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Gianmarco Landi
Unione Europea vs Sovranismo16 min di lettura

G7 e Sovranità, Germania Kaput!

L'analisi geopolitica di Gianmarco Landi fa luce sulla perdita di sovranità tedesca con il ritorno operativo, nel marzo 2020, della SHAEF Law e la conseguente presenza dei militari USA di Defender Europe 20. L’autore collega pandemia, G7, OMS e crisi dell'UE a un riequilibrio di potere guidato dagli Stati Uniti di Donald Trump contro la plutocrazia globalista e la leadership di Angela Merkel. All'analisi dei fatti si evince che l'ONU e l'Unione Europea sono già in scadenza storica.

Con questo articolo spiegherò, nel dettaglio tecnico, in quali sensi lo stato della Germania sia stato “rotto”, ed esca dal “giochino” di questa pandemia indotta dall’OMS, da cui evidentemente i tedeschi pensavano di trarre vantaggio, in condizioni, invece, precarie. Vi avverto che la comprensione di questo articolo non è immediata, poiché occorrono alcune conoscenze di contabilità nazionale, di finanza, di diritto e, soprattutto, di storia, tuttavia in 10 minuti di lettura vi darò nozioni basilari e fonti sufficientemente precise, affinché possiate conoscere questa pagina di Storia scritta nelle stanze segrete del potere nelle ultime settimane.

Quello che avviene di importante nel Mondo, di regola, non è raccontato, oppure viene narrato alle masse distratte molto lentamente, e con gli spigoli così ovattati che non se ne scorgono più le reali forme. E’ così, e sarà pressappoco così per sempre, poiché la verità nuda e cruda squassa, squilibra e può creare danno a tutti, come in questo caso della Germania, il cui Stato è stato svuotato di forza sovrana in ambito internazionale. Nessuno ha interesse a distruggere la Germania o a mortificare Angela Merkel retrocedendola al livello di una lavascale in rappresentanza di un grande popolo, come giustappunto è quello tedesco, tuttavia, in politica si danno e si prendono, e la Merkel dal 15 marzo ha preso una carica di “botte” da lasciarla piena di “lividi” e di meraviglia, che mi accingo a raccontarvi.

Questi “colpi” di durissima lotta geopolitica e finanziaria, inferti con lucida freddezza tecnica allo strapotere della Germania degli ultimi anni, sono stati posti in essere solo perché, da alcuni mesi, Trump ha preso un reale controllo delle leve di potere americano (Deep State) e, ribaltando il Russiagate in Obamagate, ha coartato i propri avversari nel panico di una chiusura in difesa in condizioni di inferiorità posizionale. La “Regina” di Trump è l’Esercito USA, ed essa sta imperversando nello scacchiere dell’UE, per questo la Merkel, non avendo più coperture a Washington, annuncia di non voler partecipare al G7 di fine giugno, consegnandoci una cartina al tornasole molto indicativa di quanto stia effettivamente accadendo.

Sia però chiaro a tutti: il fronte politico, finanziario, culturale di massa e massonico d’élite, con il cappello blu dei Democratici americani in testa, è ancora potentissimo; tuttavia, se il Re della Globalizzazione, Barack Obama, si trova improvvisamente sotto scacco e, forse, senza più pedoni che si sacrificheranno per difenderlo nelle audizioni al Senato, tutti i pezzi della Globalizzazione rischiano di capitolare con effetto domino.

Gli ultimi tre mesi di avvenimenti, quindi, hanno visto ribaltare completamente gli equilibri nel Mondo, e la foto dell’ultimo G7, in cui la Merkel aveva cercato di intimidire Trump con una dinamica sociale da capobranco della Globalizzazione, come nella famosa foto sottostante, è un pallido ricordo, tanto che è assolutamente comprensibile perché il leader politico dei tedeschi non voglia recarsi al G7, cioè per non essere mortificata oltremodo da un contesto oggi schiacciante, e che, con una sua assenza, potrebbe costituire un errore in capo a chi deve e può vincere, ma, nell’atto di stravincere, potrebbe crearsi problemi in futuro.

Ma entriamo nei fatti.

Tutto quanto detto di seguito è ampiamente noto agli esperti in materia ed a chiunque approfondisca un po’, con l’unica accortezza di non limitarsi a quanto riportato su wikipedia o scritto da incompetenti.

