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Gianmarco Landi
POLITICA ITALIANA5 min di lettura

Il senatore “Pulcinella” contro le “fetenzie” dei vaccini obbligatori

Un articolo polemico che difende le posizioni del senatore D’Anna contro l’obbligo vaccinale del decreto Lorenzin 2017. L’autore contesta l’impianto normativo, denuncia presunti conflitti d’interesse con Big Pharma e sostiene l’esistenza di rischi e impurità nei vaccini, invocando libertà di scelta e prudenza scientifica.

Ho avuto modo di ascoltare due interventi in aula da parte del Sen. D’Anna sul Decreto Legge n. 73 del 7 giugno 2017, inerenti l’obbligatorietà dei vaccini prevista dal Governo Gentiloni, arrivando finanche alla misura di sospendere la patria potestà dei genitori renitenti e sottrarre loro i figli. Devo dire subito che, prima di approfondire il tema, cosa fatta da me proprio a seguito di questo intervento, che qui ripropongo in due link ( vedi in fondo all’articolo ), non pensavo che le ragioni del fronte dei contrari ai vaccini obbligatori potessero essere così fondate, pregnanti e preoccupanti, tanto è vero che, io stesso, ho cambiato opinione grazie al dibattito parlamentare.

La forza del discorso parlamentare, che mi ha molto convinto, non risiede nel Partito di appartenenza del Senatore D’Anna, poiché si tratta di una frazione di Centrodestra nata in Parlamento con velleità di piccolissima bottega, ma nella capacità divulgativa di certi aspetti complessi, che un uomo, un biologo con una concreta formazione cattolico liberale alle spalle, ha saputo sprigionare in 30 minuti di competenza ed impetuoso buon senso.

Ma non mi hanno colpito i vistosi rilievi di incostituzionalità o di incompatibilità con il quadro di Leggi sovranazionali di questo provvedimento, che pure D’Anna ha constatato, ma le argomentazioni personali snocciolate dall’uomo che, con una dolce cantilena campana, si è man mano immedesimato in una serie di personaggi della sua vita, portando all’attenzione del Senato il suo ricco contributo.

D’Anna scende in campo quasi avesse la maschera della saggezza popolare della capitale borbonica, ma anche il sorriso di Patch Adams, il medico, attivista, scienziato e umanista Hunter Doherty, impersonato memorabilmente in celluloide dal compianto Robin Williams. Ma D’Anna, senza essere pesante né demagogico, non ci fa ridere affatto, perché ci spiega in quali sensi il Decreto perorato dalla Lorenzin si profila come una somministrazione di farmaci dispoticamente “illuminati” a scopo preventivo tutto da dimostrare. D’Anna denuncia la bastardaggine mediatica nei presupposti di un provvedimento basato su allarmi procurati distorcendo le cause di due morti di bambini, ufficialmente a causa di morbillo, sottacendo, però, che il primo bimbo aveva soprattutto una grave deficienza dell’apparato immunitario, mentre il secondo addirittura la leucemia .

D’Anna dal suo scranno cerca, quindi, di proteggere i bambini italiani che sarebbero forzati ad un cocktail di farmaci non necessari e sicuramente dannosi, ricordando a tutti i saggi e gli illuminati propugnatori dei vaccini senza “se” e senza “ma”, che, come non esiste scienza senza il dubbio, non esiste comunità scientifica italiana senza i fiumi di denaro di Big Pharma.

Poi, il singolare “Pulcinella” di Centrodestra, che nella vita privata è un biologo, prende il proprio microscopio elettronico “Ca nu sbaglia” , e fa presente come abbia rilevato, insieme ai suoi colleghi, delle diffuse impurità insalubri nei vaccini di massa (tracce di metalli, di plastiche etc…), per farsi da parte quando, in senato, irrompe il D’Anna papà, il quale, sebbene sia sempre un uomo di scienza, ci racconta di come 30 anni prima abbia salvato la vita di suo figlio da una grave forma di allergia alimentare ricorrendo a dei fermenti lattici in panetteria, così come gli aveva prescritto, con saggezza empirica e non scientifica, una sua collega, la figlia di un grande professore di medicina. Oggi la scienza dice che i fermenti lattici sono meglio delle medicine, e lo ricorda a tutti quegli scienziati che non sanno di non sapere.

Nel corso dei due interventi, c’è spazio anche per il D’Anna politologo che smaschera, con delicatezza tipicamente liberale e cattolica, il giacobinismo intriso di violenza di cui sono pervasi certuni, che pensano di essere depositari di un’etica superiore , e che infatti arrivano al dunque, proprio come Robespierre, senza dubbio alcuno e a colpi di tagli alla carne viva con mano ferma. Come Robespierre, anche il Governo Gentiloni, immagina l’uomo nuovo del tutto sanificato per mano pubblica, ghigliottinando il presunto bene dal presunto male, come la testa dal collo dell’uomo renitente a sottomettersi al comitato di Salute Pubblica, o un bambino dai propri genitori naturali riottosi alle scienze infuse dal Ministro Lorenzin e dalla Glaxo.

D’Anna, avviandosi a concludere, prima sfodera il suo cellulare rivelando di una lettera in esso contenuta inviatagli da una mamma disperata perché suo figlio, a seguito di vaccinazioni non strettamente necessarie, ha accusato permanenti danni cerebellari, e poi chiede ad un membro femminile del Governo cosa risponderebbe Lei, se quella madre andasse personalmente a trovarla sotto l’uscio del Senato per chiedere il giusto senso di quanto drammaticamente occorso al più grande affetto della propria vita.

In conclusione, quindi, Vi invito ad ascoltare i due interventi segnalandovi, infine, il personaggio D’Anna che mi è piaciuto di più: nonno D’Anna, che si rivolge a nonno Grasso, il presidente del Senato, invocando l’umiltà e l’approfondimento degli interessi venali retrostanti a questa istanza farmaceutica miliardaria che, forse, a differenza di tutti i nonni del Senato, potrebbe non avere al primo posto il bene dei propri nipoti.

Grazie Pulcinella con il tuo microscopio elettronico “Ca nu sbaglia” ! Oltre al tuo punto di vista, che ho apprezzato come fosse un monologo di Eduardo De FIlippo, ho ritrovato le motivazioni che mi indussero a dubitare delle Leggi “smart” in stile beautiful woman PD, rispetto a quelle sortite da ambiti in cui si discute e ridiscute in una maniera che, talvolta è solo liturgia, teatro, pantomima, ma talvolta è molto, molto, molto di più.

Dott. Gianmarco Landi

1° intervento 11-7 (10 minuti) https://youtu.be/SIB5Ile1olE

2° intervento 11-7 (21 minuti) https://youtu.be/dd7QH_fiHoM

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