Il processo in piazza ai due Cc, il Giglio Magico, i media e il caso Consip
Un’analisi politico-mediatica che collega il caso dei due carabinieri di Firenze all’inchiesta Consip e al cosiddetto “Giglio Magico” renziano. L’autore ipotizza un uso strumentale dello scandalo sessuale per influenzare testimonianze, coprire tensioni giudiziarie e condizionare l’opinione pubblica in vista di delicati equilibri politici.

Colpirne uno per educarne cento è una frase attribuita a Mao Zedong, leader Comunista della Repubblica Popolare Cinese, noto per il ricorso alla repressione a scopo rieducativo. La frase fu ripresa in Italia come slogan dalle Brigate Rosse che, negli anni ‘70, concepirono di attaccare persone rappresentative di una qualche istituzione per il fine di sconcertare e terrorizzare tutti i cardini della Repubblica italiana. Ma cosa c’entra questa metodologia di violenza del potere con la vicenda dei due carabinieri appartenenti ad un’istituzione come la Beneamata, semmai sempre situata sulla sponda opposta non solo rispetto a quella delle Brigate Rosse, ma anche a quella delle élite sessantottine del Libretto Rosso? In apparenza nulla, ma quello che appare, quando si tratta dell’agenda mediatico politica di una Nazione prossima alle urne, potrebbe obnubilare la capacità di intelleggere di ogni cittadino che si fosse distratto concentrandosi a guardare i cerchi ipnotici nell’acqua dell’Arno a seguito dei sassi lanciativi. Il mio riferimento alla rieducazione in stile Mao è perciò legato all’attualità, però non si comprenderebbe se non si conoscesse la situazione in cui versano i vertici dei Carabinieri italiani assurti alle stelle grazie a Matteo Renzi e, sempre grazie a lui, oggi inginocchiati in gregge dinanzi alla porta di una stalla in cui rischiano di entrare a furia di calci nel sedere da parte della Magistratura.
La stalla è costituita dai vari filoni del processo CONSIP, una serie di vicende che hanno una potenza devastante per le innumerevoli carriere politiche e militari fiorite accanto al profumo del Giglio Magico di Firenze. Si parla, infatti, di un presunto caso di corruzione di entità gigantesca che riguarda un imprenditore napoletano e alcuni dirigenti della società esercente gli acquisti della Pubblica Amministrazione (la CONSIP, appunto, detta anche la “centrale acquisti”), in cui spicca il coinvolgimento di Tiziano Renzi, padre di Matteo, del ministro Luca Lotti, cioè il braccio destro di Renzi e, di converso, di tutti i vertici dell’Arma.
L’inchiesta ha due filoni molto importanti.
Nel primo vi è l’imprenditore di origine napoletana Romeo, significativo finanziatore di Matteo Renzi, che è stato già arrestato ed accusato di aver corrotto funzionari CONSIP promettendo anche una sorta di tangente a Tiziano Renzi come da ipotesi formulate dai Magistrati. Nel secondo filone, invece, c’è il ministro Lotti accusato, insieme ad altri, di aver aiutato alcuni dirigenti CONSIP a sfuggire da un’indagine della Magistratura in corso nei loro confronti. A margine significativo di tutto ciò risulterà decisivo, in un senso o nell’altro, cioè per farli o meno scendere dalle stelle e chiuderli nelle stalle, il comportamento di molti carabinieri che sono stati chiamati a testimoniare dinanzi ai Magistrati di Roma, e che presumibilmente lo saranno sempre di più nei prossimi mesi.
Per farla molto in breve, le stalle CONSIP stanno crescendo di giorno in giorno in capacità di accoglienza proponendoci un olezzo di merda che rischia, comunque vada, di decapitare l’Arma. Mi riferisco, in primis, alle indagini in corso sul generale Del Sette , quello che in questi giorni si è lanciato in condanne senza sentenza e senza aspettare la formulazione delle ipotesi di reato contro i due appuntati troppo fringuelloni .