Per cominciare, partiamo dall’anno 2002, quando fu introdotta la zona euro e la Germania poté diventare paese leader d’area, anche se nel diritto internazionale rimase, come sanno tutti gli appassionati di storia, una potenziale colonia d’occupazione degli Stati Uniti, con governo provvisorio del Secondo Reich in essere. In questi anni, i leader tedeschi hanno cercato di restaurare la piena sovranità attraverso l’applicazione di leggi internazionali che, però, per varie ragioni, non sono mai state realizzate.

Nei fatti concreti, tutti abbiamo pensato ad una riunificazione ottenuta dalla Germania dopo il crollo del muro di Berlino, e così è stato nella sostanza, ma questa “nazione” non si è mai data una vera Costituzione, ma soltanto una temporanea Legge di base (Grundgesetz) scritta originariamente nel 1948 sotto l’egida delle forze d’occupazione militare USA ed intesa ad applicarsi alla sola Germania ovest. L’Unificazione di Helmut Kohl intervenuta nel 1990, infatti, è stata un’annessione dei 5 lander dell’Est, che fino ad allora avevano composto la DDR, aggregandoli agli 11 lander dell’Ovest, senza nessun passaggio elettorale dal Popolo; e con una modifica della Grundgesetz operata in senso verticistico e in forme democratiche totalmente rabberciate. In maniera politica equivalente, anche Adolf Hitler annesse l’Austria alla Germania quando attuò l’Anschluss il 12 marzo 1938, anch’egli con l’assenso dei vertici politici austriaci. Perciò, l’eccezione che la Grundgesetz non sia affatto una Costituzione della Germania unita, oltre che giuridicamente fondata, poiché Costituzione in tedesco si traduce con Verfassung, ed il diritto esige perfezione nell’uso dei termini che esplicano diverse situazioni di diritto, è una questione politica dirompente molto complessa da spiegare ai non appassionati a tali materie.

Nel diritto internazionale e nelle modalità di articolazione della contabilità nazionale, cioè in quei processi contabili e finanziari che avvengono tra differenti stati e mercati, la Germania ha potuto ritornare ad esistere come entità sovrana in ragione di un silenzio assenso esercitato dai vincitori della II Guerra Mondiale, a cominciare da Washington. Giova considerare che il Mondo occidentale, nei primi anni ‘90, era pervaso dell’ideologia di una seconda Globalizzazione (la prima fu tra la fine dell’800 e i primi del ‘900), e i pensatori mondialisti vedevano, nel futuro del Vecchio Continente, una Costituzione per tutta un’ Europa, non solo economica e finanziaria, ma anche politica, e perciò l’UE avrebbe dovuto consentire di superare il problema della mancanza di una Costituzione democratica per lo Stato tedesco, costringendo la Germania ad operare proprio in tal senso europeista, anche per sanare la summenzionata pendenza.

Ma dopo la vittoria della Brexit di 4 anni fa, confermata dalla perentoria affermazione di Boris Johnson di quest’anno, e dopo la vittoria di Trump nel 2016, entrata nel vivo solo con il recente fallimento del Russiagate e il suo ribaltamento che ha permesso l’assimilazione della FED al Tesoro USA, spiazzando così tutti i grossi banchieri, si è iniziata a ballare tutta un’altra rumba al centro della pista. Due passi di danza molto spettacolari, che hanno fatto andare Angela Merkel con il culo per terra, sono stati l’operazione Defender Europe 20, e lo stralcio del Trust Corporation dello Stato tedesco dal registro SEC, entrambi accaduti il 14 marzo 2020. Si tratta di due aspetti molto complessi che cercherò di sviscerare con chiarezza.

Il primo passo è di radice storica e giuridico internazionale, e attiene la sconfitta della Germania nel 1945 nei suoi obblighi verso l’Ordinamento Mondiale. Il secondo, ha natura tecnico contabile e politica, e riguarda la funzione giuridica e finanziaria attraverso cui uno stato esiste e può agire negli scambi economici vigilati in un sistema capitalistico poggiato sul dollaro della FED (Federal Reserve), e sui registri della SEC (Security Exchange Commission), un’agenzia formalmente americana istituita negli anni susseguenti al crollo dell’economia mondiale del 1929 da Roosvelt. Entrambe le sortite sono due pregiudizi arrecati, con lucida perfidia, alla sovranità dello Stato tedesco che, come ogni altro, non sussiste in ragione esclusiva del proprio Ordinamento interno, cioè del Diritto Positivo, ma in forza del Diritto Internazionale e dei negozi giuridici di Diritto Naturale in essere in raccordo con gli altri stati.

