Skip to content
Gianmarco Landi
OBAMAGATE10 min di lettura

OBAMAGATE e COVID-19, attentato alla Democrazia

Un articolo di forte denuncia politica in cui Gianmarco Landi collega il cosiddetto Obamagate e la pandemia di Covid-19 a un tentativo di destabilizzazione democratica negli Stati Uniti. L’autore sostiene che apparati istituzionali, media e organizzazioni internazionali abbiano agito contro Donald Trump utilizzando soprattutto l'emergenza sanitaria e la censura informativa.

L’Obamagate è il tentativo di buttare giù Trump eseguito da parte dei vertici del partito democratico americano in alleanza con la frangia del partito repubblicano di riferimento dei Bush.

Per attuare il proprio disegno i congiuranti, guidati dall’ultimo presidente Barack Obama, nonché aiutati da sponde in Europa, soprattutto in Italia, hanno posto in essere scientifici esercizi di potere abusivo attraverso le leve del Deep State che, nel 2017 e nel 2018, era sotto controllo di Obama (Dipartimento di Giustizia, FBI, CIA, NSA e DNI). Dopo una dura “guerra di trincea” a Washington, la scorsa estate vi è stata l’acquisizione, da parte dei magistrati Barr e Durham, di prove scottanti in Italia che accusano finanche Obama; e subito dopo, in autunno, abbiamo visto progettare l’irrompere di una pandemia in tutto il Mondo, evento verificatosi in inverno, prima in Cina e, man mano, in tutto il Globo, trasformando lo scenario globale in una situazione emergenziale sanitaria. Questo evento catastrofico ci è stato narrato dall’OMS, dai comunisti cinesi e dai mainstream media, come un’evenienza sfortunata e naturale, a cui porre rimedio con implicazioni liberticide doverosamente necessarie, anche nel senso di decrescita economica infelice.

Ma è realmente come ci hanno detto i media, cioè tutto un incidentale riverbero di un’insalubre gastronomia cinese; oppure qualcuno, con molto pelo sullo stomaco, ha fatto guerra politica attuando un “avvelenamento dei pozzi”, azione di cui si parla diffusamente nei manuali di storia di strategie di guerra?

Ieri è comparso un articolo, di carattere prettamente scientifico, che smentisce la tesi degli scienziati cinesi tanto cari all’OMS e a chi li finanzia, cioè Bill Gates e le banche che, a loro volta, supportano il magnate informatico; oggi vocato alla salvezza dell’uomo mediante i vaccini.

L’articolo ha grande valore per due firme eccellenti: quella della biologa molecolare Alina Chan, e quella del biologo evoluzionista Ben Deverman, scienziati del Broad Institute di Cambridge, la cui unità di ricerca è affiliata all’Università di Harvard e al Massachusetts Institute of Technology, oltre alla scienziata cinese Shing Zhan dell’Università della British Columbia.

https://www.broadinstitute.org/coronavirus/covid-19

Secondo questo studio, il covid-19 non trova la sua origine in un fenomeno naturale, ma in un’attività di un qualche laboratorio. Gli studiosi hanno soffermato attentamente le proprie analisi sui dati genetici di pazienti cinesi in dicembre; dati che il Governo della Cina aveva sempre nascosto fino a poche settimane fa, peraltro agendo senza rispetto dei protocolli internazionali e con la copertura dell’OMS, reticente rispetto alle renitenze cinesi. In poche parole, a Cambridge hanno dedotto che il virus non scaturisce dal passaggio pipistrello uomini, cioè in maniera zoonotica, ma da uomo a uomo e, perciò, da un laboratorio. D'altronde, sin dal 2015, il Tg3 Leonardo, sulla base di alcuni articoli di Nature, aveva svelato che il coronavirus del pipistrello si era riusciti a trasmetterlo agli esseri umani proprio nei laboratori di Wuhan, suscitando polemiche ed indignazioni; perché i finanziamenti ai suddetti laboratori venivano proprio dagli Stati Uniti sotto l’egida politica di Barack Obama. L’ex presidente, nel 2016, dovette sospendere questi finanziamenti a seguito delle proteste che ne conseguirono e che, all’epoca, si giudicarono non fondate e lesive del progresso dello sviluppo dei vaccini.