Trovo rilevante evidenziare che le pagine usate dal generale Del Sette per massacrare ed infangare l’Arma siano di proprietà della tessera numero uno del PD, e cioè Repubblica . Del Sette è l’ex comandante della Toscana quando Renzi era presidente della provincia e poi sindaco, ed oggi è il Comandante Generale dell’Arma che sta rischiando la carriera e il carcere per aver aiutato Renzi in maniera illecita, stando a quanto ipotizzano i Magistrati pertinenti. In secundis, ma non meno importante, vi è il generale Saltalamacchia, ex comandante provinciale di Firenze ed oggi comandante della Toscana, anche lui indagato per aver aiutato i Renzi e tutti i fiorellini del Giglio Magico attualmente sotto la lente della Magistratura romana. Inoltre, sono coinvolti anche il numero uno del NOE (Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri), Sergio Pascali, il Capo di Stato Maggiore dell’Arma, il generale Gaetano Maruccia, e il comandante provinciale di Napoli, Ubaldo Del Monaco, ma soprattutto il maggiore Scarfato su Napoli.
Cosa è successo in poche parole?
E’ successo che una serie di eccellenti brigadieri, a cominciare dai due generali apicali citati sopra, avrebbero aiutato Renzi a proteggere il Giglio Magico , che consta anche di suo padre e, ovviamente, dei suoi amici personali, informandolo su alcuni particolari dell’indagine CONSIP. Nello specifico, vi sono alcuni ufficiali dei carabinieri, ben agganciati ai vertici nazionali di derivazione gerarchica prevalentemente toscana, che avrebbero depistato i Magistrati fornendo loro elementi probatori alterati e, talvolta, ribaltati nel loro senso logico e giuridico.
Emblematico e controverso è il caso del maggiore Scarfato, che avrebbe costruito informative false paventando ai Magistrati l’intromissione dei servizi segreti sull’Affare CONSIP, una circostanza volta a scoraggiare le indagini da parte di Magistrati che fossero di temperamento un po’ pusillanime, nonché avrebbe “sbrogliato” i brogliacci delle intercettazioni telefoniche, facendo riportare sui verbali cartacei forniti in Procura inesattezze troppo sospette per poter costituire solo una lunga sequela di errori in buona fede, a quanto hanno ovviamente ritenuto i Magistrati competenti.
Chi mastica di politica ha già compreso quale possa essere l’implicita necessità rieducativa dei carabinieri toscani giustappunto secondo gli insegnamenti di Mao, cioè colpiscine uno per educarne 100, perché, magari, tra quei 100 c’è chi potrebbe testimoniare in Procura senza riservare quella solidarietà tra brigadieri di cui tanto i massimi vertici dell’Arma quanto i politici che li hanno resi tali, hanno grandissimo bisogno per non finire rinchiusi in una stalla.
Osservo, infatti, che le scoperte degli errori marchiani e dei sospetti depistaggi da parte dei magistrati, scaturiscono grazie a carabinieri sottoposti in senso gerarchico ai succitati ufficiali “inguaiati” nelle grane giudiziarie, cioè per causa di testimonianze di cui non si sa molto, forse perché i grandi media italiani non hanno interesse a farci sapere, neanche con l’un percento di quella premura e dovizia fantasiosa di particolari riservata alle avventure notturne delle due misteriose americane, le presunte vittime. Negli ultimi mesi, quanti più carabinieri vengono ascoltati sui fatti del CONSIP, tanti più ufficiali vicini ai vertici nazionali e regionali dell’Arma vedono coinvolgere e man mano aggravare la propria posizione giudiziaria e, quindi, probabilmente, si rendeva propizio un poderoso richiamo allo spirito di corpo agitando un qualche bastone.
Questa è, secondo me, la ragione principale che spiega l’inaudita violenza mediatica abbattutasi contro i due carabinieri in un episodio di imbarazzante Decamerone moderno. Ritengo che mai sarebbe emersa ai nostri occhi, neanche nei titolini locali del quotidiano la Nazione, questa disdicevole sveltina in divisa, addirittura imposta ai nostri occhi con il contorno fumoso e horror di uno stupro, se non vi fossero pesanti necessità politiche e mediatiche sovrastanti, tra cui, oltre ai processi CONSIP, anche il bisogno di coprire un’agenda mediatica che, dalla scorsa settimana, stava diventando sempre più sfavorevole ai fautori dogmatici dell’importazione di esseri umani a quintali dall’Africa.