Nei registri SEC gli stati sono concepiti e costituiti in Trust Corporation e, se non ci sono, significa che non sono riconosciuti dal blocco che comanda nel Mondo, ovviamente sulla base di rivendicazioni di diritto internazionale suffragate da un esteso negoziato attinente il Diritto Naturale. Inutile spiegare che, quantunque la Merkel sia, senza dubbio, il leader dei tedeschi, la situazione internazionale in cui è precipitata la Germania può far saltare la sua leadership obtorto collo, perché una qualche sua impuntatura contro i leader o gli interessi americani, russi o inglesi, può procurare la disarticolazione del funzionamento dello Stato tedesco, soprattutto nel senso di tutela delle persone giuridiche, grandi aziende in primis, che, per prosperare, si rapportano con l’estero e nel Mondo, e che sono tante, molto grandi ed importanti, nonché legatissime agli Stati Uniti d’America. Considerate che soltanto 4 stati ad altissima conflittualità con gli USA (come l’Iran ad esempio), non sono inclusi nel registro della SEC.

Per capire l’intreccio tra storia, finanza e diritto, dovete considerare lo sfondo di un grosso stock di debito pubblico pregresso, una delle principali cause della crisi del ‘29 e della 2ª Guerra Mondiale; non onorato dai tedeschi grazie ad una rete di banchieri che dal 1933 appoggiò Hitler e lo indirizzò con acume plutocratico.

La plutocrazia è stata definita dagli antichi greci come il predominio nella vita pubblica di gruppi finanziari che, grazie alla disponibilità di enormi quantità di denaro, sono in grado di influenzare in maniera determinante gli indirizzi politici della polis, rendendo assolutamente ininfluente, o comunque marginale, l’esercizio del potere politico ufficiale.

La plutocrazia può essere esercitata in Democrazia, e non solo. Infatti Hitler aveva sempre creduto di poter governare contro la plutocrazia, fino al momento in cui la pace con il Regno Unito non arrivò, sebbene lui avesse unificato l’Europa, e non soltanto di testa propria; e si accorse di essere stato tratto in inganno da chi aveva dimostrato di essere ancora più diabolico di lui, cosa, per altro, difficilissima. A quanto aveva prospettato ad Hitler la sua rete di relazioni americane, che comprendeva gli Warburg, i Rockefeller, i Rothschild e alcuni loro soci, attaccando Stalin e rompendo il patto Molotov-Ribbentrop, mai gli Stati Uniti avrebbero dichiarato guerra alla Germania, ma noi sappiamo che non fu assolutamente così.

Giova che consideriate come l’ambasciatore USA a Londra, attraverso cui Winston Churchill riuscì nei propri intenti di far scendere gli Stati Uniti in guerra al proprio fianco, si chiamava Joseph Kennedy, ed era stato il primo presidente della SEC. Suo figlio divenne presidente degli Stati Uniti nel 1960, con progetti di governo ostili alla plutocrazia, fin quando il cervello non gli fu spappolato a Dallas, una triste mattina del 1963.

Questo aspetto è molto importante per capire il forte legame contorto e violento, tra finanza e politica, ma anche altri cruciali aspetti molto attuali, perché, se i tedeschi oggi si ricostituissero come eredi della Repubblica di Weimar e non del Terzo Reich, così come dovrebbe essere, si ritroverebbero la pretesa altrui di conteggiare a debito nazionale un’emissione JP Morgan per lo Stato Tedesco di 110 milioni di dollari di Bond a valore facciale del 1924 con pagamento in valore oro, e che, con gli interessi per 96 anni tutti ricapitalizzati, ammonterebbe come minimo a 1.000 miliardi di dollari, a voler essere molto magnanimi con i tedeschi; perché ci sono perizie finanziarie che arrivano a calcolare finanche 2.000 miliardi usando criteri di capitalizzazione più onerosa. Questa cosa non ha nulla a che vedere con i debiti di guerra relativi ai disastri di Hitler.

D’altronde la Germania della Merkel ha dimostrato in questi anni di essere apprezzabilmente “tedesca” quando si è trattato di calcolare i debiti della Grecia o gli zero virgola di disavanzo del bilancio italiano, ma per sé stessa, nel senso di risolvere le proprie pendenze giuridiche e finanziarie, ha saputo riservare un Inno alla Gioia dimentico delle sonorità di Beethoven, prediligendo le parole di una famosa tarantella napoletana contro la guerra:

“…. chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, scurdammoce o passatu, simmo’ e Napule paisà… ” (Peppino Fiorelli, 1944, Simmo’ e Napule, paisà’).