Giova ricordare che, prima degli scienziati di Cambridge, anche un pool di scienziati indiani, e finanche un Nobel francese e un Nobel giapponese avevano espresso considerazioni di eguale tenore, però, poi mediante ritiri di pubblicazioni o comunicati dalla garbata etichetta politicamente corretta, tutti loro dovettero rivedere le proprie evidenze, non più “evidenti”. Tuttavia noi capiamo la responsabilità e il dovere di attenuare la portata dirompente, a livello di politica internazionale, di un’evidenza scientifica chiaramente accusatrice e offensiva la Repubblica Popolare Cinese.

Oggi, però, la pesantezza delle conclusioni dell’articolo scientifico citato, fa eco alle dichiarazioni di Trump di pochi giorni fa, il quale, anche ieri alla Fox, ha fatto sapere di avere ricevuto notizie su quello che è stato fatto a Wuhan in ottobre; e queste notizie su cui non si sofferma precisando alcun dettaglio, Trump ci dice che non sono buone.

Per quanto riguarda il nostro piccolo quotidiano, emerge ai nostri occhi tutto il valore della “Scienza Mainstream” infusa sul web dagli “esperti” globali, come, ad esempio, i debunker dediti da mesi al “sacerdozio” della censura in rete, predicando finanche la limitazione delle libertà di espressione altrui, attraverso perorazioni denominate fact checking. In realtà, i fact checking sono le loro opinioni, molto spesso superficiali ed ignoranti che, però, hanno un carattere lesivo della vita libera e democratica, perché il debunker pretende di esercitare censura e prevaricazione ergendosi a celerino per la lotta alle fake news. L'idea assume concretezza agghiacciante quando, con veste apparentemente legittima, lor signori si fanno nominare dal Governo italiano nel ruolo ufficiale di poliziotti per la tutela dell’ordine e dell’igiene intellettuale. Come si direbbe nella periferia di Roma:

- Ah Hitler e Stalin, scansateve! Che arriva Her debbanker!!

Ma, così come esiste la criptonite per Superman, esistono gli scienziati di Cambridge che sostengono una tesi “fake news”, pubblicandola come un’evidenza scientifica!

Cosa diranno ora i nostri eroi?

Infatti la Scienza che è stata propalata dal succitato articolo colpisce il politically correct, una creazione politica del Nuovo Ordine Mondiale, distruggendone la narrazione sul Covid-19 diffusa negli ultimi mesi. Oggi la Scienza dice:

“I dati genetici disponibili non evidenziano la capacità di trasmissione del virus da parte delle specie presenti nel mercato di Wuhan”, e ciò significa, come peraltro Mike Pompeo e Donald Trump hanno già dato ad intendere, che qualcuno a Wuhan ha diffuso il covid-19, proveniente da un laboratorio, tra gli esseri umani.

Nei prossimi mesi sarà compito dei Servizi Segreti e delle Polizie internazionali, che setacceranno milioni di email, conversazioni telefoniche e filmati di telecamere, stabilire se il genocidio in atto sia avvenuto a causa di un incidente colposo, oppure in maniera dolosa, al fine di favorire un disegno liberticida e golpista.

Sui portali 4chan e Q, che sono ospitati su infrastrutture hardware informatiche militari e, perciò, a mio giudizio, in una qualche misura attendibili, era stata asserita l’origine dolosa della pandemia. Secondo un dettagliato racconto, una scienziata cinese dell’OMS (con nome e cognome), il cui istituto era stato fortemente finanziato per anni dall’Amministrazione Obama, avrebbe diffuso il virus deliberatamente, in un giorno di ottobre del 2019, ad un’ora precisa e a minuti specificati.