I fatti dello scorso giovedì mattina a Firenze, perciò, non possono solo limitarci nel trarre una delle due conclusioni divisive in Guelfi e Ghibellini, così come ci passa per la testa scorrendo Facebook, il Corriere.it o guardando Porta a Porta; cioè o lo stupro sarebbe in essere in ragione di minorata difesa, oppure i due redivivi “amici miei” in divisa si sarebbero prodotti in una zingarata di 40 minuti di scemenze, certamente deprecabili in ottica di codice militare, ma da ritenersi una piccolezza di nessun serio rilievo politico e penale da occupare la prima pagina dei giornali nazionali. Vi è, infatti, una terza possibilità. A calare la lampo dei pantaloni o a pigiare i tasti del cellulare per fare video compromettenti, potrebbero non essere state semplici manine, come quelle di una giovane bramosa di avvinghiarsi al fascino maturo dell’uomo in uniforme, e poi magari monetizzare una polizza, né quella di un carabiniere “arrapato” da un giovane corpo, benché disponibile in stato semi catatonico, bensì una qualche pesante manona così come la chiamava, esemplificando tutti i titoloni sconcertanti del Corriere , quell’ ingombrante volpe di Bettino Craxi.
Il punto su cui invito a riflettere sarebbe questo: alla luce del quadro emotivo del Paese dopo Rimini, e in considerazione della situazione drammatica dei vertici dell’Arma preoccupati dalle testimonianze dei carabinieri ai processi CONSIP, questo caso mediatico così ben articolato e tempestivo nelle uscite sui giornali dell’establishment italiano, può essere stato preparato artatamente, magari anche assoldando due fanciulle molto poco candide e spensierate? Non potrebbe essere giunto da una parte oscura dell’America un soccorso di matrice “politically correct”, e mi riferisco a quella piccola America che, alla luce del sole, distrugge le statue di Colombo, cancellandone per decisione politica la festività pubblica? Evidenzio come sia radicata a Firenze quella piccola America Dem, che vuole la distruzione dell’identità culturale degli stati nazionali europei attraverso migrazioni di massa dei popoli sortiti dalle Primavere Arabe di Obama e Clinton. Ricordiamoci pure che il Partito Democratico Statunitense ha goduto del sostegno di Matteo Renzi e viceversa , tanto che Matteo, il Bomba, si è recato in piena campagna elettorale presidenziale a New York appositamente per accrescere le fortune elettorali di Hillary Clinton tra la Comunità italoamericana, con gli esiti che sappiamo e per i quali ringraziamo la Madonna.
Ma stiamo ben attenti a quello che succede in questi giorni, perché la storia dei carabinieri fiorentini sembra simile, per sconcezza, a quella del Bunga Bunga attraverso cui ci hanno svuotato la sovranità Popolare in Parlamento e ci hanno imposto una serie di diktat dall’estero. Peraltro, il più bel fiorellino del Giglio Magico, Matteo Renzi, da quando non è più premier prende, ogni 27 del mese, un pingue assegno da un Ateneo statunitense in Firenze per fare cosa, ovviamente, non si sa, visto che non occorre essere anglofoni per comprendere quanto il Bomba sia molto poco accademico quando si produce in discorsi in inglese, che ricordano quelli di Totò e Peppino quando giunsero a Milano per vedere il Colosseo.
Perciò, i dubbi sulla manona di cui diceva Craxi sono leciti , visto che comunque queste due americane sono piombate qui dall’America e nessuno sa nulla su chi siano, quanti anni abbiano e cosa siano venute a fare a Firenze alle due e mezzo di notte, aspettando all’uscita della discoteca dei carabinieri appena chiamati per sedare una rissa di cui non si sa niente; forse perché, in realtà, non c’è stata?! E tra le tante cose che non tornano, non si spiega come mai una delle due ragazze appena arrivate in Italia, già la mattina del fatto avesse nella propria borsetta il numero telefonico di un noto penalista di Firenze proprio esperto di questa sofisticata concezione dello stupro per minorata difesa . Quale manona abbia messo nella borsetta della ragazza il numero di telefono di un avvocato orbitante nel Giglio Magico e che sa districarsi con i Media come un Drago, si può sapere?
