ELOGIO ALLA FOLLIA DEL DEFAULT FINANZIARIO
In questo articolo Gianmarco Landi presenta il default tecnico degli Stati Uniti come un evento capace di far crollare l’attuale sistema finanziario globale dominato da debito e multinazionali. L’autore sostiene che una crisi apparentemente distruttiva possa trasformarsi in un'occasione storica per ridimensionare le élite finanziarie e riequilibrare il capitalismo occidentale.

E’ da oltre un anno che suggerisco ai miei follower di togliere i soldi dalla borsa e non investire in cripto valute, la cui logica è, in netta prevalenza, pari a quella delle monete fiat. Chi non lo ha ancora fatto, prima o poi se ne pentirà. Gli Stati Uniti avranno un default tecnico dettato da un debito di oltre 31 Trilioni (T= 1.000 Miliardi) su cui non è possibile pagare gli interessi. Questa situazione è una bomba ad orologeria che fermerà l’economia statunitense e quella europea, ad essa avviluppata, tramite i trattati UE, in grovigli di interessi apolidi con base negli Stati Uniti. In un Mondo comandato dai grandi banchieri questa ipotesi del default USA non sarebbe possibile, e perciò tutto dovrebbe essere sistemato con una finanza politically correct. Ma il Mondo di adesso è ancora totalmente “comandato” dai Grandi Banchieri? Secondo me non più, ma, nel caso mi sbagliassi, mi sbaglierei per molto poco ancora.
A mio avviso emergerà presto la volontà del governo degli Stati Uniti di non effettuare pagamenti di interessi in tempo, e ciò scatenerebbe un effetto domino devastante per il sistema capitalistico occidentale. Il blocco di 500 multinazionali S&P, indebitate con la stessa logica dello stato USA, andrebbe in default, ma, a differenza degli USA, quasi tutte le multinazionali potrebbero effettivamente fallire e/o essere scalate facilmente o, meglio ancora, perdere prestigio, considerazione della gente e quota di mercato. In un conflitto “verticale”, quale quello innescato con il tentativo di realizzare i piani del Great Reset, ai sensi dell’Agenda di Davos, Davide potrebbe battere Golia proprio in questo modo.
Gli Stati Uniti hanno raggiunto il tetto del debito a gennaio costringendo il segretario al Tesoro Yellen a fare manovre per non sforare il limite di 31 trilioni; al momento senza riuscirci! Ciò significa che questi “titani” dell’Occidente, cioè i grandi banchieri e i grandi CEO delle multinazionali, sono ballerine in punta di piedi sull’orlo di un precipizio, mentre imperversa una tempesta. Secondo me cadranno tutti come in una narrazione biblica o di epica classica: più “too big to fail” credevano di essere, più maestoso sarà il tonfo che faranno. I potenti “titani”, comunemente denominati membri dell’élite finanziaria, non sembrano avere più dalla loro parte il Congresso USA, il quale avrebbe dovuto alzare il tetto del debito e continuare a rimandare lo scoppio di una bolla molto più grande dell’economia occidentale. Almeno un ramo del Congresso, la House, non è più governato dai Democratici in dialettica finzione con i Rino (repubblicani al servizio del NWO), ma vi è tanto di più da considerare: le altre due potenze mondiali, la Cina (potenza economica) e la Russia (potenza militare), non soltanto non sono più sotto la forte influenza delle élite occidentali, ma sembrano sfacciatamente a loro ostili! Perciò è lecito chiedersi cosa succederà, senza escludere un’apocalisse del sistema capitalistico occidentale.
I grandi banchieri si aspettano un accordo per non far scoppiare tutto, perché altrimenti si passerebbe dall’impero della menzogna a quello della follia; e nel loro modo di vedere le cose, storicamente affermatosi negli ultimi 400 anni, la menzogna batte sempre la follia. A mio avviso questa volta non sarà così, perché la follia ha un senso profondo ed è una strategia divina! Oggi, infatti, il CEO della Bank of America, Brian Moynihan, durante un intervento in diretta alla CNN, ha detto che la sua banca si sta preparando al default degli Stati Uniti. Il banchiere ha constatato il raggiungimento del tetto del debito federale, e la non risoluzione dello stallo tra governo e Congresso sulla necessità di innalzare il tetto dagli attuali 31.4 trilioni, raggiunti a gennaio, fino ad una soglia che scongiuri lo scoppio della “bomba atomica” alla base del Sistema capitalistico occidentale, che, giustappunto, è costituita dagli Stati Uniti d’America. Scusate se è poco!
So che a molti l’idea di salvare l’Occidente attraverso la follia di una crisi finanziaria apparirà non ragionevole, ma ricordo un aforisma di Erasmo da Rotterdam:
Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida e visionaria follia.
https://www.gianmarcolandi.it/blog/elogio-alla-follia-del-default-finanziarioContinua a leggere
Nuovo Sistema FinanziarioCOME FUNZIONA LA LONDON DEVIL MARKET ASSOCIATION
Nell’articolo “Come funziona la London Devil Market Association", Gianmarco Landi, parafrasando la London Bullion Market Association, svela come questa associazione determini i prezzi di oro e argento manipolandoli con contratti finanziari privi di sottostante fisico. Attualmente, “per ogni 391 kg di argento scambiati sul mercato, soltanto uno è fisico”, mentre per l'oro il rapporto è di “146 a 1” tra metallo cartaceo e metallo reale. Inoltre, alcune grandi istituzioni finanziarie, come la JP Morgan, hanno utilizzato tali strumenti per contenere artificialmente la crescita delle quotazioni dei metalli preziosi, con lo scopo di tentare di “ostacolare il cambiamento del Sistema Finanziario incentrato sul dollaro, la FED e le banche.”
Nuovo Sistema FinanziarioIL RITORNO ALL’ORO
Gianmarco Landi interpreta l’intesa tra Stati Uniti e Cina come l’avvio di un nuovo ordine finanziario fondato sulle stablecoin garantite dall’oro. Il Clarity Act, il dialogo Trump-Xi e il cambiamento al vertice della FED sono segnali di una trasformazione geopolitica destinata a ridurre il potere delle banche centrali tradizionali e degli storici apparati finanziari occidentali.
Nuovo Sistema Finanziario