Le intelligence americane, britanniche e russe sono al lavoro per stabilire, nel dettaglio, come e per quali motivi questa donna, peraltro una scienziata famosa, abbia agito in questo modo. In che misura sarebbe coinvolto, se lo fosse, il governo cinese? In che misura sarebbe coinvolto, se lo fosse, il cartello farmaceutico dietro all’OMS, Anthony Fauci, Bill Gates e il fronte dei Democratici USA di Obama?

Le indagini da fare sono tante e, a giudicare dalla vicenda Flynn e Russiagate, credo di aver capito lo schema catenaccio all’italiana con cui “gioca” la squadra di Trump: prima fa sbilanciare e venire in avanti gli avversari in maniera spregiudicata e poi, dalle ali, li sorprende in contropiede.

Rimanendo nella metafora calcistica, è lecito pensare che questo covid-19, sia uno “stronzo” tipo l’arbitro Moreno in Corea-Italia ai Mondiali di calcio del 2002? Ricordo che il farabutto non fu lì per caso, ma lo selezionarono e ce lo mandarono apposta per farci male e corrompere il gioco.

Il covid-19, infatti, fa gioco solo ad una parte politica, attaccando le Libertà democratiche che la nostra Costituzione, invisa alle élite democratiche USA, protegge ostacolando quel processo di ammassamento globale per cui i Dem lottano.

È infatti palese che il coronavirus abbia massacrato l’Italia a livello economico più di altri paesi (come rivelato da 4chan e da Debora Billi a gennaio, per una precisa decisione dell’OMS) e ciò, nei disegni di certe élite, avrebbe tradotto la necessità di sottomettere la nostra Repubblica a nuove dinamiche di indebitamento pubblico a futuro nodo capestro (MES).

Considerazioni analoghe si possono fare per il Regno Unito, anch’esso molto colpito dal virus. I britannici vivono su un’isola in cui la stringente necessità di scambio merci è stata minata dall’epidemia proprio in concomitanza con la transizione in uscita dall’UE, quindi, in una situazione di regolamentazione di nuove modalità di scambio merci. Perciò, sembra proprio che l’epidemia sia stata occasionalmente propizia nel senso di far pagare “dazio biologico” agli inglesi per la loro ostinazione nel voler ottenere la Brexit.

Senza soffermarci troppo sulle lodi sperticate che il Mainstream riserva alle presunte efficienze socio politiche tedesche e cinesi, che hanno superato gli ostacoli dell’emergenza con pochi morti e molti minori danni economici (come mai?), passiamo al campo di gioco centrale, ossia gli Stati Uniti.

I Democratici stanno alimentando da settimane tutta una narrativa mediatica molto aggressiva contro Trump, addebitandogli la gestione fallimentare, a loro dire, dell’emergenza covid-19. Ma vi è molto di più dietro al coronavirus; che, una volta compreso nel suo risvolto elettorale, spiega perché la diffusione intenzionale del virus, in una dimensione politologica, sia di per se stessa, troppo premiante i Democratici, per poter essere un colpo di fortuna casuale.

Il Covid-19 non ha solo bloccato la crescita di una galoppante economia USA, che avrebbe fatto stravincere Trump, ma ha offerto il pretesto attraverso cui i governatori Democratici di molti Stati stanno allestendo le primarie (in America si fanno in base alla Legge) attraverso il voto postale. Ovviamente, la stessa cosa si farebbe poi per le elezioni della Presidenza e del Congresso il prossimo novembre e, come è noto, una modalità simile farebbe sicuramente vincere i democratici negli Stati in bilico. In pratica, in questo modo, la Democrazia sarebbe ridotta a dei burocrati che inviano lettere con schede, ed agli stessi burocrati che contano le lettere e le schede di ritorno. Facciamo attenzione: in questo modo si conterebbero i voti senza alcun riscontro della manifestazione fisica dei votanti, e le possibilità di fare brogli sarebbero immense, specie se consideriamo che, nel 2016, i Repubblicani hanno lamentato 2 milioni di voti postali non conteggiati. Questi voti del 2016 non sarebbero arrivati in tempo; e provate a immaginare cosa accadrebbe alla Democrazia USA se non si votasse fisicamente il primo martedì di novembre di un anno bisestile, come accade dal 1848, ma si votasse con i comitati (allestiti con i soldi dei banchieri) che raccolgono e inviano buste, magari segnando le buste con voti “validi” da aprire e conteggiare, e segnalano ai burocrati del Deep State quelle che i postini non avrebbero “consegnato” in tempo. Il voto tradizionale nel 2016 pesava per oltre un 90% dei voti espressi e vinse Trump, ma nei voti postali stravinse la Clinton. Già queste considerazioni da sole basterebbero a farci avere sospetti, ma se poi ci soffermiamo a pensare alle proposte d’occasione sostenute dai Democratici USA più eccellenti, rimaniamo sbalorditi in maniera raccapricciante.