Questa tarantella, evidentemente, non piace a Trump, Putin e Johnson e, poiché non esiste un formale trattato di pace tra la Germania e gli Alleati condotto dagli Stati Uniti, la sovranità della Germania è stata compromessa facendo irrompere una presenza militare americana ai sensi di un quadro normativo ben preciso. La Germania, infatti, dal 14 marzo 2020 deve sottostare alla sovranità di una conduzione gerarchica di leggi d’occupazione U.S.A., ossia lo SHAEF Law (Supreme Headquarters Allied Expeditionary Force). Per comprendere quanto dico basta osservare come i soldati giunti in Germania da pochi mesi, sotto la copertura della missione Defender Europe 20, abbiano sussidiato il marchio della missione sul proprio vestiario con il vessillo di guerra della spada infuocata dello SHAEF Law; ovviamente non per fare un’invasione o ammazzare qualche nemico, ma per rivendicare una situazione di diritto internazionale puntellandola con la propria necessaria presenza fisica. Da qui scaturisce la sospensione di Schengen con chiusura dei confini, ovviamente non decisa dalla Merkel. Su Wikipedia e Google troverete tutto quanto sullo SHAEF.

( https://it.wikipedia.org/wiki/Supreme_Headquarters_Allied_Expeditionar y_Force ).

Devo scendere nei dettagli per chiarire i contorni. In realtà, lo SHAEF Law avrebbe dovuto rimanere effettivo per 60 anni dal 1945, ed è questo anche il motivo per cui, nella prima metà degli anni 2000, si è accelerato con il processo di unione monetaria e finanziaria, ritenendo il vincolo a darsi una Costituzione secondo lo SHAEF Law, che avrebbe dovuto essere promulgata entro i 60 anni, superabile nei fatti. Inutile specificare che tutto ciò era in linea con i disegni del Nuovo Ordine Mondiale dominante a Washington nella direzione di unificare l’Europa per farne un pivot tra America e Cina, e così meglio consolidare un Governo Unico del Mondo. Non è quindi solo una mancanza tedesca, ad onore del vero, se il Quarto Reich non si è mai dato una Costituzione, così come anche la principale Istituzione finanziaria privata europea, la Deutsche Bank, non è stata depravata dai derivati solo a Francoforte, ma soprattutto da New York, in piena armonia con le due silenti piazze svizzere (Ginevra e Zurigo), sedi privilegiate degli Illuminati. Tuttavia quello che ora conta è che i generali USA, su input dell’Amministrazione Trump, ovviamente, abbiano potuto rivendicare il mancato rispetto dello SHAEF Law, quindi la mancata cessazione di esso. Il carattere della pretesa non è pretestuoso se si coglie l’arroganza nell’esercizio politico contundente dei tedeschi leader dell’ UE rispetto, non solo agli Stati Uniti, ma soprattutto verso i propri alleati più stretti, tra cui l’importantissimo Regno Unito, e il giardino americano sul Mediterraneo, ossia l’Italia, un giardino pieno di croci bianche con ragazzi americani sotterrati 75 anni fa, di cui molto male farebbe, chiunque, a dimenticarsi, magari pensando di poterlo fare cantando a squarciagola Bella Ciao a Bruxelles.

La questione tedesca è molto di più rispetto a quanto ho finora raccontato, ed è assai estesa nei suoi effetti mondiali, i cui epigoni si scorgono anche nell’atto di uscita di ieri degli Stati Uniti dall’OMS, il braccio sanitario dell’ONU. L’atto politico è pesantissimo!

La sanità e la chimica sono settori dominati dai tedeschi da sempre, e il salto gli USA lo fecero in questi ambiti economici solo quando, al termine della 2ª guerra mondiale, fu sfasciato il colosso IG Farben degli Warburg, dei Rockefeller e, quindi, dei Rothschild (erroneamente ritenuti ebrei e noti, agli storici avveduti, come khazari).

Fu questo giro industriale che creò il fenomeno Hitler proprio gestendo alla JP Morgan il problema del debito in oro (vedi bond JP Morgan 1924), con il solito schema del creare una serie di crisi, e fornire delle soluzioni a scelta per tutti, tendenzialmente una peggiore dell’altra per i malcapitati.

