dover fronteggiare, come dovrebbe fare ogni Italiano Libero e Forte, il disegno di un Governo di Mattarella con Cottarelli Primo Ministro, Bonino ministro degli Esteri, Monti all’Economia, Fornero al Welfare State e Laura Boldrini agli Interni. Non so cosa pensiate voi, ma per quanto mi riguarda dico a lorsignori di non farsi illusioni: Ciao ciao Democrazia e ciao ciao Italia, gli italiani non lo diranno mai.
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