I nuovi ritrovati delle scienze immunologiche ben vengano, ma i vaccini coattivi con sequestri di bimbi in stile Bibbiano, in ragione di un virus che ci appare sempre più artatamente diffuso, sarebbero tutta un’altra cosa: non ce ne vogliano Bill Gates, Fauci, la Glaxo o Big Pharma.

Ben vengano pure le tecnologie elettroniche ed elettromagnetiche, ma forzare salti cibernetici innestando chip nel corpo umano, magari smaterializzando il contante e allacciando i cittadini alle autorità con collegamenti elettromagnetici a 5G, mediante applicazioni di controllo socio politico delle persone per essere immuni al Covid-19, sono altre cose: non se la prendano a male Colao, Vodafone o Huawei.

Tutte queste “belle” proposte, osservate la “combinazione”, sono presentate dagli esclusivi ambiti dei Democratici USA, cioè da tutti i “migliori” supporter di Obama!

Finalmente alcuni deputati coraggiosi si sono già espressi in tal senso in alcuni parlamenti del Mondo. In Italia lo ha fatto l’Onorevole Cunial, e gliene diamo merito.

Non ho da aggiungere nulla di più.

L’Obamagate è un attentato alla Democrazia, alla Libertà di sviluppo e al progresso materiale e spirituale degli esseri umani.

Chi vuole capire, capisca. Chi non vuole capire, si faccia venire il coraggio.

Condividi questo articolo

Versione originale in PDF

Lo stesso articolo nel documento pubblicato all'epoca.

Leggi il PDF

Continua a leggere

OBAMAGATE

Obamagate, Trump colpisce duro su pedofilia e satanismo

L'Obamagate è molto più di uno scontro politico americano: è la chiave per comprendere una guerra sotterranea tra potere globale e giustizia internazionale. Gianmarco Landi, partendo da operazioni contro reti di pedofili emerse in Italia e Germania, esplicita un'analisi che collega criminalità, élite globaliste, conflitto politico negli Stati Uniti, fino a giungere al caso Epstein. Donald Trump e apparati investigativi statunitensi sono protagonisti di una battaglia globale contro un sistema di potere occulto che ha pervaso ogni ambito dell'establishment internazionale.
OBAMAGATE

OBAMAGATE: ”terremoto” italiano in arrivo?

Un articolo politico che preannuncia un prossimo “terremoto” istituzionale in Italia legato allo scandalo Obamagate. Gianmarco Landi collega servizi segreti, governi Renzi e Gentiloni, pandemia Covid-19 e presunti equilibri globalisti a un imminente crollo dell’establishment italiano con ripercussioni europee e internazionali.
OBAMAGATE

OBAMAGATE, tentato bagno di sangue a Washington

Gianmarco Landi rivela che le rivolte in alcune città americane del 2020 sono parte di un tentativo di colpo di Stato contro Donald Trump legato allo scandalo Obamagate. L’autore sostiene che proteste, violenze urbane e pressione mediatica fossero finalizzate a provocare un bagno di sangue capace di delegittimare la presidenza.