In quel periodo, circa 50 mila tedeschi di alto livello culturale, scientifico ed economico, si trasferirono dalla Germania Nazista negli Stati Uniti, occupando, in senso gramsciano, le casematte di potere con il fil rouge filosofico della Scuola di Francoforte, oggi alla base di astrazione dei Democratici e della loro sinistra radicale (Soros). Proprio condannando il loro pupazzo Hitler alla sconfitta, arrivò questo carrozzone di tedeschi internazionalizzati rinforzando la posizione d’élite in America dei Khazari, i quali, con l’economia di guerra e i campi di concentramento si fecero le budella d’oro. Furono queste élite con base in America, e a capo della FED, a sfruttare 5 milioni di ebrei deportati negli stabilimenti della IG Farben antistanti tutti i campi di concentramento. La multinazionale, che oggi è un cartello chimico farmaceutico incluso in due trust di diritto internazionale, aveva realizzato, negli anni ‘40, tutti i campi di concentramento in pieno accordo con le SS e aveva fornito, finanche, lo Zyklon B, l’insetticida per gasare i lavoratori resi ormai inutili dalle fatiche oppure, in decine di migliaia di casi, abusati con sperimentazioni farmacologiche, eugenetiche e di altri raccapriccianti esercizi scientisti.

Tutto ciò ha grande attinenza con i guai dei giorni nostri, dato che la forza economica del Regime di Hitler fu incardinata in un grumo di poteri industriali, chimici e farmaceutici ripuliti con la farsa di Norimberga, mediante la quale solo due irrilevanti dirigenti della IG Farben si fecero qualche anno di carcere, e tutto fu posto alla radice dell’attuale cartello di multinazionali che governa l’OMS.

Quindi capite che il feeling tra OMS, Democratici USA, Merkel (la Germania ha gestito meglio di tutti questa specie di pandemia) e gli ultimi arrivati, ossia gli utili idioti della dittatura cinese, non è che si possa prendere come una fantasticheria complottista, né si possano avere degli imbarazzi a pensar male nel timore di commettere peccato.

Inoltre giova sapere che l’ONU fu fondata nel 1945 da un’associazione di nazioni che in origine, cioè nel 1942, si aggregarono in 26 Stati per battere i tedeschi (Nazisti). A Partire dal 1944 la coalizione ONU crebbe con grande afflato di potere massonico e integrò anche le élite di riferimento degli sconfitti, i quali si trasferirono in USA, includendo tanti altri stati, ma l’ONU, nel suo statuto, contiene tuttora esplicite “clausole per gli stati nemici” (Articolo 53 e 157) che esplicitano la Germania come nemico dell’ONU, cioè un nemico della Pace.

Quello che non tutti sanno è che l’ONU fu istituita con una precisa scadenza, e avrebbe dovuto esser sciolta proprio con la normalizzazione democratica della Germania, in chiarissimo ancoraggio agli adempimenti dello SHAEF Law di cui vi ho detto. Se ne deduce, quindi, che la Bundes Republik Deutschland (il vecchio Stato della Germania Orientale) non può essere ritenuto il legittimo erede del Secondo Reich Tedesco, e da qui si comprende il forte dispiegamento di soldati USA in Germania e Polonia negli ultimi mesi, nonostante il coronavirus, e lo stralcio del trust dello Stato tedesco dal registro della SEC.

Lo sconvolgimento è davvero grande poiché, per tutti i summenzionati motivi, leciti, legittimi, politici, nonché supportati dalla forza militare ed economico finanziaria del Governo degli Stati Uniti, con appoggio del Regno Unito e della Russia, si ricava un’altra pesante conseguenza futura: i trattati internazionali istitutivi dell’Unione Europea sono totalmente pregiudicati e con futuro incerto, in ragione dell’assenza di capacità negoziale di qualsiasi leader tedesco che non si sia messo a posto con le pretese degli USA, del Regno Unito e della Russia le quali, all’unisono tra loro, di Unione Europea non vogliono più sentir parlare.

Gli alti magistrati tedeschi, infatti, capiscono tutta la precarietà in cui versano da anni, e non è un caso se poche settimane fa sia spuntata fuori quella sentenza choc sui titoli di debito pubblico europeo, cioè quella fucilata alla schiena delle autorevolezze politiche di Merkel e Von Der Leyen, tra lo stupore dei giornalisti del mainstream ridotti a condurre una narrazione sempre più scevra di evidenze fattuali e radici storiche, e condannata alla reticenza per nascondere il collasso della plutocrazia che li ha ”formati” e messi a libro paga.

L’Unione Europea, al netto degli sbrodolamenti retorici, è stata un’operazione finalizzata all’esercizio del potere plutocratico sovranazionale, e un approfondimento sull’UE e sulle grandi banche messe sotto scacco, a cominciare dalla Deutsche Bank, è necessario per poter capire tutto quello che succederà da qui ai prossimi mesi. Ma tutto questo sarà materia di un prossimo articolo.

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