Io penso che la questione debba essere portata in Parlamento in modo che la Pinotti, Alfano e Gentiloni possano dirci se sussista, o meno, la possibilità di questa manona tutelare sopra le spalle del Giglio Magico, poiché i danni causati all’Arma, alla Nazione e all’opinione pubblica italiana, a cui è stata propinata un’informazione per minorati mentali , non possono esaurirsi constatando le leggerezze di due capretti espiatori da insultare e cacciare fuori dalle mura per fare contenti tutti: la Giustizia e la Democrazia sono ben altro.
Io dico che è assolutamente inconcepibile ed intollerabile tutto ciò, verso cui tutti noi dobbiamo nutrire un violento sentimento di repulsione. Sebbene due rapporti sessuali quella notte siano stato acclarati dalle dichiarazioni spontanee dei due carabinieri, ancora oggi solo indagati, su quali basi di diritto, di morale e di etica pubblica, si è fatto un processo sommario in piazza ai danni di due esseri umani, ancor prima che carabinieri? Questi processi sul Corriere a cura della giornalista Fiorenza Sarzanini ( quella figlia di Papà che, nel 2001, stava a Genova con i suoi piercing e tatuaggi mescolata ai centri sociali che volevano spaccare la testa ai carabinieri ) sono attività volgarmente illecite e non solo perché non hanno alcun rispetto per il lavoro onesto della maggioranza dei magistrati onesti, anche se tutti i malpensanti come me capiscono come possano aiutare il lavoro disonesto di alcuni magistrati disonesti, che in Procura a Firenze, per ora, non sembrano esserci. Osservo, infatti, che il Pubblico Ministero fiorentino, nell’immediatezza della denuncia, in base al protocollo rosa, doveva disporre una consulenza medico legale per verificare non solo se vi fosse stata violenza, ma anche se lo stato di salute delle due sedicenti vittime fosse compatibile con quello di due donne stuprate. Le perizie sono state fatte, violenze non ne sono state riscontrate e l’unica cosa che sembra essere stata confermata è quella di un tasso alcolemico alterato, cioè una situazione in cui versano quasi tutti i giovani che escono dalle discoteche di notte e non devono guidare l’auto. Perciò queste due tizie potrebbero aver voluto adescare due rappresentanti di un’istituzione non solo per un loro tornaconto illecito, ma per quant’altro .
Il particolare rilevante sottaciuto dal Corriere , Repubblica e dal salotto di Porta a Porta, è che la PM fiorentina non ha mai disposto il fermo dei due Carabinieri con ciò significando un concetto preciso: nessuno poteva suffragare sulla stampa l’ipotesi di uno stupro , visto che chi era in diritto e dovere di farlo non lo aveva giustappunto fatto. Se ne deduce che il comportamento dei Media ha assunto un profilo concettualmente illecito dato che, a ben vedere, già giovedì scorso, benché la PM non avesse neanche compiuto i primi passi del protocollo rosa, e sebbene la sera di giovedì non avesse disposto il fermo dei due carabinieri, sia i giornalisti altolocati, sia l’avvocato delle due americane si sono bellamente permessi di parlare di stupro come fatto praticamente conclamato e perciò diffamando ad alta voce due persone a cui è stata inflitta una violenza morale gratuita ed inaccettabile.
Non occorre essere avvocati per sapere che il sesso, compreso quello del Bunga Bunga, le cui fanfaluche sono state strumentali a far fuori l’ultimo governo con mandato elettorale pienamente democratico e non minato da piattaforme parlamentari incostituzionali, è un argomento valido per confondere l’opinione pubblica e sottrare l’attenzione dalle cose che contano, come, ad esempio, la scia di stupri reali commessi dagli immigrati oppure lo sfascio nei vertici dell’Arma e del PD a seguito delle vicende CONSIP.
Perciò, cosa volete che sia un disdicevole cedimento carnale in servizio, che non è un reato, né una questione di interesse parlamentare, come invece lo sarebbero diffamare e calunniare con il preciso fine di suggestionare l’emotività pubblica per biechi fini politici, quali, ad esempio, coprire un’attualità di cronaca nera che sfascia le basi delle politiche dell’accoglienza , oppure, nell’ambito delle implicite dialettiche in seno all’Arma, stangare due nuore perché tutte le suocere intendano?
