Gianmarco Landi e il 2023 come l’anno del nuovo mondo «ma solo per chi saprà…»
Un’intervista a Gianmarco Landi che interpreta il 2023 come un anno di svolta storica e spirituale per l’umanità. Tra dinamiche geopolitiche, crisi delle istituzioni occidentali e critica al politicamente corretto, l’autore descrive un processo di “svelamento” globale destinato a cambiare equilibri politici, culturali e finanche la percezione collettiva della realtà.

«Nel 2023 il mondo cambierà…» cantava profeticamente Dalida nel 1969. Domani sera (venerdì 13 gennaio, ore 21) Gianmarco Landi, analista finanziario e esperto in geopolitica ospite a Montecatini per un nuovo incontro organizzato dall’associazione Pistoia Nuova del circuito Città Nuove, partirà proprio dalle parole della cantante italiana, rivelatrici del mondo che verrà e a cui, in qualche modo, ci stiamo preparando. Certo il percorso non è semplice ma la percezione è quella di attraversare un momento storico epocale. Gianmarco Landi ne parla in anteprima su KartaCanta.
Dottor Landi, da analista, può dirci cosa sta succedendo al mondo?
Il mondo inteso come piano apparente, quello che noi percepiamo intorno, si sta rivelando a un livello di sincerità mai visto prima nella storia. I segni ci sono e sono evidenti. Tanto per fare un esempio, consideriamo «Spare», il libro del principe Harry. Dal mainstream è stato presentato come un atto rancoroso da parte del secondogenito della principessa Diana, ma solo il fatto che possa essere stato pubblicato un libro del genere, che mina la credibilità della famiglia reale britannica, prima era impensabile. Questo perché essa aveva una posizione di dominio e autorità incondizionata: tutte le categorie della filosofia liberale erano costruzioni dell’impero britannico. Dunque è in atto uno svelamento della verità. È una condizione che comincia a essere generalizzata ormai. Basti fare l’esempio del caos in Vaticano, dove si è appena celebrato il funerale di un Papa alla presenza di un altro Papa: non è mai esistito che esista un papa emerito e uno “ufficiale”, come se non meritasse di esserlo, a logica. Questo vale anche per l’agenda politica, basti vedere la dura sovrapposizione tra leader che c’è stata in grandi nazioni come gli Usa e il Brasile.
A proposito, c’è un legame tra le proteste di Capitol Hill e quelle attuali in Brasile?
Sì, certamente. Ma non riguardano solo le elezioni dei rispettivi presidenti. Tutto è legato, tutti questi fatti epocali sono collegati alla casa reale britannica per motivi anche storici. Anche le vicende che riguardano il Papa o il principe Harry o il Brasile. In particolare quest’ultimo, se andiamo a ritroso nel tempo, sappiamo che è stato colonizzato dai portoghesi, sì, che sottostavano agli olandesi e agli spagnoli, ma che tutto questo impero finì sotto i britannici nel ‘700. Il colonialismo olandese è stato infine patrocinato dai Reali britannici e da un sistema mutuato dalla bolla papale di Bonifacio VIII.
E questo cosa comporta?
In Brasile assistiamo a un presidente ufficiale, che è Lula, che si ritrova milioni di persone che non lo riconoscono e che a proprio rischio e pericolo scendono in piazza. E, esattamente come non è riconosciuto da una grande parte del popolo brasiliano, non è riconosciuto nemmeno da procuratori di giustizia, perché Lula non è stato eletto dal popolo, ma da una sentenza che non ha tenuto conto dell’atto di non concessione della vittoria da parte di Bolsonaro, come deve accadere in quel sistema maggioritario. Questa situazione ha un precedente importante nel 2020 con Trump. Stiamo assistendo dunque a uno svelamento di ipocrisie: come il Pentagono che dimostra di non riuscire tenere testa a Putin perché la situazione in Ucraina è comunque in mano alla Russia. Basti vedere il boomerang delle sanzioni che sono rimbalzate sull’occidente o l’Unione Europea che si sta avvitando su se stessa ridicolizzandosi continuamente, tra trolley pieni di contanti e corruzione, per non parlare di quanto ha sdoganato sul cibo a base di blatte e insetti. Questo dimostra ormai chiaramente di rivelare il carattere satanista di questa istituzione. Si pensa che la malvagità sia un concetto relativo e le istituzioni siano buone e sopra le parti. Niente di più sbagliato in questo momento storico. Qui si parla di una contrapposizione tra luce e oscurità, o tra bene e male o come vengono denominate queste due categorie in base ai gruppi che le definiscono. Siamo in presenza di veri e propri satanisti e ora è tutto alla luce del sole.