Per quanto mi riguarda, il clamore e il senso dato a tutta la vicenda dal tempestivo Corriere della Sera ha un profilo illiberale e non democratico, che non mi lascia molti dubbi. Mi chiedo, perciò, se non vi sia qualcuno che voglia usare giornalisti livorosi per influenzare indirettamente i lavori dei Magistrati sull’affare CONSIP , perché ciò sarebbe gravissimo. Tutte le scelte di un direttore editoriale devono essere libere, ma scagliare, così come in effetti è stato fatto dal Corriere , la giornalista Sarzanini, notoriamente ostile a tutte le forze dell’ordine, sembra avere il fine di rieducare non tanto i due carabinieri colti chiaramente in fallo, ma tutti quei carabinieri non allineati nel senso del Giglio Magico e del potere della Sinistra chic.

Ma la cosa più intollerabile di tutte è l’arroganza renziana dell’ avvocato delle straniere , un professionista legato all’establishment di Firenze, che difende un soggetto centrale nell'affare CONSIP legato a Tiziano Renzi. In una Repubblica degna di questo nome, costui sarebbe incompatibile data la centralità delle testimonianze dei carabinieri nel processo CONSIP e l’evidente attacco alla serenità di tutti i carabinieri che questa vicenda profila . Sarebbe, a tal proposito, importante sapere come mai il suo numero di telefono da esperto legale fiorentino della complessa materia dello stupro in situazione di minorata difesa, fosse nella borsetta delle sedicenti vittime già dalla mattina, sebbene costoro fossero da pochi giorni arrivate a Firenze. L’Avvocato, da buon renziano, è bravissimo a negare la verità, e mi riferisco alla polizza antistupro che, con sofismi da Azzeccagarbugli, ovviamente non sarebbe in essere, come è ovvio che sia. Non esistono, infatti, polizze antistupro tout court, appositamente in essere, ma vi sono polizze generali, peraltro normali nel sistema di vita degli americani che viaggiano, che accludono, nei danni risarcibili, la violenza per stupro, così come in Italia non esiste la polizza per i colpi di frusta da tamponamento d’auto, ma esistono i colpi di frusta falsi risarciti da polizze normali.
A ben vedere, il nubifragio mediatico calunnioso a danno dei due carabinieri è stato spaventoso , perché sui giornali era pure stata ventilata la prova regina di un video fatto dal telefonino, addirittura con il pronunciamento di una parola come “bastard”, che avrebbe corroborato il diniego espresso al rapporto sessuale. Come sappiamo, la PM ha negato ciò precisando come sia del tutto inventata questa circostanza, che qualcuno ha artatamente propalato in malafede, forse per indurre l’arresto dei due malcapitati e far montare la panna da mettere sugli occhi del Popolo italiano.
Ancora più ripugnante, è la pretesa di fare giurisprudenza mediaticamente, così come ha fatto l’avvocato orbitante nel Giglio Magico prestato alle americane . Costui ha esteso il concetto di stupro per minorata difesa a livelli di intelligenza talebana dando come acclarata, in giurisprudenza, una propria fantasia suffragata dal Corriere e Repubblica, ma non certo dai giuristi, che la contemplano entro strettissimi limiti. Dico, perciò, a tutti i giornalisti pappagalli, razza di ignoranti e sciocchi che non mi sembrate altro: se tutte le donne brille o quand’anche ubriache, fossero automaticamente considerate donne stuprate a prescindere dalla mancata violenza ricevuta o da un qualche loro diniego mai espresso al partner, avendo semplicemente avuto un rapporto sessuale con tasso alcolemico variato, verrebbe negata la Libertà di godere del proprio corpo in una sfera di sensi che appartiene solo alle donne e non alle masturbazioni giuridiche dell’avvocato celebrato pure da Vespa su Rai 1. Tutti sanno come sia consueto, tra i piaceri della vita, specie tra i più giovani, quello di lasciarsi andare decidendo di fare sesso disinibito proprio grazie all’uso di bevande alcoliche. Ma dove vogliono portarci il Corriere della Sera e Repubblica oggi, ai rapporti sessuali previo esame del palloncino? Al sesso programmato da contratto con doppia firma sulle clausole di petting particolare? Ai rapporti con un chip innestato nell’uccello per il codice di autorizzazione all’entrata, oppure a quegli atti giuridici funzionali a costruire i figli da dare in braccio alle coppie gay sfruttando il corpo delle donne fattrici consenzienti? Questo sarebbe il rapporto tra i sessi rispettoso e ragionato in modi radical chic a cui vogliono condurci?