E l’Italia che ruolo ha in questo panorama?
L’Italia intesa come istituzioni non conta assolutamente niente. La premier Giorgia Meloni e il parlamento italiano servono solo da cane da pastore delle élite. Non decidono niente e si muovono nei margini dei limiti imposti da Davos. Purtroppo il nostro Paese è ancora accovacciato ai piedi di Davos, perché l’Italia è una delle nazioni più obbedienti ai vecchi padroni del mondo, piegata ancora ai gesuiti. L’élite italiana, come i gesuiti e alcune famiglie sono impigliate in una sconfitta che sta per arrivare e lo stesso Bergoglio è in grave difficoltà. Con la morte di Joseph Ratzinger c’è un grosso disequilibrio nella chiesa, tra quella vocata al giusto e al bene e la chiesa vocata al potere mondano. Non c’è un Papa che si occupi delle anime, dello spirito. In questi 3 anni sarebbe stato auspicabile fortificare lo spirito dei fedeli, invece Bergoglio è andato in direzione contraria: basti pensare alla messa in una piazza vuota, alle mascherine in chiesa, lui è un promotore del Grande Reset. In questo senso la chiesa è messa male. Poi abbiamo le istituzioni che non contano nulla. E il popolo che non si è dimostrato particolarmente intelligente in questo frangente: ha subìto più di tutti questa propria pochezza di spirito, anche se va detto che l’esposizione in atto scuote un po’ e c’è un certo risveglio. Qualche segnale c’è anche se siamo ancora un pochino indietro.
Ma questa non è roba da complottisti?
Ma essere tacciati di complottismo a questo punto è solo positivo. L’ignoranza diffusa si traduce nel complottismo di pochi, ma parlare di complottismo come si è fatto fino ad oggi non ha senso, perché i veri complottisti sono quelli che i complotti li fanno, con strategia e nella politica, non quelli che li riconoscono, perché magari son più svegli di altri.
Perché sostiene che il 2023 sarà l’anno del nuovo mondo “solo per chi saprà”?
Questa sera cercherò di spiegare come il politicamente corretto sia solo un modo per manipolare le menti usato dai veri satanisti. E qui non mi riferisco solo alla grande manipolazione fatta per far vaccinare la gente, ma vale anche per le altre abitudini che questi satanisti vogliono pericolosamente imporre: l’ultima, quella di mangiare blatte e insetti come fossimo rettili. Ma noi non siamo rettili. C’è quasi l’idea che l’essere umano debba essere più vicino alla dimensione del cervello R-complex, quello rettiliano, dove sono depositati istinti biologici di sopravvivenza, sesso, cibo. Ma abbiamo anche il cervello paleomammifero nella sfera tipica dei mammiferi e soprattutto degli esseri umani, che hanno uno spettro emotivo più ampio degli altri animali e poi c’è la parte esterna del cervello che è quella più qualificante che è la neocorteccia che ci permette il logos. Sta accadendo un vero e proprio attacco alla testa delle persone, perché il logos e la neocorteccia sono stati quasi disattivati con la manipolazione: c’è un intento di disattivare la parte mammifera, perché dovremmo nascere in laboratorio, senza emotività data anche da una madre e da un padre. Il tutto si riduce, secondo questi piani, a un’esaltazione degli istinti animaleschi cioè del cervello rettiliano, il che porta a conseguenze tragiche, come certe decisioni, tanto per fare un esempio, secondo le quali gli ammalati, non vanno curati ma soppressi, come volevano fare i nazisti.
Ma allora cosa cambierà nel 2023?
C’è una canzone, che Dalida cantava nel 1969, che dice che nel 2023 cambierà qualcosa nel cuore delle persone. Secondo gli studi, in effetti, ci sarà un cambiamento fisico secondo il quale il campo elettromagnetico nel cuore delle persone cambierà. La gente avrà un cuore più grande che porterà il coraggio di affrontare e sostenere psicologicamente la verità. Ne parlerò più approfonditamente nella serata dal vivo, ma tra il serio e il faceto posso citare la canzone premonitrice di un grande cambiamento: quando il cuore delle persone sarà capace di battere più forte e sostenere un campo elettromagnetico diverso, la realtà ci apparirà finalmente nella sua verità e quindi, come cantava Dalida: “il mondo cambierà, il sole scenderà su di noi”. La luce è in arrivo.
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