Perciò sono allibito da quello che accade giorno dopo giorno, come, ad esempio, il fatto che il Comune di Firenze, capeggiato da un pupo di Renzi, si scagli sui carabinieri costituendosi parte civile , quando questi due poveri cristi non sono nemmeno accusati da un qualche Magistrato e non vi è quindi un processo?! Ma come si permettono queste belve del Giglio Magico di stuprare la civiltà democratica e l’Arma, che è fatta da 4600 stazioni in ogni angolo d’Italia, e non dai vertici selezionati da Renzi o Lotti? Tutti dobbiamo essere disgustati molto più dai vertici dell’Arma che da due carabinieri del popolo, che qualcosa hanno sbagliato, è vero, ma certo non arrivano ai livelli di Clinton, il quale era aduso utilizzare la sala ovale per qualche suo comodo, che però non ha sconcertato le anime candide e gli intransigenti moralisti del Partito Democratico italiano.
I miei sono allarmi lanciati alla luce di una sequela di notizie di stampa che giudico molto preoccupanti e soffocanti, in un clima di violenta ipocrisia e menzogna . Chi può dirci se i vertici dell’Arma implicati negli affari giudiziari di Renzi, non vogliano nascondersi e avvelenare alcuni pozzi prima di scappare, agendo all’insegna della strategia di Sansone, ossia muoio io e allora muoiano tutti i filistei? Possiamo permetterci questo attacco all’Arma quando il PD ci ha fatto entrare in casa 500.000 clandestini, alcuni dei quali sono capaci di orrori veri e non inventati dai media? Mi sembra perciò pacifico che l’aspetto centrale di questa vicenda non debba limitarsi nella divisione di tutti noi italiani in Guelfi e Ghibellini, nel senso di chi pensa allo stupro e chi alla sveltina.
Concludo con i versi finali del XIII Canto del Paradiso dove, in 4 versi, viene sintetizzato un grande pensiero per la storia di tutta l’Umanità. Dante non sarà un professore americano di livello come Matteo Renzi, sicuro prossimo Nobel per la letteratura angloamericana non appena avrà studiato l’ultimo CD del corso di inglese che sta finendo, ma nel suo piccolo, il Sommo, 700 anni fa, insegnò cosa debbano essere la Verità pubblica, la Moralità e la Giustizia per tutti noi, semplici uomini e donne della strada.
Non creda donna Berta e ser Martino, non credano la donna e l’uomo della strada (così ci si riferiva all’uomo e la donna della strada nel Medioevo), per vedere un furare, altro offerere, per aver visto una persona togliere i soldi dal cesto delle offerte in chiesa e l’altro metterli, vederli dentro al consiglio divino; di poter stabilire chi deve andare in Paradiso; ché quel può surgere, e quel può cadere.
che il primo può andare in Paradiso e il secondo all’Inferno.
https://www.gianmarcolandi.it/blog/il-processo-in-piazza-ai-due-cc,-il-giglio-magico,-i-media-e-il-caso-consipContinua a leggere
POLITICA ITALIANAIL GENERALE BURATTINO
Chi muove davvero i fili di Vannacci? È la domanda centrale dell’analisi di Gianmarco Landi, che considera l’ingresso dell’ex generale sulla scena politica italiana tutt’altro che “estemporaneo e genuino”, ma costruito a tavolino. Vannacci è una “marionetta” di cui, allo stato attuale, si può ipotizzare una doppia regia: da una parte, Matteo Renzi e apparati massonici e militari NATO; dall’altra, Donald Trump e la sua strategia volta a rendere Giorgia Meloni “più trumpiana di Trump”. In conclusione Landi pone il dilemma amletico: “se il burattino stesso sia davvero consapevole” di chi muove i suoi fili oppure no.
POLITICA ITALIANATRUMP: LA MATTA
Gianmarco Landi interpreta le dichiarazioni di Trump contro il Papa non come un errore, ma come una mossa strategica. L’autore sostiene che la provocazione abbia generato effetti politici utili, ricompattando attori istituzionali e ridefinendo equilibri. La “follia” diventa quindi uno strumento calcolato di comunicazione e potere, capace di influenzare sia la Chiesa sia la politica italiana.
POLITICA ITALIANA
